Catanzaro, Talerico: “Il costone di via Carlo V è sorvegliato speciale, servono verifiche”

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Catanzaro, il costone tra Via Carlo V e Largo Pianicello sotto osservazione: reti di protezione installate ma servono verifiche sulla stabilità del versante

Catanzaro, il versante tra via Carlo V e Largo Pianicello sotto osservazione: interventi di protezione ma serve una verifica complessiva del costone.

Nel centro storico di Catanzaro l’area compresa tra Via Carlo V e Largo Pianicello rappresenta da tempo uno dei punti più delicati sotto il profilo geomorfologico e urbanistico.

Si tratta di un sistema urbano costruito lungo un versante articolato su più livelli ove il quartiere di Largo Pianicello/Pianicello occupa la parte alta del costone, mentre Via Carlo V corre lungo il pendio sottostante. Questa particolare configurazione rende strettamente interconnesse le condizioni geologiche delle due aree.

Gli strumenti di pianificazione territoriale e i provvedimenti dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Meridionale hanno individuato in questa zona del centro storico aree interessate da fenomeni di dissesto attivi o quiescenti, che hanno fatto registrare vari episodi di distacco di blocchi rocciosi dalle pareti del costone.

Negli ultimi giorni sono stati realizzati alcuni interventi lungo il costone di via Carlo V, con la demolizione di un manufatto e, da quanto osservabile, le opere sono consistite poi fondamentalmente nell’installazione di reti metalliche di protezione distanziate dalla parete rocciosa. Si tratta di sistemi di protezione passiva utilizzati in ingegneria geotecnica per intercettare eventuali piccoli distacchi di materiale e impedirne la caduta sulla strada o sulle aree sottostanti, ma non costituiscono un vero e proprio consolidamento strutturale del versante.

Le opere di consolidamento, infatti, prevedono normalmente interventi più incisivi come chiodature profonde, tiranti di ancoraggio, drenaggi, rivestimenti armati o spritz-beton, tecniche utilizzate per stabilizzare in modo permanente i pendii rocciosi ed un monitoraggio più approfondito.

Un ulteriore elemento di attenzione per questa area riguarda la recente demolizione di un fabbricato situato a ridosso del costone di via Carlo V.

Trattasi di un edificio costruito lungo il pendio che pur non essendo progettato come opera di sostegno, rientra tra quelle strutture che possono esercitare un effetto di contenimento delle spinte del terreno o di stabilizzazione superficiale del versante, anche perché da taluni documenti si ricava che addirittura alla stessa altezza del fabbricato vi fossero in origine delle gallerie.

Ecco perché, in assenza di approfondimenti tecnici, la rimozione completa della struttura potrebbe quindi aver determinato una modifica delle condizioni di equilibrio del pendio, soprattutto considerando che il fabbricato risaliva a un’epoca antecedente ad alcuni interventi successivamente realizzati sul costone e tenuto conto che nella parte più alta del versante sussistono agglomerati urbani a “piombo”.

In situazioni analoghe, la letteratura tecnica suggerisce spesso un approccio prudenziale che preveda verifiche geotecniche approfondite, eventuali puntellamenti temporanei e sistemi di monitoraggio del versante, almeno nelle fasi successive alla demolizione.

Nelle aree caratterizzate da potenziali movimenti del terreno, una delle soluzioni più efficaci sono le installazione di sistemi di monitoraggio attivo, attraverso sensori geotecnici, inclinometri o sistemi radar con cui è possibile rilevare spostamenti anche dell’ordine di pochi millimetri, consentendo di individuare precocemente eventuali evoluzioni del dissesto e attivare tempestivamente misure di sicurezza.

Il quadro complessivo non indica necessariamente una situazione di emergenza immediata. Tuttavia, la combinazione di diversi fattori — la morfologia del versante, la presenza di dissesti storicamente segnalati, gli interventi recenti e le modifiche introdotte dalla demolizione del fabbricato — suggerisce l’opportunità di una verifica tecnica più approfondita con: rilievi geologici e geomeccanici del costone; analisi delle fratture e delle discontinuità rocciose; verifiche sulla stabilità dei blocchi instabili; indagini sulle infiltrazioni d’acqua; eventuali indagini geofisiche e sistemi di monitoraggio.

Se tali verifiche tecniche sono state effettivamente eseguite sarebbe il caso di renderle pubbliche, poiché con le forti piogge di questi giorni e le incognite strutturali del costone certamente suggeriscono prudenza a tutela delle persone e dei beni esposti a pericolo.

Il centro storico di Catanzaro rappresenta un patrimonio urbano di grande valore e proprio per questo la gestione dei versanti e delle aree geologicamente sensibili richiede interventi programmati, monitoraggio continuo e pianificazione tecnica accurata.

Per queste ragioni nei prossimi giorni saranno richieste informazioni agli uffici comunali competenti, al fine di comprendere nel dettaglio gli studi effettuati e le eventuali ulteriori opere previste per garantire la stabilità del costone e la sicurezza dell’area, atteso che gli interventi che si renderanno verosimilmente necessari per le opere di consolidamento richiederanno ingenti risorse economiche e certamente non è possibile lasciare lo stato dei luoghi in quelle condizioni anche solo di potenziale pericolo per cose e persone.

Antonello Talerico

Consigliere Comunale Catanzaro

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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