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Catanzaro: la fondazione leggendaria


Catanzaro, 12 aprile - Catanzaro veniva fondata nel 793

Secondo la leggenda, proprio il 12 aprile del 793 fu fondata la Città di Catanzaro, secondo Gariano, ad opera di Cattaro e Zaro, sotto il pontificato di Papa Adriano.
La storia leggendaria del Capoluogo è collegata comunque certamente a quella di Skilletion, infatti, leggenda vuole, che la città magno greca adagiata a poche centinaia di metri dal quartiere marinaro di Catanzaro, venne fondata da Ulisse (altri ritengono sia stato l'ateniese Menesteo reduce della guerra di Troia).[MORE]
Le motivazioni più attendibili sembrano essere legata al fatto che l'Istmo di Catanzaro era ed è il punto più stretto d'Italia, dove i due Golfi: quello di S. Eufemia e quello di Squillace distano poco più di 30 km. Quindi un punto di passaggio quasi obbligato lungo la rotta oriente - occidente. Da qui, secondo diversi studiosi, passò Ulisse, questa era l'omerica "Terra dei Feaci", e al centro dell'Istmo, nella zona dell'antica Teura l'odierna Tiriolo, doveva essere posta la mitica regia di Alcinoo.
E così, secondo una leggenda, Ulisse fondò nei pressi dell'odierna marina di Catanzaro, l'antica Skilletion (la romana Scolacium). La città serviva per il controllo della parte jonica dell’istmo (la parte tirrenica era controllata da Terina); pertanto, il centro ebbe all’origine le caratteristiche di un presidio militare, installato agli inizi del VI sec. a.C. Skilletion crebbe tra alterne fortune. Fino al 218-202 a.C. quando si spostò in Calabria, parte della seconda guerra punica nella quale gli italici si schierarono contro Roma, e a fianco di Cartagine. Parte di questa guerra venne combattuta nell'Istmo. Skilletion venne rifondata da Annibale e assunse il nome di "Castra Hannibalis". E proprio in questa zona che si combattè una delle più grandi battaglie della storia. Nel 207 a .C. a sud di Catanzaro, tra Montepaone e Soverato, si tenne lo scontro finale tra le forze romane, comandate dal console Marco Claudio Marcello e il mitico condottiero dei Cartaginesi, Annibale. In questa sanguinosa battaglia 80mila soldati da entrambe le parti furono trucidati e il campo dello scontro fu delimitato a Nord dal "Tumulus" della valle del Corace, citato da Plinio, Tito Livio e Plutarco, dove Annibale tese un'imboscata al console Marcello e al console Crispino, che con 40 soldati e 5 littori si erano recati ad esplorare la zona. Proprio qui, Annibale con i suoi uomini aspettò il drappello imperiale uccidendoli. I due consoli furono decapitati, e la testa di Marcello venne inviata al Senato romano. (Oggi a ricordo di questa sanguinosa battaglia si erge ai bordi del vecchio tracciato della statale 106 una colonna in pietra granitica, alta un paio di metri, sulla quale sono scolpite in latino, queste parole: "Romanis victis non domitis. Hannibal Cartaginiensim imperator invictis postremis levibusque proelis, hic habitis Brutium reliquit italiaque abivit". La pianura viene ancora chiamata il "piano sanguinario").
Dopo un periodo di alterne vicende la città venne rifondata ad opera di Caio Gracco. La Scolacium romana ebbe vita prospera nei secoli seguenti, tanto da avere una fase di notevole monumentalizzazione in età Giulio-Claudia.
Sotto Nerva, nel 96-98 d.C., venne fondata una nuova colonia col nome di Minerva Nervia Augusta Scolacium. In età bizantina dette i natali a Flavio Magno Aurelio Cassiodoro (487-583 d.C.), uno dei grandi autori della grecità tarda, fondatore del Vivarium, centro di studi e di copiatura di antichi testi (definito la prima università d'Europa) nei pressi della foce dell'Alessi e sull'altura di Monte Castello.
Il declino cominciò con la guerra greco-gotica del VI sec. d.C., e si concluse con l’abbandono della città nell’VIII sec. d.C. da parte degli abitanti, che, ripetendo una pratica comune in quell’epoca sul suolo italico, trasferirono il loro insediamento sulle alture circostanti. Una parte diede vita all'odierna Squillace, ma il nucleo principale si spostò prima sullo Zarapotamo (l'odierno quartiere di Santa Maria) e poi sul Triavonà dando vita all'odierna Catanzaro. E furono due condottieri della milizia bizantina, i capitani Cattaro e Zaro, che condussero le popolazioni rivierasche della romana Scolacium.
(fonte assessorato alla cultura Comune di Catanzaro)

Mario Sei