Catanzaro, ordinanza sull’acqua potabile per l’estate 2026: ecco divieti, limitazioni e sanzioni

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Uso responsabile dell’acqua a Catanzaro: scattano le misure per affrontare il periodo estivo

Con l'arrivo della stagione calda, il Comune di Catanzaro rinnova le misure per la tutela delle risorse idriche attraverso una nuova ordinanza sull'uso dell'acqua potabile valida fino al prossimo 1° settembre 2026, salvo eventuali proroghe o modifiche.

L'obiettivo del provvedimento è quello di garantire una gestione più efficiente dell'acqua durante i mesi estivi, periodo in cui l'aumento delle temperature e dei consumi può mettere sotto pressione la rete idrica comunale. La crescente attenzione verso il tema della sostenibilità ambientale e della salvaguardia delle risorse naturali rende infatti sempre più importante evitare sprechi e utilizzi non indispensabili.

Acqua potabile consentita solo per usi essenziali

L'ordinanza stabilisce che i prelievi dalla rete idrica comunale siano consentiti esclusivamente per:

  • usi alimentari;
  • usi domestici;
  • usi sanitari;
  • attività regolarmente autorizzate che necessitano di acqua potabile;
  • servizi pubblici di igiene urbana;
  • interventi di decoro urbano;
  • manutenzione del verde pubblico;
  • gestione degli orti urbani.

L'intento dell'amministrazione è quello di garantire la disponibilità dell'acqua per le necessità primarie della popolazione, limitando al contempo tutti gli utilizzi considerati non prioritari.

Irrigazione di orti e giardini: orari e limiti da rispettare

Tra le disposizioni più importanti contenute nell'ordinanza figura quella relativa all'irrigazione di orti, giardini e prati privati.

Sarà consentita esclusivamente l'annaffiatura di superfici non superiori a 20 metri quadrati e soltanto nella fascia oraria compresa tra le 22:00 e le 06:00, quando il consumo generale della rete è inferiore e l'evaporazione dell'acqua risulta più contenuta.

Il Comune raccomanda inoltre ai cittadini di limitare al minimo indispensabile l'utilizzo dell'acqua potabile per finalità ricreative, sportive o decorative.

Divieto di lavaggio dei veicoli privati

L'ordinanza introduce anche restrizioni specifiche per il lavaggio delle automobili.

È infatti vietato il lavaggio dei veicoli privati utilizzando l'acqua della rete comunale. Rimangono invece autorizzati gli impianti professionali e le attività regolarmente abilitate a svolgere questo servizio.

La misura punta a ridurre sprechi significativi che, soprattutto durante l'estate, possono incidere notevolmente sui consumi complessivi.

Cortili e piazzali privati: quando non si possono lavare

Per quanto riguarda la pulizia di aree esterne private, il provvedimento dispone il divieto di lavaggio di:

  • cortili;
  • piazzali;
  • superfici esterne private.

Il divieto è in vigore nella fascia oraria compresa tra le 06:00 e le 20:00, periodo della giornata caratterizzato da maggiore richiesta idrica.

Piscine pubbliche e private: riempimento solo con autorizzazione

Particolare attenzione viene dedicata anche alle piscine private e pubbliche.

Il loro riempimento sarà possibile esclusivamente previa autorizzazione del Settore comunale competente per la gestione della rete acquedottistica.

Si tratta di una misura volta a monitorare i consumi straordinari e a prevenire eventuali criticità nell'approvvigionamento idrico durante i mesi più caldi dell'anno.

Impianti sportivi e campi in erba: cosa prevede l'ordinanza

Per le aree sportive comunali affidate in concessione viene disposto il divieto di utilizzo dell'acqua tra le 10:00 e le 18:00.

L'ordinanza prevede però un'importante eccezione: restano esclusi dai divieti i campi sportivi in manto erboso, per i quali l'irrigazione continua a essere consentita in considerazione delle particolari esigenze di manutenzione.

L'appello del Comune ai cittadini

Nel testo dell'ordinanza l'amministrazione comunale invita tutti i residenti, gli operatori economici e i frequentatori del territorio cittadino ad adottare comportamenti responsabili per il contenimento dei consumi idrici, in linea con quanto previsto dall'articolo 98 del Decreto Legislativo 152/2006.

Piccoli gesti quotidiani, come evitare sprechi, controllare eventuali perdite domestiche e utilizzare l'acqua solo quando realmente necessario, possono contribuire in modo significativo alla tutela di una risorsa sempre più preziosa.

Sanzioni fino a 500 euro per chi non rispetta le regole

Per chi viola le disposizioni previste dall'ordinanza sono previste sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 25 euro fino a un massimo di 500 euro, come stabilito dall'articolo 7-bis del Decreto Legislativo n. 267 del 18 agosto 2000.

L'obiettivo non è soltanto quello di punire i comportamenti scorretti, ma soprattutto di sensibilizzare la cittadinanza sull'importanza di un utilizzo consapevole dell'acqua potabile, bene essenziale e strategico per l'intera comunità.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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