"Cenerentola" di Kenneth Branagh: c' era una volta e c' è ancora

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NAPOLI, 4 APRILE 2015 - C’era una volta un regista di nome Kenneth Branagh che, con l’a...

NAPOLI, 4 APRILE 2015 - C’era una volta un regista di nome Kenneth Branagh che, con l’ausilio della Disney “madrina”, mise in piedi un live action della celebre ed intramontabile fiaba di Cenerentola, riuscendo così a far rivivere magicamente il bambino che risiede dentro ognuno di noi.

Basta dire Disney che la magia è già a metà dell’opera, se a questa poi, si affianca un regista e attore d’esperienza come Kenneth Branagh (Molto rumore per nulla, Frankenstein di Mary Shelley, Sleuth - Gli insospettabili, Thor) la magia prende anche forma, dimensione e colore e riesce a trasformare in realtà i sogni dei bambini e degli adulti, che sono stati bambini prima di loro.

Stiamo parlando di una “realtà” che seppur derivi da una delle fiabe più classiche, non si svilisce, non si opacizza e non si deforma, perché a sostenerla c’è la straordinaria potenza del cinema.

Ed ecco quindi che la Cenerentola “occidentale” di Charles Perrault, quella dei Fratelli Grimm e quella animata di mamma Disney degli anni ’50 (di cui siamo tutti figli), si mescolano, si confondono e si plasmano arricchendosi a vicenda per riassestarsi in qualcosa di reale e allo stesso tempo onirico a cui difficilmente riusciamo a non credere.

In un batter di ciglia, Cate Blanchett sveste i panni angelici di Galadriel e veste quelli eccentrici e magnificamente dispotici di Lady Tremaine, vendicando con autentica cattiveria la (così poco) Maleficient, Angelina Jolie. Helena Bonham Carter, la donna più “dark” della patinata Hollywood si trasforma nella Fata Madrina e assume le sembianze di una Barbie Gran Galà vestita d’argento e armata di bacchetta, lontana anni luce dalla dolce vecchietta incappucciata della versione animata, ma egualmente stralunata e maldestra. Richard Madden abbandona il volto serio di Rob Stark e si tramuta in un impeccabile Principe che di Azzurro non ha solo i modi, ma anche occhi e divisa, e infine Lily James che, nonostante i pochi ruoli all’attivo, diviene una perfetta Cenerentola bionda, pacata e soprattutto “coraggiosa e gentile” per l’esperimento di Branagh.

Un esperimento cinematografico tra i più riusciti dell’era delle rivisitazioni dei grandi classici animati, probabilmente perché al contempo fedele ed innovativa.

La Cenerentola di Branagh, infatti, non è solo "gentile e coraggiosa", è anche una che ha il talento di riuscire a guardare una realtà alternativa a quella che le si presenta, non è una disincantata sognatrice che agogna il Principe Azzurro, lei è una che il Principe Azzurro lo incontra, per caso e pensa persino che sia un semplice “apprendista”.

A differenza della versione animata, dunque, il gran ballo a corte è solo un pretesto per ritrovarsi, conoscersi, innamorarsi e soprattutto accettarsi per quello che si è realmente.

Non è facile, per Cenerentola, incalzare la scarpetta di cristallo e rivelare la sua vera identità, così come non lo è per “l’apprendista regnante” Kit.

Entrambi nutrono il timore di essere troppo o troppo poco l’uno per l’altra, ma soltanto andando contro ogni sopruso e ogni legge dinastica, scopriranno che alla fin fine, la vera favola non sta nell’essere principi e principesse, ma “nell’essere pronti a qualsiasi cosa, e a qualsiasi dove, purchè si stia insieme” … parola di Principe Azzurro.

D’altro canto, c’è da dire che non tutte siamo “Cenerentole” così fortunate, e che non sempre sforzarsi di guardare il mondo “per come potrebbe essere e non per come è” premia, ma nessuno è perfetto, men che mai la “realtà”; difatti anche nel live action di Branagh, a differenza della versione animata, Gas Gas e gli altri topini non cantano e questo, forse, ci riporta un po’ con i piedi per terra.

Rassegniamoci dunque, e cerchiamo di allontanare ogni scetticismo. Approfittiamo di questa ennesima boccata di infanzia che ci regala la Disney, consentiamoci di sognare ancora e di risvegliare ogni tanto il nostro fanciullino interiore, senza mai dimenticare di essere gentili, coraggiosi e soprattutto un po’ “Fate Madrine” di noi stessi.

Titolo originale: Cinderella
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2015
Durata: 112 min
Genere: drammatico, avventura, fantastico, sentimentale
Regia: Kenneth Branagh
Soggetto: Cenerentola di Charles Perrault
Sceneggiatura: Aline Brosh McKenna, Chris Weitz
Casa di produzione: Walt Disney Pictures
Distribuzione (Italia): Walt Disney Studios Motion Pictures
Effetti speciali: Charlie Graovac, Nick Joscylene, Roderick Pulis
Interpreti e personaggi: Lily James, Richard Madden, Cate Blanchett, Helena Bonham Carter

Recensione diMARCELLA CERCIELLO  [Cinemarcy Blog]

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