Ceuta, tragedia durante un tentativo di ingresso in parapendio: muore un giovane migrante

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Un giovane di origine subsahariana perde la vita mentre cercava di raggiungere l’enclave spagnola dalle coste del Marocco. Intanto Madrid affronta l’emergenza legata all’accoglienza dei minori e prepara le audizioni al Congresso sulla crisi migratoria

Un nuovo drammatico episodio segna la crisi migratoria a Ceuta. Un giovane migrante di origine subsahariana è morto mentre tentava di raggiungere l’enclave spagnola in Marocco utilizzando un parapendio.

Secondo quanto riferito da fonti della Guardia Civil citate dall’agenzia Efe, il giovane sarebbe precipitato in mare poco prima di completare il tentativo di ingresso nel territorio spagnolo. Si tratterebbe del primo decesso registrato tra i migranti che hanno cercato di raggiungere Ceuta per via aerea.

Il tentativo di raggiungere Ceuta dalle montagne del Marocco

Il giovane sarebbe decollato dalla zona di Benzù, nell’area montuosa che domina la costa marocchina davanti alla baia settentrionale di Ceuta.

L’obiettivo era superare la frontiera raggiungendo direttamente l’enclave attraverso il parapendio, una modalità particolarmente rischiosa che dimostra come le rotte utilizzate per tentare l’ingresso nel territorio spagnolo stiano assumendo forme sempre più insolite e pericolose.

Per circostanze ancora da chiarire, durante il volo il giovane avrebbe perso il controllo del parapendio, finendo in acqua prima di riuscire ad atterrare.

Il recupero del corpo da parte della Guardia Civil

L’intervento dei soccorritori non è stato sufficiente a salvarlo. Intorno alle ore 8 la Guardia Civil ha raggiunto il giovane, che al momento del recupero risultava già privo di vita.

Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e a stabilire le cause che hanno provocato la caduta in mare.

La tragedia si inserisce in una situazione particolarmente delicata per Ceuta, da giorni al centro di una forte pressione migratoria proveniente dal vicino territorio marocchino.

A Ceuta censiti 1.342 minori migranti

Parallelamente all’emergenza alle frontiere, resta complessa la gestione dei minori migranti presenti a Ceuta.

La ministra spagnola della Gioventù e dell’Infanzia, Sira Rego, ha comunicato che nel sistema di accoglienza della città autonoma risultano attualmente registrati 1.342 bambini e ragazzi.

Le operazioni di localizzazione e identificazione, tuttavia, non sarebbero ancora concluse. L’elevato numero di persone arrivate in pochi giorni rende particolarmente impegnativa la gestione dell’accoglienza e la ricostruzione della situazione di ciascun minore.

Secondo le stime fornite dal ministero dell’Interno spagnolo, nella recente crisi sarebbero entrati a Ceuta almeno 72.000 migranti, mentre circa 70.000 avrebbero successivamente fatto ritorno in Marocco.

La crisi migratoria arriva al Congresso spagnolo

La gestione dell’emergenza migratoria di Ceuta diventa anche un tema centrale del confronto politico a Madrid.

Quattro esponenti del governo di Pedro Sánchez saranno chiamati a riferire in seduta straordinaria davanti alle rispettive commissioni del Congresso. Le audizioni dovranno fare luce sulle misure adottate dall’esecutivo dopo il massiccio ingresso di migranti dal Marocco registrato il 30 luglio.

La richiesta di approfondimento parlamentare era stata avanzata anche dal Partito Popolare, principale forza di opposizione.

Secondo il calendario indicato dall’esecutivo, la ministra della Difesa Margarita Robles dovrebbe intervenire il 25 agosto, seguita il 27 agosto dal ministro della Presidenza, Giustizia e Rapporti con le Cortes Félix Bolaños. Il 28 agosto sarà invece la volta del ministro dell’Interno Fernando Grande Marlaska e del ministro degli Esteri José Manuel Albares.

Pedro Sánchez coordina la risposta del governo

Nel frattempo, il premier Pedro Sánchez ha convocato una riunione in videocollegamento per fare il punto sulla situazione a Ceuta e coordinare le iniziative dei diversi ministeri coinvolti.

Particolare attenzione viene riservata alla gestione dei minori stranieri non accompagnati, per i quali occorre garantire identificazione, assistenza e accoglienza in una fase resa ancora più difficile dall’elevato numero di arrivi.

La morte del giovane precipitato con il parapendio aggiunge così un nuovo elemento drammatico a una crisi migratoria tra Spagna e Marocco che coinvolge contemporaneamente sicurezza delle frontiere, tutela dei minori, gestione dell’accoglienza e confronto politico all’interno delle istituzioni spagnole.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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