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Cisal, accanto ai Comitati Giustizia di Roma e di altre città

11 GIUGNO 2014 - Domani, Giovedì 12 giugno, dalle ore 11,30 alle ore 13,30, davanti al tribunale più grande d’Europa - quello di via Golametto (piazzale Clodio) in Roma - si svolgerà un sit-in di protesta pacifica indetto dai lavoratori giudiziari della capitale e non solo, a cui parteciperà la CISAL sin dalle prime battute accanto a questi impiegati e funzionari che con profondo senso del dovere e spirito di sacrificio, tra mille difficoltà mandano avanti la macchina giudiziaria.

Quasi contemporaneamente, dalle 12,00 alle 14,00, anche i lavoratori giudiziari di Torino , così come quelli di tante altre città in lungo ed in largo nella Penisola, manifesteranno pacificamente (in quello che qualche mese fa è stato definito il sit-in del panino in considerazione dell’orario di svolgimento) per rivendicare con forza l’ottenimento di quello che essi definiscono un “atto dovuto”, ovvero una riqualificazione per legge di tutto il personale, nell’oramai prossima riforma della Giustizia e di tutta la P.A.. [MORE]

Le ragioni di questa richiesta sono state rappresentate perfino in un incontro - tenutosi ieri, martedì 10 giugno - che una delegazione composta da un gruppo di lavoratori giudiziari di Roma e da alcuni dirigenti Cisal, insieme al Sen. D’Ascola, ha avuto con il vice Ministro On. Costa e con il vice capo del D.O.G. dr.ssa Petrella.

Com’è noto, infatti, questi lavoratori pubblici (circa 2000 nella capitale e circa 10mila in tutta la Penisola), organizzatisi già da alcuni mesi – alla pari di tantissimi loro colleghi in numerose altre città del Paese – in comitati spontanei di protesta rivendicano il riconoscimento professionale ed economico delle elevate competenze acquisite e condizioni lavorative più dignitose ed adeguate ai tempi, a lungo negate, da attuarsi mediante una riqualificazione che attendono da circa 20 anni prima dell’eventuale ingresso nella giustizia di personale proveniente da altre Amministrazioni.

La CISAL Fpc - con il Segretario Generale del Dipartimento Ministeri-Sicurezza-Presidenza del Consiglio dei Ministri, Paola Saraceni – già da tempo sostiene la necessità di una riforma ed una semplificazione dell’ordinamento giudiziario che metta al centro della stessa il personale e la sua elevata professionalità e ha più volte ribadito il proprio NO ad una riforma fatta a “costo zero” sulle pelle dei lavoratori.

È necessario, quindi– ha affermato più volte la Saraceni –che nell’imminente riforma della giustizia questi uomini e donne con competenze particolari, ben delineate e specifiche confluiscano in uno specifico comparto dei lavoratori giudiziari.

È impensabile, altresì – chiosa Paola Saraceni che ha scritto per l’ennesima volta al premier Renzi, al guardasigilli Orlando ed al ministro per la P.A. Madia- che a questi dipendenti, dopo tanti anni di sacrifici, non sia concesso –per legge - il giusto riconoscimento di una progressione di carriera verso l’alto sia giuridico che economico, prima dell’avvio della mobilità di migliaia di dipendenti provenienti da altre pubbliche amministrazioni, già riqualificati (nelle amministrazioni di provenienza), ma privi della necessaria adeguata professionalità in campo giudiziario.

Si tratta di un diritto acquisito – prosegue la dirigente Cisal –, dopo tanti anni di sacrifici, e sarebbe un grave errore fare diversamente!

Non ci sono neanche problemi di copertura finanziaria – conclude. I fondi necessari possono certamente essere reperiti mediante il trasferimento del 20% delle somme recuperate dal FUG al FUA, come già stabilito per legge.

Ecco perché il prossimo 12 giugno, saremo a piazzale Clodio – così come in diverse altre piazze d’Italia - accanto al Comitato Giustizia di Roma e delle altre città!

 


Il Responsabile Ufficio Stampa e P.R.
Antonello Iuliano

Il Segretario Generale
Paola Saraceni