Codice della strada 2026: nuove regole per pedoni distratti e addio ai limiti per anziani

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 Il nuovo codice della strada continua a far discutere. L'ultima bozza, ancora in fase di revisione, introduce misure che riguardano direttamente i pedoni e l'uso dei dispositivi elettronici. Tra le novità principali, spunta la possibilità di multare chi attraversa la carreggiata guardando lo smartphone, e chi non verifica attentamente le condizioni del traffico prima di mettere piede sulla strada.

Pedoni smartphone: cosa prevede la nuova norma

Secondo il testo in preparazione, chiunque cammini lungo la carreggiata utilizzando il telefono potrebbe essere sanzionato. La norma mira a contrastare la distrazione, che è causa di numerosi incidenti. Non solo: chi attraversa fuori dalle strisce pedonali o senza prestare la dovuta attenzione rischia una multa. Questa misura si inserisce in un quadro più ampio di sicurezza stradale, dove la responsabilità è condivisa tra tutti gli utenti della strada.

Stop ai limiti per neopatentati e over 85

La bozza precedente aveva ipotizzato il divieto di percorrere più di 100 km da casa per i neopatentati e il divieto di autostrada per gli over 85. Queste disposizioni sono state eliminate dopo le polemiche sollevate da varie categorie. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha quindi fatto marcia indietro, sottolineando che tali restrizioni sarebbero state discriminatorie e poco sensate. Al loro posto, si sta valutando un inasprimento delle sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe.

Le altre novità del codice della strada

Oltre alle regole sui pedoni, il testo definitivo potrebbe includere modifiche ai limiti di velocità nelle aree urbane, l'obbligo di dispositivi come l'anti-abbandono per bambini, e maggiore severità per chi usa il cellulare alla guida. Si punta a rendere le strade più sicure, ma senza penalizzare eccessivamente gli automobilisti. Le associazioni di categoria attendono con interesse la versione finale del provvedimento, che dovrebbe essere discusso in Parlamento nelle prossime settimane.

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Scritto da Nicola Cundò

Giornalista di InfoOggi

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