Svuota-carceri, col Natale tre giorni di festa ed uffici giudiziari praticamente vuoti. Eventuali arrestati non saranno processati in 48 ore. Si riveda una norma che grava inutilmente sulle Forze di Polizia!
ROMA 24 DIC. 2011 - “La volontà di affrontare con determinazione e celerità le emergenze deve sempre necessariamente misurarsi con il riscontro nella pratica della bontà di determinate scelte. [MORE]
E queste Sante feste di Natale sono certamente un banco di prova determinante per confermare che puntare su una disposizione come quella di far trattenere presso gli uffici di Polizia gli arrestati in attesa di giudizio direttissimo è un qualcosa che non risolverà alcuno dei problemi esistenti, ma ne creerà tanti altri molto gravi, in particolare perché, “scaricando” sugli Operatori della Sicurezza un impegno che non gli compete e che fra l’altro non sono in condizioni di mezzi di affrontare, non farà che sottrarre tempo, energie e numeri a ciò che invece la Polizia di Stato è chiamata a fare, garantire la sicurezza degli italiani! Oggi, vigilia di Natale, domani e poi ancora la giornata di lunedì, festività di Santo Stefano, sono infatti il primo lungo periodo in cui, come è ben prevedibile, gli uffici giudiziari saranno praticamente vuoti: come sarà possibile processare un arrestato per direttissima in 48 ore?
Ciò porterà a galla altri aspetti di un meccanismo complesso e composito che dimostreranno come, fra l’altro, se anche in linea di principio la misura prevista dallo svuota-carceri fosse la più idonea ad affrontare un problema ben più impegnativo, nella realtà essa presenta tanti, troppi profili di problematicità. A noi Poliziotti non resta che chiedere, nella classica letterina di Natale, che nessuno venga arrestato prossimamente, perché altrimenti saremo bloccati per giorni a vigilare chi dovrà essere trattenuto nei nostri uffici – leggi camere di sicurezza, ma solo per quei pochi che ce l’hanno e ce l’hanno agibili e quantomeno in condizioni umane! -, peraltro non dotati di alcuno dei mezzi necessari per garantire quantomeno letti, pasti e igiene personale, senza sapere come fare ad accorrere in strada dove c’è bisogno di noi e dove, magari, c’è anche qualcun altro da arrestare!”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, torna così su una questione attuale quanto seria, esternando le proprie riflessioni dirette, anzitutto, al Ministro della Giustizia Paola Severino, chiamata a confrontarsi con una problematica gravissima come quella del sovraffollamento delle carceri, con pari proibitivo superlavoro da parte degli Operatori della Polizia Penitenziaria, giunti oramai al limite della resistenza.
“Sappiamo bene – aggiunge Maccari - che quella in questione è una misura intesa come transitoria, temporanea, e che è previsto venga applicata solo laddove le strutture lo permettano. Ma sappiamo molto bene anche che, in pratica, si tradurrà in una complicazione ed un intralcio lunghissimi e non indifferenti rispetto ai nostri servizi e per questo ci rivolgiamo al Ministro invitandoLa ad un confronto proficuo e pienamente collaborativo, e sottolineando una nostra posizione di accorata preoccupazione e non di mero ostruzionismo. Questo anche – insiste il Segretario del Coisp – mettendo in luce i limiti di una previsione la cui messa in pratica risulta talmente difficile da vanificare anche i risultati auspicati dal Governo. Si è pensato, infatti, a cosa vuol dire nel nostro farraginoso ed elefantiaco sistema giudiziario mettere in piedi un giudizio direttissimo entro 48 ore, magari in un periodo di festa? Si è pensato che in aula devono esserci, oltre al giudice ed al difensore, anche vigilanza, personale amministrativo, magari traduttori ecc… ecc… ecc?”.
“Ma soprattutto – conclude Maccari –, lo ripetiamo e lo ripeteremo fino alla nausea, si è seriamente pensato a cosa accadrà in quei tanti uffici dove l’unica Volante in servizio dovrà rimanere in caserma a vigilare l’arrestato e quindi lasciare completamente sguarnito il territorio ed i cittadini dei servizi di prevenzione, sicurezza e soccorso pubblico? Abbiamo il dovere di sottolineare che, come il Ministro ben capirà, percorrendo tale strada chi farà le spese di tutto questo, oltre a noi Operatori della Sicurezza, saranno i cittadini”.