Coisp:Vendola chieda scusa per accostamento Giuliani a Falcone e Borsellino

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Riceviamo e pubblichiamo

Vendola accosta Giuliani a Falcone e Borsellino. Il Coisp: “Prima aspettiamo che gli passi la sbornia, poi che chieda umilmente scusa per le sue corbellerie”

“Aspettiamo con pazienza che a Nichi Vendola sia definitivamente passata la sbornia colossale dei cui effetti era certamente vittima quando ha aperto la bocca liberato delle corbellerie talmente offensive dell’intelligenza e del buon gusto dei cittadini che, una volta ripresosi, si chiederà sicuramente come mai nessuna glielo abbia impedito. Solo allora sarà possibile, anche se un po’ tardivo, che egli provi a porre rimedio allo scempio, chiedendo scusa in ginocchio per l’oltraggio di cui si è reso artefice”.
E’ implacabile il commento di Franco Maccari, Segretario generale del Coisp, Sindacato indipendente di Polizia, a seguito degli articoli di stampa che hanno riportato le frasi del presidente della Puglia, il quale ha fatto un “accostamento a dir poco ardito tra Falcone, Borsellino e Carlo Giuliani”. Il giovane attivista no-global morto nel 2001 durante gli scontri del G8 è stato letteralmente “associato” ai due magistrati antimafia uccisi per la loro opera, quando Vendola ha detto: “Vincere per le donne e gli eroi dei nostri giorni come Falcone, Borsellino e Carlo Giuliani”, definendo quest’ultimo “l’eroe ragazzino” ucciso da un carabiniere a Genova quando “una generazione perse l’innocenza e fece i suoi conti con la morte”.
“Dire che si rimane allibiti di fronte a cotanta idiozia è poco. Per un secondo – aggiunge Maccari - si pensa ad uno stupido scherzo poi, quando si comprende che è drammaticamente vero che un rappresentante istituzionale abbia osato tanto, rabbia e sconforto prendono il sopravvento. Ma forse siamo noi gli stolti che non capiscono, ed allora chiediamo a Vendola di spiegarci. Quando associa Giuliani a Falcone e Borsellino, vuole intendere che andare in giro a spaccare tutto in segno di civile protesta e col volto eroicamente coperto equivale a combattere la mafia come mai nessuno prima aveva fatto, mettendo la propria faccia bene in evidenza, piazzandosi così un bersaglio sulla fronte per i criminali? O magari vuole dire che quei farabutti delle forze dell’ordine che qualcuno aveva piazzato in mezzo alla strada perché rispondessero a degli ordini e per effettuare un servizio equivalgono ai killer di ‘cosa nostra’ che piazzano tritolo per far saltare in aria i magistrati scomodi? O forse voleva dire che spaccarsi la schiena per garantirsi una preparazione che consenta di servire lo Stato in una lotta per la legalità che si combatte nel sangue per le strade di Palermo ed oltre, illuminando l’intera popolazione con il fulgido esempio di cosa significhi avere senso civico, dei principi, una fede incrollabile ed un senso del dovere e di discernimento tra il bene ed il male, equivalga a voler cambiare il mondo mettendosi ad urlare per le strade slogan contro le catene di fast food? Ma soprattutto, quando Vendola parla di ‘eroe di una generazione che perse l’innocenza e fece i suoi conti con la morte’, intende dire forse che incredibilmente quel giorno degli adorabili cocchi di mamma hanno scoperto che se si va in giro ad aggredire col volto travisato la gente tentando di spaccargli il cranio con un estintore magari può accadere qualcosa di brutto? Che quando si violano le regole se ne pagano le conseguenze? Che quando si è convinti di avere ragione non per questo si può prevaricare gli altri con la violenza? Che quando c’è un coglione in divisa in mezzo ad una strada non sta là perché non ha niente altro da fare ma perché qualcuno ce lo ha messo a lavorare? Che accidenti vuole significare Vendola quando parla come un delinquentello cresciuto nel sobborgo e senza neppure la terza media, ce lo può spiegare, di grazia?”.
“Prima ancora di rendersi conto pienamente della gravità delle parole che ha pronunciato con il solo infimo squallido fine di passare per un nuovo carismatico giovane condottiero che si guadagna le simpatie dei ragazzini dicendo loro ‘tutto vi sarà permesso perché io sarò lo strafigo protettore dei vostri strafighi rigurgiti rivoluzionari’, e prima ancora di trovare qualsiasi altra stupidaggine da dire – conclude Maccari -, il ‘governatore’, e mai termine fu così drammaticamente inadeguato a chi ha le idee tanto confuse, pensi a chiedere umilmente perdono ai familiari di quei due uomini che vestendo la toga e trascorrendo la vita nei bunker hanno cambiato l’Italia; a chiedere perdono ai familiari di quegli uomini e donne in divisa che per amore della giustizia e per coerenza con i propri giuramenti sono andati volutamente e coscientemente assieme a Falcone e Borsellino a farsi ammazzare; a chiedere perdono a tutte le forze di polizia che lo scarrozzano avanti e indietro e ne garantiranno la sicurezza quando qualche giovane angioletto che non è d’accordo con lui deciderà di prenderlo a sprangate; a chiedere perdono ad ogni cittadino per averne calpestato senza ritegno il senso del decoro, del pudore, dell’onore, e l’orgoglio che solo ed unicamente i nomi di Falcone e Borsellino suscitano”.
 

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