Aaron pensieri a 4 zampe

Come viaggiare in automobile

 ROMA, 27 GENNAIO 2015 - "Ho messo via un po' di legnate, i segni quelli non si può che non è il male, né la botta, ma purtroppo il livido..." 
Cantavo a squarciagola questo pezzo della canzone di Ligabue, mentre, al ritorno dall'asilo, ero in macchina con Domiziana, la nuova baby sitter, assunta ufficialmente da poche ore. 

Ero così preso dal testo e dalle note, indirizzati a Briciola, una meticcia che mi ha prima illuso e poi ha preferito un muscoloso lupo cecoslovacco, alle mie poesie d'amore per lei, che non mi sono accorto del segnale, da parte della Polizia, che invitava Domiziana, a fermare l'automobile. 

<<Per amore del gregge di nonno Armando, ora cosa vorrà la Polizia da noi, Aaron?>>
Ho preferito non rispondere, in quel momento, poiché fortemente turbato dall'invocazione ad un gregge, di non so di quale specie. 

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<<Buongiorno signori agenti, vorrei interloquire io con voi, in quanto la mia conducente è notevolmente agitata, perché all'oscuro del motivo in base al quale, avete deciso di sottoporci ad un controllo>>. 

In maniera molto formale ed austera, gli uomini della Polizia, ci hanno comunicato che era stata violato l'articolo 169 del Codice della Strada. Io, in quanto cane, avrei dovuto essere trasportato in automobile, per evitare di costituire impedimento o pericolo per la guida, in un trasportino chiuso, o nel vano posteriore, diviso, dal conducente, da una rete. Ci, anzi, a Domiziana, è stata fatta una sanzione amministrativa, per aver contravvenuto alle disposizioni stabilite dal Codice. 

Al ritorno a casa, prima di entrare nel Residence, ho fatto promettere alla nostra collaboratrice, di non informare il mio papà dell'accaduto, altrimenti lui, avrebbe iniziato un discorso adamitico sull'importanza della sicurezza stradale e forse, avrebbe licenziato Domiziana, per giusta causa. 

La lezione ora l'abbiamo imparata ed invito, chiunque di voi, a viaggiare rispettando le norme stradali, non soltanto per la vostra incolumità, ma anche per quella delle altre persone. 

Aaron