Dalla missione Giotto al ritorno previsto nel 2061: storia e curiosità sulla cometa più famosa del Sistema Solare
Quarant’anni fa il mondo viveva la straordinaria febbre della cometa di Halley, un evento astronomico che aveva acceso l’immaginazione collettiva e mobilitato la comunità scientifica internazionale. Il suo passaggio del 1986 rappresentò un momento storico non solo per gli appassionati di cielo, ma anche per l’esplorazione spaziale, grazie alla storica missione della sonda Giotto dell’Agenzia Spaziale Europea.
Oggi, mentre si avvicina lentamente il prossimo ritorno previsto nel 2061, vale la pena ripercorrere cosa rese quel passaggio così importante e perché la cometa di Halley continua a essere un simbolo dell’astronomia moderna.
Cos’è la cometa di Halley e perché è così famosa
La cometa di Halley, il cui nome ufficiale è 1P/Halley, è probabilmente la più celebre tra le comete periodiche. Il suo nome deriva dall’astronomo inglese Edmond Halley, che nel XVIII secolo riuscì a calcolarne l’orbita e a prevederne il ritorno, dimostrando che si trattava dello stesso oggetto osservato nei secoli precedenti.
A differenza di molte altre comete, visibili una sola volta o con intervalli imprevedibili, Halley ritorna regolarmente nella parte interna del Sistema Solare con un periodo medio di circa 76 anni (anche se l’intervallo può variare tra 20 e 200 anni in casi particolari di perturbazioni gravitazionali).
Il 9 febbraio 1986 raggiunse il perielio, ovvero il punto della sua orbita più vicino al Sole. Per gli astronomi fu un evento irripetibile: molti non avrebbero avuto un’altra occasione nella loro vita per studiarla da vicino.
Il passaggio del 1986: grandi aspettative e qualche delusione
L’arrivo della cometa di Halley nel 1986 generò entusiasmo in tutto il mondo. Tuttavia, per molti osservatori terrestri l’esperienza fu meno spettacolare del previsto: la cometa apparve piuttosto bassa sull’orizzonte e meno luminosa rispetto alle attese.
Nonostante ciò, l’evento segnò una svolta epocale: per la prima volta nella storia, una vera e propria “flotta” di sonde spaziali si preparò a esplorare da vicino una cometa.
La missione Giotto: l’impresa europea che fece la storia
La protagonista assoluta fu la sonda Giotto, sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea e ideata anche grazie al contributo dell’astronomo italiano Giuseppe Colombo.
Il 13 marzo 1986, Giotto sorvolò il nucleo della cometa a soli 596 chilometri di distanza: un’impresa straordinaria per l’epoca.
Le immagini inviate a Terra rivoluzionarono le conoscenze scientifiche. Contrariamente alle aspettative — che immaginavano un “blocchetto di ghiaccio brillante” — il nucleo apparve:
- Scuro
- Irregolare
- Con una forma simile a un’arachide
Questa scoperta contribuì a ridefinire il modello delle comete, rivelandole come corpi ricchi di polveri e materiali organici complessi, non semplici masse ghiacciate.
La “flotta” internazionale: una cooperazione senza precedenti
Il passaggio della 1P/Halley vide la partecipazione di numerose missioni internazionali, in quello che molti definirono “la più strana flotta mai messa insieme dagli scienziati”.
Oltre a Giotto, furono coinvolte:
- Le sonde sovietiche Vega 1 e Vega 2
- Le missioni giapponesi Suisei e Sakigake
- La sonda americana ICE
Le immagini e i dati raccolti vennero trasmessi anche in diretta televisiva, portando l’esplorazione spaziale nelle case di milioni di persone e compensando la parziale delusione dell’osservazione a occhio nudo.
Quando tornerà la cometa di Halley? Appuntamento al 2061
Il prossimo passaggio ravvicinato della cometa di Halley è previsto per il 2061, quando tornerà nella parte interna del Sistema Solare. A differenza del 1986, le condizioni di osservazione dovrebbero essere più favorevoli, rendendola potenzialmente più spettacolare nel cielo notturno.
Per chi l’ha vista nel 1986, sarà un secondo appuntamento storico. Per le nuove generazioni, potrebbe essere l’occasione per vivere una nuova “febbre astronomica”, magari con tecnologie ancora più avanzate.
Perché la cometa di Halley è ancora importante oggi
La cometa di Halley non è solo un oggetto celeste affascinante, ma un simbolo del progresso scientifico. Il suo studio ha permesso di:
- Comprendere meglio l’origine del Sistema Solare
- Analizzare la composizione primordiale dei corpi celesti
- Sviluppare nuove tecnologie per l’esplorazione spaziale
A quarant’anni dalla storica missione Giotto, il suo passaggio del 1986 resta uno dei momenti più significativi dell’astronomia contemporanea.
E mentre il conto alla rovescia verso il 2061 è già iniziato, una cosa è certa: la cometa di Halley continuerà a far sognare scienziati e appassionati di tutto il mondo.