TRENTO, 29 APRILE 2012- Rischia di rivelarsi un vero flop, il Referendum per l'abolizione delle Comunità di valle, fortemente voluto da Pdl e Lega Nord, che da stamattina alle 6 ha richiamato alle urne
appena 62.315 trentini, contro i 413mila cittadini aventi diritto al voto.
Fino alle 22, intanto, gli abitanti della Povincia di Trento potranno dire la loro riguardo la questione di quegli enti istituiti nel 2006 per sostituire i Comprensori, nella veste di intermediari tra la Provincia autonoma e gli oltre 200 Comuni che ne fanno parte.
Compito delle Comunità, infatti, sarebbe quello di coordinardinare il lavoro tra i vari municipi, per migliorare lo sviluppo del territorio locale, evitare l’isolamento delle zone periferiche e la scomparsa dei piccoli comuni, con un servizio che dovrebbe portare anche a una più efficiente gestione della sanità o dell'assistenza sociale.[MORE]
Ma se di fatto la giunta di centro sinistra di Lorenzo Dallai aveva promosso fin da subito la nascita delle Comunità, in vista soprattutto di un risparmio dei costi di funzionamento della struttura pubblica, l'opposizione ha identificato invece in questi nuovi enti una macchina capace unicamente di consumare fondi pubblici, e togliere autonomia governativa ai comuni.
Dopo settimane di accanita campagna elettorale, quindi, si attende l'esito del referendum, che sarà valido solo qualora si raggiungesse un quorum di 206.655 elettori.
Finora, la valle che ha registrato il più alto numero di presenze risulta essere la Valle dei Laghi, con 712 elettori, pari all'8,58 per cento della popolazione locale; percentuali ancora più basse a Trento e a Rovereto, dove a votare sono stati rispettivamente il 4, 34 e il 5,01 per cento degli aventi diritto.
(immagine da: www.news.giudicarie.com)
Simona Peluso