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Cona, migranti in rivolta nel centro prima accoglienza. Liberati i 25 operatori prigionieri

Veneto

VENEZIA, 3 GENNAIO  - A seguito della morte della donna Sandrine Bakayoko si erano susseguiti nel centro accoglienza nel veneziano molti disordini. La protesta è scoppiata a causa di un forte ritardo dei soccorsi lamentato dai migranti.[MORE]

La 25enne si sarebbe sentita male, secondo i suoi compagni, verso le 8 di mattina, mentre i soccorsi sarebbero arrivati solo alle ore 14. Diverso invece il punto di vista fornito dall'ospedale di Piove di Sacco, dove fonti sanitarie affermano che l'automedica è partita non appena è giunto l'allarme.

Il compagno della donna, intervistato dal Corriere della Sera, ha detto che Bakayoko si era sentita male già all’alba di lunedì ma lui l’ha trovata priva di coscienza solo intorno a mezzogiorno: “Ho sfondato la porta e l’ho trovata lì, distesa a terra. Stava male da giorni, tossiva, aveva la febbre. Questo non è un posto dove ospitare delle donne“.

Il Cpa di Conetta era già stato molto criticato per la sua gestione nel corso dell’ultimo anno. Nel gennaio 2016 decine di migranti avevano organizzato una protesta per chiedere migliori condizioni di vita: si erano lamentati di avere freddo durante la notte, della mancanza di vestiti e di acqua calda per lavarsi, della scarsità di docce e servizi igienici, oltre che della carenza di medicine e assistenza medica.

Nel pomeriggio è cominciata la rivolta. Gli operatori allo scoppio della protesta si erano chiusi e barricati in alcuni container e negli uffici amministrativi della struttura. "Intorno alle 17 i migranti si sono presi l'intera ex base missilistica, hanno spento le luci e dato fuoco a dei bancali - aveva scritto nella notte il Corriere.

"Siamo rimasti al freddo e al buio - dice uno degli operatori, sentiti dal Corriere -. Se tentassimo di riavviare l'impianto di illuminazione esterno rischieremmo di essere aggrediti.“ Le forze dell'ordine, afferma il quotidiano, hanno avviato una mediazione.

I 25 volontari della Cooperativa che gestisce la struttura sono stati fatti uscire solo intorno alle 1.40 della notte. Si sono allontanati in auto, che però sono state colpite da alcuni oggetti lanciati dagli stessi migranti.La procura di Venezia ha aperto un’indagine su quanto accaduto e oggi verrà fatta l’autopsia sulla donna ivoriana per chiarire le cause della morte.

 

Laura Carrara

Fonte foto: giornalettismo.com