GROSSETO, 4 FEBBRAIO 2012- In seguito alla tragedia di Costa Concordia, si muovono le prime richieste di risarcimento. Questa mattina a Grosseto, è stata presentata una denuncia penale collettiva da parte di una cinquantina di passeggeri. A presentare la class action contro la Costa Crociere presso la procura è stata il legale Giulia Bongiorno, che evidenzia e indica ai pm dell’inchiesta dieci piste investigative su cui fare ulteriori accertamenti. Oltre ai due indagati, il comandante Francesco Schettino, e il primo ufficiale in plancia Ciro Ambrosio, stanno valutando l’esistenza di altri responsabili. L’avvocato Bongiorno ha presentato anche un’istanza di estensione ad altri soggetti dell’incidente probatorio sulla scatola nera, previsto per il prossimo 3 marzo.[MORE] Tra i punti indicati dall’avvocato nella denuncia riecheggiano le necessità di verificare se ci sono stati “ritardi nell’emergenza e nella richiesta dei soccorsi” e se al momento della partenza siano state prese le giuste precauzioni controllando l’efficienza dei dispositivi di sicurezza. Si cerca di appurare anche se ci siano altri soggetti responsabili a titolo di cooperazione colposa al momento degli errori di manovra. Anche nei paesi esteri coinvolti, come la Francia, si accenna a procedure di class action e alla possibilità di attaccare il colosso di Costa Concordia che per il momento avrebbe stipulato un accordo con i passeggeri; un indennizzo di 11000 euro, a passeggero, per le sofferenze psicologiche legate al naufragio, escludendo coloro che ne sono usciti feriti.
Ma oltre a coloro che hanno presentato la denuncia a Grosseto, con l’intenzione di non aderire all’accordo, anche una donna di trent’anni presenterà un risarcimento di un milione di euro. La donna, incinta di quattro mesi al momento del naufragio, avrebbe perso il bambino pochi giorni dopo l’accaduto. Da quanto è stato sostenuto dai ginecologi, l’aborto sarebbe stato causato dallo stress subito.
(foto da: "le monde.fr")
Giulia Donati