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Concordia, sale a 29 il numero dei dispersi. Sempre più difficile la posizione del Comandante

Toscana

ISOLA DEL GIGLIO, 17 GENNAIO 2012 – Sono 29 i dispersi e non 16 come detto in un primo momento. A confermarlo è stato ieri sera, il comandate generale della Capitaneria di porto-Guardia costiera, Marco Brusco. Si tratta di 25 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio. Intanto preoccupano le condizioni del mare, resterebbero solo 48 ore, per trovare i dispersi, poi la nave potrebbe sprofondare completamente. [MORE]

Dei passeggeri di cui non si hanno più notizie, 10 dovrebbero essere di nazionalità tedesca, 4 francesi, 2 americani, Gerald e Barbara Heil e forse un peruviano. Gli italiani che mancano, invece, sono 6, tra questi William Arlotti con sua figlia Daiana di 5 anni, la biellese Maria D’Intorna, le due donne siciliane, Maria Grazia Trecani e Lucia Virzi e il pianista biellese.

Per tentare di recuperare i dispersi, sono in azione da questa mattina, i palombari della marina militare, il cui compito è quello di aprire dei varchi, tramite delle piccole esplosioni, per permettere poi ai vigli del fuoco di proseguire le ricerche.

Intanto sembrano ormai certe le responsabilità del comandate Francesco Schettino, che a quanto si è appreso, oltre a compiere la manovra azzardata, che ha fatto finire la Concordia contro lo scoglio e oltre ad aver abbandonato la nave prima dei passeggeri, pare abbia anche chiamato in netto ritardo i soccorsi, tanto che i membri del suo stesso equipaggio, hanno deciso di iniziare le operazioni di evacuazione almeno un quarto d’ora prima del suo ordine. Inoltre la stessa manovra, fatta per far virare la nave e accostarla il più possibile all’isola, così da non sprofondare, pare non sia stata voluta. La Concordia viaggiava ormai senza motori e si trovava in balia delle onde e solo la corrente e il caso, hanno permesso alla nave di spiaggiarsi vicino all’isola.

Sconcertanti inoltre le comunicazioni tra lo stesso Comandante e la Capitaneria. Intorno alle 22, una donna del posto ha chiamato i carabinieri, per avvisare di aver ricevuto una telefonata da una persona sulla nave, che le raccontava che l’imbarcazione si trovava al buio. A questo punto i carabinieri si sono messi in contatto con la Capitaneria e la Capitaneria ha rintracciato la nave. Sono le 22 e 14, lo scafo ha già colpito lo scoglio e sta imbarcando acqua, ma dalla plancia si parla solo di un black-out, in corso da circa 20 minuti, la Capitaneria però insiste e spiega di sapere che a bordo ci sono persone che indossano il giubbotto salvagente, ma dalla nave, non arriva ancora nessun allarme e continuano anzi a dare rassicurazioni. Alle 22 e 26, la Capitaneria richiama la Concordia, ormai la sua velocità è inferiore a un nodo, dalla nave spiegano che c’è una ‘via d’acqua’. A questo punto dalla Capitaneria chiedono se ci sono feriti o deceduti, ma dalla plancia continuano a dire che è tutto a posto e alla domanda se sono necessari i soccorsi, la Concordia risponde che sarà sufficiente un rimorchiatore. La Capitaneria invece avvia la macchina dei soccorsi, anche loro, come l’equipaggio, decidono di scavalcare il comandante, la richiesta di aiuto ufficiale arriverà solo dieci minuti dopo.

Oggi Francesco Schettino, intorno alle 11, sarà interrogato dal gip, accusato di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave, dovrà spiegare le numerose contraddizioni di cui si è reso protagonista in questi giorni, a cominciare dalla rotta della Concordia, perché una nave di quelle dimensioni si trovava così vicino alla costa.

Fonte immagine: televisione.ilbloggatore.com

Stefania Schirru