Consorzio laguna di Orbetello, la terna proposta dal Ministero è una forzatura politica, servono competenze
La terna proposta dal Ministero dell’Ambiente per la scelta dell’amministratore unico del Consorzio di gestione del Parco ambientale per lo sviluppo sostenibile della laguna di Orbetello solleva interrogativi politici e istituzionali che non possono essere ignorati. Per il Movimento 5 Stelle la questione non riguarda soltanto i nomi indicati ma, in particolare, il metodo seguito che porta al suo interno il rischio che una nomina di fondamentale importanza per il futuro della laguna venga piegata alle esigenze di compensazione degli equilibri interni al centrodestra.
I tre nominativi riportati dalla stampa, Roberta Bardi, Lucia Leoni e Roberto Berardi, risultano infatti riconducibili, per percorsi e legami personali o politici, all'area di Forza Italia. Una concentrazione che appare difficilmente interpretabile come una rappresentazione equilibrata di competenze e sensibilità, che non può che alimentare il sospetto di un'operazione volta a riconoscere anche in Toscana al secondo partito della coalizione di centrodestra uno spazio di potere in un territorio amministrato da anni da Fratelli d'Italia, attraverso il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti e più recentemente con il consigliere regionale Luca Minucci.
«Come Movimento 5 Stelle – spiega Daniela Castiglione, Coordinatrice Provinciale – ci opponiamo da sempre e con determinazione alle logiche di spartizione che rischiano di anteporre esigenze particolari e personali all'interesse pubblico. La laguna di Orbetello non può diventare il terreno sul quale regolare i rapporti di forza fra le componenti della maggioranza di governo. E' da ricordare che la procedura prevista dalla legge attribuisce alla Regione un ruolo limitato al parere favorevole su uno dei tre candidati proposti dal Ministro dell'Ambiente, con quest'ultimo che in assenza di intesa può procedere alla nomina scegliendo comunque uno dei componenti della terna. È proprio questo meccanismo a rendere ancora più grave il problema del metodo».
La Regione Toscana in sostanza è chiamata a pronunciarsi su una rosa di candidati già delimitata dal Ministero, senza poter intervenire attivamente in caso di dubbi politici e professionali con una intesa istituzionale che si trasforma in una ratifica obbligata di decisioni maturate altrove.
«La Regione ha l'onere di valutare rigorosamente i profili proposti – prosegue la coordinatrice del Movimento 5 Stelle in provincia di Grosseto – ed è giusto che pretenda trasparenza sulle candidature, sui criteri utilizzati e sulla corrispondenza dei curricula ai requisiti previsti dalla legge. La questione, del resto, non è soltanto politica. La laguna racchiude criticità ambientali complesse, che richiedono competenze scientifiche, capacità amministrative e una visione gestionale di lungo periodo. Ma le decisioni che riguardano il suo futuro incidono anche sulla vita quotidiana dei residenti, sulla qualità degli insediamenti abitativi, sulle attività economiche e sull'occupazione, a partire dai lavoratori e dalle imprese che dipendono dall'equilibrio dell'ecosistema lagunare. Chi sarà chiamato a guidare il Consorzio dovrà essere in grado di affrontare problemi ambientali, organizzativi e produttivi strettamente intrecciati. Non basta possedere relazioni politiche, aver ricoperto incarichi pubblici o essere vicini a esponenti di una determinata forza politica. Occorrono competenze documentate, esperienza gestionale, conoscenza del territorio e capacità di assumere decisioni nell’interesse generale, anche quando queste comportano scelte difficili. Per questo chiediamo che siano esplicitati i criteri utilizzati dal Ministero per formare la terna e che venga consentito un confronto trasparente dai singoli curriculum, con particolare riguardo all'esperienza manageriale, alla gestione di strutture complesse e alle competenze ambientali richieste dalla legge. La laguna di Orbetello è un patrimonio naturale, economico e sociale che appartiene alla collettività. La scelta del suo amministratore non può essere considerata una contropartita da assegnare a una componente politica. Deve essere una decisione fondata sul merito, sulla trasparenza e sulla capacità di rispondere alle esigenze di un territorio che non può permettersi ulteriori ritardi o improvvisazioni. Gli equilibri della maggioranza passano – conclude Daniela Castiglione – e a pagare per delle scelte sbagliate saranno ancora una volta i cittadini, i lavoratori e l'ambiente».
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