Le accuse della DDA di Catanzaro: presunti rapporti tra amministratori pubblici e il clan attivo nel territorio
L'operazione Artemis 2, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, continua a far emergere nuovi dettagli su presunti intrecci tra pubblica amministrazione e criminalità organizzata nel territorio del Lametino. Al centro delle indagini vi sarebbero alcuni dipendenti e rappresentanti istituzionali del Comune di Cortale che, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbero favorito gli interessi della famiglia Cracolici, ritenuta dagli investigatori vicina alla 'ndrangheta.
Le contestazioni contenute negli atti giudiziari riguardano presunte rivelazioni di informazioni riservate, interferenze nelle procedure amministrative e possibili condizionamenti relativi ad appalti pubblici nel settore boschivo e della refezione scolastica.
Il presunto ruolo dell'ufficio tecnico negli appalti boschivi
Tra le figure indicate nelle carte dell'inchiesta compare Giuseppe Vinci, responsabile dell'ufficio tecnico manutentivo del Comune di Cortale e responsabile del procedimento relativo alla gara per il taglio del bosco Malittoro.
Secondo gli investigatori, Vinci avrebbe mantenuto contatti costanti con Domenico Cracolici, conosciuto come "Mimmo", fornendo indicazioni sulle modalità di partecipazione alla gara e sulla documentazione necessaria per l'ammissione. Gli inquirenti ritengono che il boss avrebbe agito dietro alcune imprese formalmente partecipanti alla procedura, tra cui la ditta Maiorana e la Chiaravalle Legnami.
L'accusa sostiene inoltre che sarebbero state comunicate informazioni riservate riguardanti i concorrenti, il contenuto delle offerte e l'eventuale presenza di cause di esclusione, elementi che avrebbero consentito di influenzare l'esito della procedura amministrativa.
Le informazioni riservate sulle offerte in gara
Un altro nome citato negli atti è quello di Mario Brunello Cristofaro, dipendente comunale che, secondo l'impostazione accusatoria, avrebbe riferito a Domenico Cracolici dettagli sulle offerte presentate nell'ambito dello stesso appalto.
Gli investigatori ritengono che tali informazioni avrebbero consentito alla presunta organizzazione di monitorare l'andamento della gara e verificare l'assenza di ulteriori concorrenti in grado di ostacolare l'aggiudicazione.
Nell'ordinanza si evidenzia inoltre come la ditta individuale intestata a Domenica Maria Maiorana, moglie di Cracolici, sarebbe stata utilizzata, secondo l'accusa, come schermo formale per la gestione di attività economiche riconducibili al boss, al fine di aggirare le misure di prevenzione patrimoniali.
Refezione scolastica sotto la lente degli investigatori
Uno dei filoni più rilevanti dell'inchiesta riguarda il settore della mensa scolastica nel Comune di Cortale.
Secondo la ricostruzione investigativa, il consigliere comunale Francesco Feroleto avrebbe avuto un ruolo nelle vicende legate alle procedure di affidamento del servizio di refezione destinato agli alunni delle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado per il triennio 2022-2025.
Gli inquirenti contestano una presunta attività finalizzata a favorire gli interessi della famiglia Cracolici attraverso la divulgazione anticipata di informazioni riguardanti il futuro bando, le modalità di affidamento e i tempi previsti per la pubblicazione della gara.
Le presunte interferenze nelle aste pubbliche
Secondo quanto riportato dagli atti dell'inchiesta, le informazioni ottenute avrebbero consentito di predisporre strategie utili a influenzare il settore della ristorazione scolastica locale.
L'accusa sostiene che sarebbero stati compiuti atti finalizzati a condizionare il mercato, limitare la concorrenza e orientare gli affidamenti verso soggetti graditi all'organizzazione criminale.
Gli investigatori ipotizzano inoltre che eventuali operatori economici non autorizzati avrebbero subito pressioni e richieste estorsive, con l'obiettivo di mantenere il controllo del comparto economico interessato dagli appalti pubblici.
L'inchiesta Artemis 2 e il contrasto alla 'ndrangheta
L'operazione Artemis 2 rappresenta uno dei più recenti interventi della magistratura antimafia calabrese contro le presunte infiltrazioni della 'ndrangheta negli enti pubblici e nei settori economici strategici.
Le indagini mirano a verificare l'esistenza di un sistema di relazioni che avrebbe consentito alla criminalità organizzata di ottenere vantaggi economici attraverso il controllo di appalti, servizi pubblici e attività imprenditoriali nel territorio di Cortale e nelle aree limitrofe.
Presunzione di innocenza
Si ricorda che, ai sensi dell'articolo 27 della Costituzione Italiana e della normativa vigente in materia di presunzione di innocenza, tutte le persone coinvolte nell'inchiesta sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna passata in giudicato. Le contestazioni riportate derivano dalle ipotesi formulate dagli organi investigativi e saranno oggetto di verifica nel corso dell'iter giudiziario previsto dalla legge.