Cosenza, incendio nel deposito di Ecologia Oggi: distrutti nove compattatori, si indaga sull'ipotesi dolosa

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Le fiamme hanno devastato diversi mezzi per la raccolta dei rifiuti. Acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza, mentre il sindaco Franz Caruso esprime solidarietà all'azienda e ai lavoratori

Una notte di grande apprensione a Cosenza, dove un violento incendio ha colpito il deposito di Ecologia Oggi, provocando ingenti danni ai mezzi utilizzati per il servizio di raccolta dei rifiuti. Le fiamme, divampate nelle prime ore del mattino, hanno interessato almeno nove compattatori, alimentando fin da subito i sospetti di una possibile intimidazione ai danni dell'azienda.

Incendio nel deposito di Ecologia Oggi a Cosenza

L'allarme è scattato poco dopo le 3 del mattino, quando i Vigili del Fuoco sono intervenuti nel deposito aziendale situato in via Pietro Nenni, nella zona di Vaglio Lise, nel quartiere di via Popilia.

Grazie al rapido intervento delle squadre di soccorso, il rogo è stato circoscritto evitando conseguenze ancora più gravi. Fortunatamente non si registrano feriti, ma i danni materiali risultano particolarmente rilevanti: secondo le prime ricostruzioni, sarebbero nove i compattatori gravemente danneggiati dalle fiamme.

Si indaga sulla possibile matrice dolosa

Sul luogo dell'incendio sono intervenute anche le forze dell'ordine, che hanno immediatamente avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto.

L'ipotesi investigativa che al momento appare prevalente è quella della matrice dolosa. Gli investigatori avrebbero infatti individuato alcuni elementi compatibili con un incendio appiccato intenzionalmente. Per questo motivo gli agenti della Polizia di Stato hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza, che potrebbero rivelarsi decisivi per individuare eventuali responsabili.

L'area interessata dall'incendio è stata posta sotto sequestro per consentire lo svolgimento di tutti gli accertamenti tecnici necessari.

Un episodio che richiama precedenti analoghi

L'episodio riporta alla memoria altri incendi che negli ultimi anni hanno interessato mezzi di Ecologia Oggi sia a Cosenza sia in altri comuni della provincia.

L'ultimo caso risale al 9 giugno 2025, quando un incendio colpì il deposito dell'azienda a Cetraro. Anche in quella circostanza venne presa in considerazione l'ipotesi di un'intimidazione, alimentando la preoccupazione per episodi che coinvolgono un servizio pubblico essenziale.

La condanna del sindaco Franz Caruso

Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha espresso una dura condanna per quanto accaduto, manifestando vicinanza alla società e ai dipendenti.

«Esprimo, anche a nome dell'intera Amministrazione comunale, la più ferma condanna per le fiamme che hanno provocato il danneggiamento di diversi mezzi impiegati per il servizio di raccolta dei rifiuti. Desidero, al tempo stesso, esprimere la mia solidarietà e la vicinanza istituzionale alla società e ai suoi lavoratori, che ogni giorno assicurano un servizio essenziale per la collettività».

Il primo cittadino ha inoltre sottolineato come il dato più importante sia l'assenza di conseguenze per le persone coinvolte.

«La prima, fondamentale notizia positiva è che non si registrano danni alle persone. È questo l'aspetto che conta più di ogni altro e per il quale possiamo tirare un sospiro di sollievo. Rivolgo il più sentito ringraziamento ai Vigili del Fuoco per il tempestivo e qualificato intervento, così come a tutte le donne e gli uomini che hanno operato per domare l'incendio e mettere in sicurezza l'area».

Proseguono le indagini

Nelle prossime ore gli investigatori analizzeranno le immagini degli impianti di videosorveglianza e i rilievi effettuati nell'area sequestrata per chiarire l'origine del rogo.

Se dovesse essere confermata la natura dolosa dell'incendio, si tratterebbe di un episodio particolarmente grave, con possibili ripercussioni non solo sull'attività di Ecologia Oggi, ma anche sulla regolare gestione del servizio di raccolta dei rifiuti nel territorio cosentino.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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