Cronaca

Covid: riaprire ristoranti a cena in zona gialla o si muore

Covid: riaprire ristoranti a cena in zona gialla o si muore. Filiera Italia, può arrivare a valere fino al 70% delle entrate

ROMA, 29 DIC - Con il ripristino della zona gialla si consenta l'apertura per cena nei ristoranti, a meno che non si voglia condannarli definitivamente a morte insieme a tutto il settore agroalimentare. 

A lanciare l'appello è il consigliere delegato di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia, commentando l'incertezza sul tema della riapertura quando scadrà il Dpcm. I sacrifici non possono più continuare, fa sapere la Fondazione, dopo che i ristoratori hanno dimostrato senso di responsabilità e impegno, adeguandosi a tutte le norme di sicurezza imposte anche durante le festività natalizie che da sempre rappresentano una parte rilevante del loro fatturato. 

La sola cena per un ristorante, infatti, può arrivare a valere fino al 70% delle entrate. Scordamaglia chiede di "fare tutti i controlli necessari per verificare il rigido rispetto degli standard previsti dal Cts per i ristoranti e chiudere qualche furbo non a norma, ma attenzione a emettere condanne che non farebbero altro che rendere impossibile il prosieguo dell'attività per tutti e non c'è ristoro che tenga". Filiera Italia, infine, ricorda che il 2020 chiude per l'horeca con fatturati dimezzati (-48%) per una perdita di 41 miliardi; senza contare gli effetti sul settore agroalimentare, con perdite di 30 miliardi di euro. 

"Il governo ha dimostrato di comprendere a pieno la centralità socio-economica della filiera agroalimentare - conclude Scordamaglia - ma ormai l'unica soluzione per rilanciarla è riaprire il canale della ristorazione anche a cena nel rispetto delle regole previste