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Crisi, il quotidiano L'Unità è a rischio

Lazio

ROMA, 30 DICEMBRE 2011 – “Oggi (27 dicembre, ndr) apprendiamo con amarezza la notizia del rischio chiusura del giornale L’Unità”. Ad annunciarlo Liana Barbati, capogruppo Idv della Regione Emilia-Romagna. Segnali che provengono direttamente dallo sciopero del 16 dicembre scorso, quando L’unità non è uscito in edicola per volere del Cdr e in risposta alla cattiva amministrazione. Ma in tempo di crisi L’Unità non è certo l’unico quotidiano ad arrancare. Editoria sempre più coi conti in rosso. [MORE]

A rischio anche l’organo di partito Liberazione che, con ogni probabilità, andrà in pensione a partire dal prossimo 1 Gennaio. I tagli all’editoria non stanno risparmiando nessuno. “Da sempre ci battiamo per la libertà d’informazione – ricorda la Barbati – per questo faremo quanto in nostro potere per far sopravvivere una voce tanto importante come quella dell’Unità”. Un partito, l’Idv, che ha al suo attivo il salvataggio di quotidiani come L’Informazione o di canali locali come E-TV. “Una voce a cui non possiamo rinunciare” prosegue la responsabile comunicazione Idv dell’Emilia-Romagna Daniela Sgambellone.

La situazione dell’editoria? “difficile ma governabile”: queste le parole del sottosegretario alla presidenza del consiglio Carlo Malinconico. A tornare al centro della polemica l’asta per le frequenze televisive. Che lo stato debba intervenire per garantire il pluralismo? Difficile pronunciarsi su una delle tante anomalie italiane, meglio conosciuta come finanziamento statale dell’editoria.

Ai tempi in cui oltre cento testate (dalle non profit alle cooperative) rischiano la chiusura, il presidente Napolitano auspica un miglior uso dei fondi da investire in progetti che presentino determinati requisiti, selezionare i più meritevoli in breve. Per definirne i criteri si stanno già muovendo l’Fnsi e i vari comitati di redazione delle testate coinvolte. A salvare la situazione arriverebbe l'improvvisa concessione all'editoria di poter accedere al fondo Letta per le esigenze urgenti, fondo già finanziato con 700 milioni di euro. 

Cecilia Andrea Bacci