Crisi? Non per i grandi banchieri

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MILANO, 02 NOVEMEBRE 2012 – In base a quanto emerge dalle relazioni sulle remunerazioni del 2011 delle banche quotate ( che includono anche il costo dei consigli, dei collegi sindacali e dei dirigenti strategici), i primi otto istituti di credito del nostro Paese avrebbero erogato , nel 2011, circa 134 milioni di euro sotto forma di compensi ai propri consiglieri, dirigenti e sindaci.

Entrando nello specifico: Intesa Sanpaolo ha sborsato circa 28,3 milioni, Mediobanca 20,8 milioni, Unicredit 18,7 milioni, il Banco Popolare 18,2 milioni, Ubi Banca 13,4 milioni, Mps 13,2 milioni, la Bpm 11,1 e la Popolare dell’Emilia 10,7 milioni. Inoltre, volendo fare una sorta di classifica dei i banchieri più pagati nel 2011, si evince che a primeggiare troviamo quelli in uscita, per via dei trattamenti di fine rapporto e alle buonuscite: Alessandro Profumo (40 milioni da Unicredit), Matteo Arpe (circa 31 milioni da Capitalia) e Cesare Geronzi (20 milioni da Capitalia, a cui si sommano i 16 milioni alle Generali). [MORE]

Seguono, Antonio Vigni, ex direttore generale della Monte dei Paschi di Siena che ha incassato 5,4 milioni (4 milioni a titolo di trattamento di fine rapporto), a quota 3,5 milioni di euro, troviamo il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ex amministratore delegato di Intesa Sanpaolo) e l’ex direttore generale della Bpm, Fiorenzo Dalu, Mimmo Guidotti, ex direttore della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che ha incassato 3,3 milioni. Restando nell’ambito del governo Monti, oltre a Passera hanno percepito uno stipendio da consiglieri di banca anche: Elsa Fornero (332mila euro da Intesa), Piero Giarda (101mila euro dal Banco Popolare) e Piero Gnudi (117 mila euro da Unicredit).

Tutto questo, mentre i sopraindicati istituti di credito hanno dato inizio a programmi di esuberi che interessano circa 20mila dipendenti.

(Fonte: Il Fatto Quotidiano, Ansa)

Rosy Merola

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Scritto da Rosy Merola

Giornalista di InfoOggi

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