Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura». Mc 16, 15-20
Globalizzazione, mobilità e flessibilità dei processi produttivi sono termini che l’opinione pubblica ha imparato a usare e, in alcuni casi, anche a temere. Essi comportano una nuova definizione dello spazio, raccordando luoghi molto lontani geograficamente e proiettando gli aspetti minuti della vita quotidiana in una cornice ormai planetaria. Nell’ambito delle nostre attività formative e lavorative, tanti ci chiederanno di uscire dal nostro “piccolo mondo” e di adattarci a molteplici contesti sociali, con la finalità di accrescere il nostro know-how, ovvero la nostra capacità di diventare più competenti e competitivi. I cambiamenti repentini, però, potrebbero anche spaventare, almeno inizialmente. [MORE]
In realtà, sarebbe opportuno prendere, un po’ più di frequente, la valigia in mano, non tanto per scovare opportunità occupazionali, quanto per uscire dal nostro miope e rassicurante “cortile”, per rendersi conto di come, ‘fuori’, ci sia qualcuno che aspetta la nostra parola, la nostra opera, la nostra testimonianza di vita. Viaggiare, infatti, significa aprirsi a una possibilità di crescita, riconoscersi cittadini di un mondo più grande e variegato, essere disposti a imparare, a condividere e scambiare qualcosa.
È stata l’esperienza vissuta in una megalopoli come Londra a farmi riflettere su ciò che significa essere una donna cristiana. Era forte l’inquietudine quando il sole calava e, con esso, il sipario delle ricche e frenetiche giornate trascorse tra studio e svago. Numerosi erano gli stimoli che la città era in grado di offrire a una persona assetata di esperienze formative e professionalizzanti. Mi accorsi, tuttavia, che le relazioni vissute in quel periodo dovevano essere affiancate da una relazione “verticale” più solida con Cristo: Colui che mi aveva condotto verso i traguardi raggiunti.
L’incontro con una studentessa di origine turca ha rafforzato la convinzione che Gesù si manifesta in ogni luogo e in chiunque. Lei, oltre ad aver arricchito la mia persona, attraverso i racconti di una ragazza partita dalla Turchia alla ricerca di un mondo più giusto, ha dimostrato grande disponibilità all’ascolto e desiderio di cambiamento. Fin dal primo istante, ho notato in lei attrazione e vivo interesse per le consuetudini che riguardano il mondo cristiano, per le preghiere che recitavamo quotidianamente e, soprattutto, per l’importanza che la fede cristiana attribuisce alla donna. Sembra strano a dirsi, ma la convivenza con una ragazza musulmana mi ha reso più sensibile alla comprensione della fede cristiana e mi ha convinto a intraprendere un percorso di formazione più sistematico e costante, al mio ritorno in Italia. Gesù ci vuole veri testimoni della sua verità e il cristiano, a sua volta, può vedere la verità del cielo solo attraverso una coscienza formata.
Tale esperienza mi ha fatto concludere che l’istruzione, l’acquisizione di conoscenze, competenze e abilità ci rendono liberi, capaci di manifestare chi siamo in qualsiasi contesto geografico-culturale. Inoltre, è toccante sapere come un semplice viaggio si sia, di fatto, trasformato, per la grazia di Dio, in un potente mezzo di conversione.
Qual è, quindi, il motivo autentico che deve animare i nostri viaggi? Essi sono soltanto un modo per occupare il nostro tempo libero, per raccontare agli amici avventure improbabili? Il viaggio non potrebbe essere, al contrario, uno strumento di crescita, un modo per mostrare il volto di Cristo in una società sempre più mondializzata e plurietnica?
Gesù ci vuole veri credenti nella Sua Parola: "Voi farete segni più grandi di questi!", così suona il suo Vangelo. Pertanto, dovremmo credere di poter fare questi segni di grazia nel quotidiano; non esistono uno spazio e un momento ideali, fissi, per la missione: ogni circostanza, ogni luogo lo sono, se noi “siamo”. Prima di ogni partenza, chiediamo a Dio la possibilità di incontrare anime che attendono la nostra Parola: ogni percorso si trasformerà, così, in una manifestazione della vera luce.
“Il mondo è un libro. Chi non viaggia ne legge una pagina soltanto” (Sant’Agostino)
Letizia Lacava