Crollo della Grande Muraglia cinese

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PECHINO, 19 OTTOBRE 2011 – Il monumento simbolo della Cina è in continuo pericolo a causa delle estrazioni minerarie. Siamo già al secondo crollo: nel 2009 gli scavi di una miniera d’oro avevano causato il cedimento di un centinaio di metri delle mura, stavolta il danno è ancora più esteso .[MORE]

La Grande Muraglia cinese, lunga quasi 7000 chilometri, è riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco, ma questo non sembra fermare le aziende minerarie in cerca di profitti. Nel novembre del 2009 la società Hohhot Kekao Mining danneggiò 100 metri di muro aprendo due varchi profondi cinque metri in un ramo costruito dalla dinastia Qin (221-207 a.C.). Ora la nuova porzione di mura danneggiata si trova nel distretto di Laiyuan, provincia di Hebei, a 200 chilometri da Pechino. Il crollo ha compreso 700 metri di muro risalente alla dinastia Ming (1573-1620), una delle parti migliori secondo Guo Jianyong, ingegnere dell’Ancient Architecture Studies Institute. Nonostante gli scavi non vengano fatti sotto le mura, i lavori nelle vicinanze ne causano gravi danni.

Il governo cinese tentò di difendere la grande Muraglia, nel 2006, vietando di prelevare mattoni, di piantare alberi nelle vicinanze o di costruire edifici che possano metterla a repentaglio. Nelle regioni più remote, però, non viene rispettato questo divieto e, anche se l’Ufficio di conservazione dei beni culturali ha rinforzato i controlli, almeno quaranta contee si trovano nelle stesse condizioni di Hebei e le ispezioni vengono effettuate soltanto una volta l’anno.
 

Gaia Seregni

(In foto: Grande Muraglia, fonte: zenobili.blogspot.com)

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Scritto da Gaia Seregni

Giornalista di InfoOggi

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