Crotone in crisi profonda dopo il ko con il Team Altamura: Longo ammette il punto più basso
Prestazione sotto tono, responsabilità diffuse e identità smarrita: il Crotone non reagisce e scivola nel momento più difficile della stagione
La sconfitta contro il Team Altamura non è solo un risultato negativo per il Crotone, ma rappresenta il simbolo di una crisi evidente, tecnica e mentale. Le parole di Mister Longo nel post-gara sono dure, dirette e senza alibi: il momento attraversato dai rossoblù è probabilmente il più complicato da quando il tecnico siede in panchina.
Una partita senza ritmo: il Crotone spreca tutto
Il primo elemento che emerge dall’analisi è la totale mancanza di intensità. Longo parla apertamente di una squadra scesa in campo sotto ritmo, incapace di dare continuità alle buone cose mostrate nella gara precedente.
«Abbiamo sperperato quanto fatto di buono lunedì sera. È giusto prendersi più responsabilità e chiedere scusa per lo spettacolo offerto».
Parole che certificano una prestazione insufficiente, lontana dagli standard minimi richiesti a una squadra che ambisce a stabilità e credibilità nel campionato.
Il punto più basso della gestione Longo
Non è solo una sconfitta: è una rottura emotiva. L’allenatore non usa mezzi termini e definisce questo momento come “il punto più basso” del suo percorso a Crotone. Una dichiarazione che pesa, perché racconta una squadra che sembra aver perso fiducia, energia e identità.
Secondo il tecnico, la distanza tra squadra e ambiente si sta allargando:
- il sostegno del pubblico non può essere preteso;
- le prestazioni attuali non lo meritano;
- l’unica strada è assumersi colpe e lavorare in silenzio.
Partite alla pari, sconfitte puntuali: il vero problema
Uno dei passaggi più allarmanti riguarda un dato ricorrente:
quando le partite sono equilibrate, il Crotone perde sistematicamente.
Occasioni create:
- una o due per gara
- Esito:
- gli avversari segnano
- il Crotone spreca
È qui che Longo individua il nodo principale della crisi del Crotone:
- poca cattiveria agonistica
- scarsa cinicità
- incapacità di sfruttare gli episodi
Organizzazione di gioco in affanno: non è più un’ancora
Per settimane l’organizzazione tattica era stata il punto di riferimento. Oggi, invece, non basta più. Anche quando il Crotone arriva in trequarti, la sensazione è chiara: segnare sembra possibile, ma allo stesso tempo irraggiungibile.
Secondo Longo:
- gli uno contro uno sulle corsie esterne ci sono stati;
- ma non sono stati vinti;
- le poche volte in cui lo sono stati, la squadra ha creato pericoli reali.
Il problema, quindi, non è solo tattico, ma mentale e caratteriale.
Duelli persi e seconde palle mancate: così non si vince
La differenza, ancora una volta, sta nei dettagli:
- duelli individuali persi
- seconde palle lasciate agli avversari
- maggiore fame mostrata dal Team Altamura
Il secondo tempo è emblematico: il Crotone gioca spesso nella metà campo offensiva, ma senza concretezza. Palo da una parte, gol dall’altra. Un copione già visto.
Responsabilità totali: Longo non si nasconde
Nel finale della conferenza, Longo si assume apertamente la responsabilità:
«Sono il primo responsabile di quanto accaduto».
Nessuna giustificazione arbitrale, nessun alibi tattico. Solo la consapevolezza che, in questo momento, la squadra non riesce a trasmettere quella garra e quella ferocia necessarie per uscire dalla crisi.
Crisi Crotone: serve una svolta immediata
La sconfitta contro il Team Altamura lascia in eredità interrogativi pesanti:
- il Crotone ha ancora una vera identità?
- esiste una reazione mentale possibile?
- la squadra è pronta a meritarsi il sostegno dell’ambiente?
Le parole di Longo sono chiare. Ora, però, servono risposte sul campo. Perché il rischio, concreto, è che questa crisi profonda diventi strutturale.