“Custodi dell’invisibile”, dal 6 al 20 giugno la nuova mostra del “Centro d’arte Raffaello” curata da Tanino Bonifacio in occasione del quarantennale di attività. Protagonisti, Mario Schifano e Dario Schelfi, lontani nel tempo ma vicini nello sguardo

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Si intitola “Custodi dell’invisibile” ed è il terzo appuntamento di “Storie e dialoghi”, la rassegna ideata dal “Centro d’arte Raffaello” e curata da Tanino Bonifacio in occasione del quarantesimo anno di attività della galleria palermitana, fondata da Angelo Di Gesaro e guidata da Sabrina Di Gesaro.
La mostra, in programma dal 6 al 20 giugno nella sede di via Emanuele Notarbartolo 9/E, mette in dialogo due figure della scena artistica italiana, lontane nel tempo ma vicine nello sguardo: Mario Schifano, Maestro storicizzato del Novecento, e Dario Schelfi, voce contemporanea di intensa originalità espressiva.
Un percorso di memoria e rinascita, che il direttore artistico del “Centro d’arte Raffaello” Sabrina Di Gesaro ha concepito insieme allo storico e critico d’arte Tanino Bonifacio con l’obiettivo di far dialogare i linguaggi del passato e della ricerca contemporanea, restituendo ogni volta il senso più autentico di un’identità culturale radicata e, al contempo, in continuo rinnovamento.
Venti le opere esposte: litografie e serigrafie materiche di Mario Schifano, artista che ha fatto della cultura di massa, della velocità iconica e dell’immagine consumata il territorio della propria rivoluzione pittorica.
Si tratta di opere a tiratura limitata, pubblicate negli anni Ottanta dalla casa editrice Torcular.
Le opere di Dario Schelfi in mostra sono dipinti unici, realizzati con tecniche miste su tela in cui l’estro, la fantasia e l’emozionalità dell’artista rompono tutti gli argini accademici, rifiutando qualsiasi tipo di catalogazione.
Non è azzardato affermare che Dario Schelfi, tra i talenti di punta della galleria con cui collabora dal 2022, sia l’inventore di una nuova tecnica soggettiva avulsa dai dettami dell’ortodossia pittorica.
I due artisti sono accomunati dalla loro visione del mondo e dal loro approccio alla realtà e non dalla coerenza di uno stile codificato.
Sono entrambi “pop” nella capacità di abitare il reale, nella fantasia con cui lo attraversano, nel loro istinto di trasformazione.
“Tutti e due – osserva la dottoressa Sabrina Di Gesaro – partono dalla superficie visibile delle cose: un’immagine, un frammento, un segno”.
“E ambedue – prosegue – si spingono verso una dimensione altra, dove il quotidiano si carica di senso inatteso e la pittura diviene una soglia verso l’invisibile”.
“L’arte di Mario Schifano – sottolinea la gallerista – possiede un gesto immediato e una visione totale: il reale viene prima catturato, poi decostruito e infine restituito in forma trasfigurata, con una forza cromatica e una libertà segnica che appartengono soltanto a lui”.
Anche Dario Schelfi possiede un tratto distintivo ben preciso, ma percorre un sentiero diverso, più intimo e labirintico.
“La sua pittura – afferma il direttore artistico – procede per graffio e carezza, per accumulo di segni e simboli che affiorano dalla materia come memorie sepolte: il suo sguardo è quello di chi sa che sotto la superficie del visibile abitano codici silenziosi e paesaggi interiori in attesa di essere nominati”.
Eppure, nella distanza che li separa, Mario Schifano e Dario Schelfi si riconoscono: nell’istinto come metodo, nella fantasia come strumento per indagare e conoscere la realtà, nella pittura come atto libero e necessario.
Entrambi sono i custodi, ciascuno a modo proprio, di quell’invisibile che l’occhio distratto non riesce a vedere.
“La mostra – spiega Tanino Bonifacio, storico e critico dell’arte, curatore di “Custodi dell’invisibile” – intreccia la vita di due artisti che hanno fatto della creatività la pura condizione basica dell’esistenza”.
“L’universo artistico di Dario Schelfi – continua – diviene il dichiarato processo di investigazione e di catalogazione che penetra le stanze segrete del reale, nel quale abitano silenziosi i molteplici simboli del mondo e i codici memoriali della natura: per lui, la vita nel viaggio dell’arte è avventura, ritrovamento, ma soprattutto risveglio e rinascita sotto un nuovo cielo nel quale regna la sacra Terra della bellezza”.
“Proprio come accadeva per il genio della Pop Art italiana Mario Schifano– conclude – che nell’arte ha trovato il suo territorio di bellezza, di rifugio e di sopravvivenza, luogo metaforico nel quale custodire l’invisibile della propria di vita interiore: la sua pittura è stata sempre un gesto fisico mediato da un’urgenza del fare istintivo per cui ogni sua opera è frammento di esistenza vissuta inquietamente nella traiettoria del troppo, del bulimico e del carnale”.
La mostra, sostenuta dalla Settimana delle Culture del Comune di Palermo come tutti gli altri appuntamenti della rassegna “Storie e dialoghi”, è visitabile anche online sul sito raffaellogalleria.com.
Chi volesse ammirare le opere in presenza, potrà farlo nei consueti giorni e orari di apertura della galleria: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:30, con chiusura il lunedì mattina e nei giorni festivi.
L’ingresso è libero

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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