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Cybersecurity, 89% strutture sanità Italia ha software datati

Lazio > Roma

Cybersecurity, 89% strutture sanità Italia ha software datati sono esposte a maggiori vulnerabilità e rischi informatici

ROMA, 07 DIC - Solo l'11% delle organizzazioni sanitarie italiane utilizza dispositivi medici con software aggiornati. L'89% usa, invece, nella maggior parte dei casi dispositivi medici con un sistema operativo obsoleto a causa di problemi di compatibilità, costi elevati degli aggiornamenti o per la mancanza di conoscenze tecnologiche interne. 

Lo spiega il report Healthcare 2021, sottolineando che questo comportamento espone le organizzazioni sanitarie a maggiori vulnerabilità e rischi informatici, come si è visto durante la pandemia. Interrogati dalla società di sicurezza sulle loro capacità di reazione in materia di cybersecurity, solo il 20% degli operatori sanitari italiani crede che la loro organizzazione sia in grado di bloccare efficacemente tutti gli attacchi alla sicurezza o le violazioni del perimetro. 

La stessa percentuale è certa che la loro organizzazione disponga di una protezione di sicurezza IT hardware e software aggiornata e adeguata. In Italia, poi, il 50% degli intervistati ha ammesso che la loro organizzazione ha già sperimentato incidenti che hanno causato una fuga di dati, il 40% un attacco DDoS (cioè mettere ko un sito) mentre il 30% un attacco ransomware. 

"Il settore sanitario si sta evolvendo verso l'adozione di dispositivi connessi in grado di soddisfare la domanda di maggiore accessibilità alle cure. Questo comporta anche alcune sfide di cybersecurity. 

Ad oggi, esistono soluzioni e misure disponibili che possono aiutare a minimizzare i rischi di una strategia di modernizzazione nella sanità. Queste misure, insieme alla formazione del personale medico, possono aumentare significativamente il livello di sicurezza".