Da Pippo Franco alla vetta di Monte Cocuzzo: Mendicino vive il weekend più atteso della Scuola dei Classici 2026

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Non un semplice festival, ma un’esperienza che si vive camminando. Non una rassegna di eventi, ma un viaggio dentro l’anima di un territorio. Con l’ingresso nel vivo della programmazione, La Scuola dei Classici 2026 conferma la propria identità di progetto culturale unico nel panorama regionale e nazionale: una manifestazione capace di trasformare l’intero borgo di Mendicino in un palcoscenico diffuso dove teatro, letteratura, natura, memoria e innovazione si fondono in un racconto collettivo che coinvolge artisti, studenti, cittadini e visitatori.

Promossa dalla compagnia Porta Cenere, con la direzione artistica di Nat Filice e Mario Massaro, il patrocinio della Città di Mendicino e il cofinanziamento della Regione Calabria attraverso il Dipartimento “La Calabria che incanta”, la rassegna continua a distinguersi per la sua capacità di reinterpretare il patrimonio culturale attraverso linguaggi contemporanei, trasformando luoghi, paesaggi e tradizioni in occasioni di scoperta e partecipazione.

Mendicino, per alcuni giorni, non sarà soltanto una cornice. Sarà essa stessa protagonista. Le sue strade, le piazze, i palazzi storici, i sentieri, i boschi e perfino il cielo stellato diventeranno elementi di una narrazione immersiva in cui il pubblico non assisterà semplicemente agli eventi, ma ne farà parte. Tra gli appuntamenti più suggestivi dell’intera rassegna spicca certamente “Tra cielo e pietra”, in programma il 12 giugno. Un percorso esperienziale che racchiude perfettamente la filosofia della Scuola dei Classici: mettere in relazione il patrimonio materiale e immateriale del territorio, trasformando ogni esperienza in conoscenza e ogni luogo in racconto.

Il ritrovo è fissato in Piazza Municipio alle ore 16.30, punto di partenza di un trekking urbano guidato da Francesco La Carbonara. Da quel momento il centro storico diventa una pagina aperta da leggere passo dopo passo. Le strade acciottolate, le antiche abitazioni e i punti panoramici raccontano l'evoluzione di una comunità che ha costruito la propria identità tra lavoro, cultura e relazioni con il territorio circostante.

Tra le tappe più significative figura il Museo della Seta, ospitato nelle storiche Filande di Fiore ed Eugenio Gaudio. Qui prende forma uno dei capitoli più affascinanti della storia economica e sociale della Calabria. Attraverso il laboratorio esperienziale i visitatori potranno osservare da vicino strumenti, tecniche e processi che hanno reso la lavorazione della seta una delle attività più prestigiose del territorio.

Non si tratta soltanto di recuperare la memoria di un'antica produzione artigianale. Il museo restituisce il racconto di una comunità che per secoli ha intrecciato competenze, innovazione e tradizioni, contribuendo allo sviluppo culturale ed economico dell'intera regione.

Quell'eredità continua oggi a vivere anche attraverso il MUSA – Museo Urbano della Seta all'Aperto, progetto che ha trasformato il borgo in una sorprendente galleria d'arte contemporanea. Murales e installazioni realizzati da artisti di fama internazionale come NeSpoon, Attorrep e Claudio Morne reinterpretano la tradizione serica con linguaggi moderni, creando un dialogo originale tra passato e presente. Dal 2025 il percorso si è ulteriormente arricchito con opere dedicate alla cultura della panificazione, altra espressione identitaria profondamente radicata nella storia locale.

L'itinerario attraverserà anche alcuni dei luoghi più rappresentativi del centro storico, tra cui Palazzo Del Gaudio Campagna, elegante dimora edificata tra il 1780 e il 1784 e successivamente ampliata dalla famiglia Campagna. Le sue architetture raccontano una stagione di grande fermento culturale e civile, legata alla figura di Giuseppe Campagna, poeta, intellettuale e presidente dell'Accademia Pontaniana di Napoli.

Lo sguardo si sposterà poi verso il Rione Castello, dominato dalla Torre dell'Orologio progettata nel 1907 dall'ingegnere Pietro Oliverio. Da questo punto privilegiato si può ancora immaginare la presenza dell'antico castello medievale che un tempo vigilava sul borgo, tramandato fino ai giorni nostri attraverso le celebri rappresentazioni del pittore prussiano Franz Ludwig Catel. 

Quando il sole inizierà a calare e le luci della sera avvolgeranno il borgo, alle 20.30 la scena si sposterà all'Anfiteatro Catalano con uno degli appuntamenti di maggiore richiamo dell'intera manifestazione. Pippo Franco porterà in scena “Il Grande Viaggio – Il Suono e la Parola”, uno spettacolo che supera i confini della semplice rappresentazione teatrale per trasformarsi in una riflessione sull'esistenza, sulla percezione della realtà e sul significato profondo dell'arte.

Comicità e pensiero si alternano con naturalezza in una narrazione ricca di immagini evocative, simboli e continui cambi di prospettiva. Attraverso il linguaggio dell'ironia, l'artista accompagna il pubblico in un percorso che invita a guardare oltre la superficie delle cose, mettendo in discussione convenzioni e certezze apparentemente consolidate. Uno spettacolo capace di divertire, emozionare e stimolare la riflessione, confermando il ruolo del teatro come strumento di conoscenza e crescita collettiva.

Al termine dello spettacolo il pubblico sarà invitato ad alzare lo sguardo. Dalle 22.00, nei pressi della Torre dell'Orologio, prenderà il via l'osservazione astronomica guidata da Carmelo Primiceri del Gruppo Astrofili “Giovan Battista Amico”. Sarà un momento di rara suggestione. Le luci del borgo lasceranno spazio alla profondità del cielo notturno e le costellazioni diventeranno protagoniste di un racconto millenario che continua ancora oggi ad affascinare l'umanità. Un'occasione per riscoprire il legame ancestrale tra l'uomo e l'universo, tra la dimensione quotidiana e quella infinita.

Il giorno successivo, sabato 13 giugno, la manifestazione porterà il pubblico in uno dei luoghi più spettacolari della Calabria tirrenica. “Monte Cocuzzo: la montagna che guarda il mare” condurrà i partecipanti lungo un itinerario naturalistico che rappresenta una delle proposte più affascinanti dell'intero programma. Il primo ritrovo è fissato alle 15.30 in Piazza Municipio. Il secondo appuntamento è previsto alle 16.30 presso il Casellone Forestale di Monte Cocuzzo, costruito negli anni Trenta durante le grandi opere di riforestazione del territorio. L'escursione avrà inizio alle ore 17. Il sentiero attraversa inizialmente una rigogliosa pineta di pino laricio per poi inoltrarsi in una splendida faggeta che accompagna gli escursionisti verso le quote più elevate. Man mano che si sale, il paesaggio si apre offrendo scorci di straordinaria bellezza. Da un unico punto di osservazione è possibile abbracciare con lo sguardo la Catena Costiera, i Monti dell'Orsomarso, la Valle del Crati, l'altopiano silano e l'intero versante tirrenico. 

La vetta di Monte Cocuzzo, a 1.541 metri di altitudine, regala uno dei panorami più spettacolari dell'Italia meridionale. Nelle giornate più limpide l'orizzonte si estende fino allo Stromboli e alle Isole Eolie, che emergono dal mare come sagome sospese tra cielo e acqua. Quando il sole inizierà a scomparire dietro il Tirreno, la montagna offrirà uno spettacolo naturale di rara intensità. Le sfumature del tramonto coloreranno il paesaggio mentre il progressivo arrivo della notte preparerà il terreno all'ultimo appuntamento della giornata.

Alle 21.00, ancora una volta guidati dall'astrofilo Carmelo Primiceri, i partecipanti potranno osservare il cielo da uno dei punti più favorevoli dell'intera area. Lontano dall'inquinamento luminoso e immersi nel silenzio della montagna, stelle, pianeti e costellazioni appariranno in tutta la loro straordinaria nitidezza.

Denise Ubbriaco

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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