Economia

Dal 2015, il canone Rai arriva in bolletta

MILANO, 25 NOVEMBRE 2014 – La conferma arriva dal sottosegretario Giacomelli che, ospite alla trasmissione "Radio 24", ha spiegato che, dal prossimo anno, il canone Rai sarà pagato insieme alla corrente elettrica. Le ragioni di questa inversione di tendenza rispetto allo stato di cose attuali (ora si tratta di una tassa pagata a parte) è dovuto allo sviluppo delle nuove tecnologie: come spiega Giacomelli, nell’epoca del wi-fi, la televisione la si può vedere in mille modi diversi, magari facendo a meno dell’apparecchio vero e proprio. “La norma prevede la tassa in base al possesso del televisore ed è una norma anacronistica. Se rimanesse legato a quel concetto dovrei dire ‘il possesso di un apparecchio televisivo, oppure di un pc, oppure di un tablet, oppure di uno smartphone, oppure di ogni altro device atto a ricevere il segnale’. Vuol dire fare una norma con prescrizioni molto ampie e molto dure ma sostanzialmente inapplicabile, in altre parole prendere in giro e continuare a consentire l'evasione. Quindi noi identifichiamo l'elemento unificante, che è l'alimentazione dei diversi device e quindi, il contratto di fornitura elettrica". [MORE]
 

Due quindi le ragioni alla base di questo cambiamento: la ridefinizione del concetto di “possesso di televisore” e l’urgenza di limitare l’evasione. Su questo punto in particolare, Giacomelli è stato categorico: l’Italia è il Paese con uno dei tassi di evasione più elevati, con quote che raggiungono i 600 milioni. Con questo provvedimento, le previsioni sono che l’evasione cessi del tutto.
 

Il prezzo della nuova tassa, per ora stimato e quindi ancora da confermare, si aggirerebbe intorno ai 60-65 euro. Diverse le condizioni per chi possiede una seconda casa: “tendenzialmente l'idea è quella di evitare che chi ha la seconda casa paghi di più –spiega Giacomelli- Anzi, diciamo che in linea di massima sulla seconda casa è escluso”. Ciò nonostante, il sottosegretario appare piuttosto dubbioso circa la possibilità di mettere in piedi un sistema che, sulla base di dati incrociati, colleghi l’imposta del canone all’Irpef: “mi pare molto più complesso e farraginoso”, ha concluso.
 

Il prossimo passo, prima di qualsiasi attivazione, resta comunque il passaggio in Senato per inserire l’emendamento nel contesto della legge di Stabilità.
 

(www.blitzquotidiano.it)
 

Sara Svolacchia