VIAREGGIO (LU), 04 SETTEMBRE – Si riapre il caso del trentaseienne viareggino deceduto in circostanze non del tutto chiare nel carcere di Grasse il 25 Agosto 2010. Era stato arrestato in un casinò della Costa Azzurra per uso improprio di carta di credito e falsificazione. A cambiare le carte in tavola sarebbe la superperizia, depositata l’altro ieri dal giudice istruttore Sandrine André. [MORE] Si tratterebbe di “omissione di soccorso e mancata cura” fanno sapere i periti nominati dal giudice. La accuse sarebbero tutte a carico del medico e di due infermieri del carcere francese. “Le responsabilità sono evidenti e schiaccianti” avrebbe dichiarato Luc Febbraro, il legale di Aix-en-Provence che cura gli affari della famiglia Franceschi.
“Anche il compagno di cella di Daniele aveva chiesto il loro intervento” prosegue Febbraro. Pare infatti che Franceschi avesse già avuto un infarto mentre era recluso, continuando a manifestare forti dolori al petto. In risposta gli infermieri avrebbero ignorato le sue richieste di aiuto. Da parte sua il medico del carcere avrebbe ignorato anche i risultati degli esami del sangue. I tre rischiano adesso una condanna fino a 5 anni, sarà il pm a decidere se mandarli a giudizio o meno. La denuncia di Franceschi si trova tutta documentata in alcune lettere.
“Daniele poteva essere salvato!” continuano Mariagrazia Menozzi e Aldo Lasagna, i due avvocati che si stanno occupando della vicenda in Italia. La notizia ha raggiunto la madre di Daniele soltanto ieri in tarda serata. La donna, che si era legata all’Eliseo il 25 Agosto scorso in occasione dell’anniversario della morte del figlio ed era stata poi ricevuta da Carla Bruni, commenta “finalmente un po’ di luce su Daniele”.
Cecilia Andrea Bacci