DIG Awards 2026: ecco i vincitori. A Modena premiati i migliori documentari, inchieste, reportage e podcast

Tempo di lettura: ~5 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Sono stati svelati nel corso della cerimonia di premiazione condotta dalla giornalista Silvia Boccardi, che si è tenuta ieri sera nel Teatro della Fondazione Collegio San Carlo a Modena, i vincitori dei DIG Awards 2026, i premi di DIG Festival ai migliori documentari, inchieste, reportage e podcast selezionati fra oltre 300 candidature da una giuria di altissimo livello, presieduta dal regista croato Igor Bezinović.

Dalla sua nascita, DIG Festival premia i migliori documentari e podcast di giornalismo investigativo: il concorso ha saputo affermarsi negli anni come un punto di riferimento a livello internazionale, valorizzando il lavoro dei freelance, ma anche di grandi broadcaster internazionali come Guardian, BBC, Al Jazeera, Le Monde e tanti altri.

Ad aggiudicarsi il premio della categoria Short, riservata a opere della durata inferiore di 20 minuti, è "Investigating the Killings of Children in Gaza", diretto da Stephanie Hegarty per BBC World Service, un'inchiesta sulle uccisioni di bambini a Gaza dall'inizio della guerra a luglio 2025. Nella motivazione della giuria si legge: "Israele continua a vietare ai giornalisti l'ingresso nella Striscia di Gaza e la possibilità di raccontare ciò che sta accadendo sul campo. Utilizzando fonti open source, i racconti di testimoni ed esperti e rapporti medici, i giornalisti hanno indagato sull'uccisione di 95 bambini, colpiti alla testa o al torace".

È "Without Consent", diretto da Sophie Bontemps per Arte, il vincitore della categoria Reportage Medium, della durata compresa tra i 20 e i 50 minuti. Tra il 1996 e il 2000, il Perù fu teatro di una delle più vaste campagne di sterilizzazione forzata della storia dell'America Latina. A quasi trent'anni di distanza, il documentario incontra alcune delle persone coinvolte, ancora in attesa di giustizia. Secondo la giuria, "con una cinematografia di grande bellezza e una sensibilità straordinaria, i registi si confrontano con una tragedia insostenibile, le cui conseguenze si riverberano attraverso le generazioni".

Il premio per la categoria Investigative Medium è stato assegnato a "Myanmar Scam Factory" di Mouhssine Ennaimi e Constantin Simon per TRT World. In un Paese devastato dalla guerra civile e dall'instabilità politica, le organizzazioni criminali sfruttano il caos per gestire veri e propri centri di frode, dove le vittime vengono attirate con false promesse di lavoro e costrette a truffare persone in tutto il mondo. Secondo la giuria è "un'inchiesta di grande chiarezza espositiva su una forma insolita di sfruttamento transnazionale che permette alla criminalità organizzata di trarre profitto dalla schiavitù".

La categoria Reportage Long, riservata a reportage video della durata minima di 50 minuti, è stata vinta da "Politzek: Voices That Defy the Kremlin", di Manon Loizeau ed Ekaterina Mamontova, una co-produzione di Babel DOC, Clin d'oeil Films e France Tv che si interroga sul prezzo dell'attivismo politico in Russia. Il regime di Putin considera ogni forma di dissenso e critica come un atto di terrorismo e condanna migliaia di persone a lunghe pene detentive. "Ben documentato, raccontato con eleganza e profondamente toccante, questo reportage rappresenta una testimonianza incredibile di idealismo e resistenza all'oppressione" sottolineano i giurati.

Il vincitore della categoria Investigative Long  è "Addiction Criminals" di Paul Moreira, una produzione indipendente, distribuita da France Tv. Un'inchiesta che ci porta dentro al business degli oppioidi, un mercato che ha causato la morte di centinaia di migliaia di americani. Il regista Paul Moreira sposta l'attenzione dalle vittime della crisi a chi ha contribuito ad alimentarla - dirigenti dell'industria farmaceutica e trafficanti di droga - denunciando un business globale estremamente redditizio nel quale il confine tra industria farmaceutica e criminalità organizzata è sempre più labile. "Il dolore umano e l'avidità sono al centro di questa inchiesta. Il film racconta le vittime che sprofondano nella dipendenza e coloro che la alimentano, legalmente o illegalmente e mette in luce la necessità di regolamentare il mercato farmaceutico", si legge nella motivazione della giuria.

E ancora, la categoria Audio e Podcast ha visto il trionfo di "Boy Wasted" di Dan Ashby e Lucy Taylor. Questa inchiesta audio in tre episodi denuncia lo sfruttamento di lavoratori migranti negli impianti di riciclaggio in Turchia che trattano i rifiuti provenienti dal Regno Unito. La tragica fine di Arifullah Fazli, un giovane rifugiato afghano morto dopo essere finito dentro un macchinario, porta alla luce un fenomeno più ampio legato alla morte di oltre 200 lavoratori migranti nell'ultimo decennio. Tra le motivazioni della giuria si sottolinea che "in un momento storico in cui il dibattito pubblico è inquinato da discussioni su quanto l'immigrazione possa essere un rischio per il nostro stile di vita, questo podcast dimostra con i fatti che in realtà è il nostro stile di vita a uccidere le persone migranti". 

Il DIG Pitch "Matteo Scanni" - un premio fino a 15mila euro assegnato al miglior progetto di inchiesta in fase di produzione - è stato assegnato a "A Bigger Monster: Inside the Global Trade that Moves PFAS Downstream" di Gianluca Liva, Filippo Tommasoli e Varrun Sukhraj. Si legge nella motivazione: "Nel mondo frammentato di oggi abbiamo bisogno di opere giornalistiche, investigative e artistiche che parlino di solidarietà. E, con ancora maggior urgenza, abbiamo bisogno di lavori che raccontino la solidarietà globale. Il progetto premiato mette in contatto due comunità apparentemente molto lontane, che altrimenti non si sarebbero mai incontrate: gli attivisti ambientalisti in Italia e in India».

Igor Bezinović presiede una giuria che si conferma anche per questa edizione di altissimo profilo. Tra coloro che sono tornati a Modena in veste di giurati ci sono Manisha Ganguly, giornalista investigativa basata a Londra; Gabriela Manuli, Director of Special Projects dell'International Press Institute; Axel Björklund, giornalista e documentarista della SVT, l'emittente pubblica svedese, e Hoda Hosman, giornalista investigativa di Arab Reporters for Investigative Journalism (ARIJ). Tra le new entries, James Kleinfeld, giornalista investigativo undercover e documentarista; Brigitte Alfter, nota giornalista e scrittrice tedesco-danese, esperta di giornalismo investigativo transnazionale, direttrice di Arena for Journalism in Europe; infine Marco Pettenello, sceneggiatore di film e documentari per il cinema, vincitore del David di Donatello nel 2021 con "Lontano, Lontano".

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.