Chiesa cattolica caldea, il cardinale Louis Raphael Sako si dimette da Patriarca di Baghdad

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Dimissioni del Patriarca Louis Raphael Sako: svolta per la Chiesa caldea di Baghdad

Il cardinale iracheno lascia la guida della Chiesa cattolica caldea dopo anni segnati da persecuzioni, crisi e scandali

Il cardinale Louis Raphael Sako, guida della Chiesa cattolica caldea di Baghdad, ha annunciato di aver presentato le proprie dimissioni a Papa Leone XIV. La decisione, comunicata attraverso una lettera ufficiale pubblicata dal Patriarcato caldeo, arriva dopo anni complessi per la comunità cristiana irachena e apre una nuova fase per una delle più antiche Chiese orientali.

Il patriarca, oggi 77 anni, è stato una figura centrale nel panorama religioso del Medio Oriente, soprattutto durante i difficili anni della persecuzione dei cristiani da parte dell’Isis e nella delicata fase di ricostruzione della presenza cristiana in Iraq.

Chi è Louis Raphael Sako, Patriarca dei Caldei di Baghdad

Nato in Iraq, Louis Raphael Sako è stato per oltre un decennio il principale punto di riferimento della Chiesa cattolica caldea, una comunità storicamente radicata nel Paese ma duramente colpita dai conflitti e dalle persecuzioni religiose.

Durante il suo patriarcato ha affrontato alcune delle fasi più drammatiche per i cristiani iracheni. In particolare:

  • la fuga di migliaia di fedeli dalle città occupate dall’ISIS
  • la distruzione di chiese e comunità cristiane storiche
  • la necessità di ricostruire il tessuto religioso e sociale dopo la guerra

Sako è ricordato anche per aver accolto Papa Francesco durante la storica visita apostolica in Iraq del marzo 2021, un evento che ha rappresentato un segnale forte di speranza e dialogo interreligioso in una regione segnata da decenni di tensioni.

Le ragioni delle dimissioni presentate a Papa Leone XIV

Nella lettera indirizzata al Pontefice, il cardinale ha spiegato che la decisione nasce da una riflessione iniziata già due anni fa, quando aveva raggiunto l’età canonica di 75 anni, limite previsto dal diritto ecclesiastico per la presentazione delle dimissioni.

Secondo quanto scritto da Sako:

Due anni fa, quando ho compiuto 75 anni, ho iniziato a pensare di presentare le mie dimissioni. Ne avevo parlato con il defunto Papa Francesco, che mi aveva incoraggiato a rimanere.

Il 9 marzo 2026, tuttavia, il patriarca ha deciso di compiere questo passo “in piena libertà”, spiegando di voler dedicare il resto della sua vita a preghiera, riflessione e scrittura, oltre che a un servizio più semplice e discreto nella Chiesa.

Il possibile peso dello scandalo nella diocesi caldea di San Diego

Tra gli elementi che potrebbero aver influito sulla decisione del patriarca c’è anche lo scandalo che ha coinvolto un vescovo caldeo negli Stati Uniti.

Il caso riguarda monsignor Emanuel Hana Shaleta, già responsabile dell’eparchia caldea di Saint Peter the Apostle di San Diego, che ha lasciato l’incarico dopo gravi accuse mosse nei suoi confronti.

Secondo le indagini, il prelato sarebbe coinvolto in diversi reati finanziari, tra cui:

  • appropriazione indebita
  • riciclaggio di denaro
  • gestione impropria di affitti e fondi ecclesiastici

A queste accuse si aggiungerebbero anche comportamenti personali considerati incompatibili con il ruolo ecclesiastico. Tra gli elementi emersi nelle carte giudiziarie figurano:

  • un conto bancario cointestato con una donna, con cui avrebbe avuto una relazione
  • la frequentazione di una casa di appuntamenti a Tijuana, in Messico

Il caso ha avuto una forte eco mediatica all’interno della comunità caldea, creando tensioni e interrogativi sulla gestione ecclesiastica.

La lettera del patriarca: trasparenza sul proprio patrimonio

Nella stessa comunicazione pubblicata sul sito del Patriarcato caldeo, il cardinale Sako ha voluto chiarire la propria posizione personale anche sul piano economico.

Per prendere le distanze da eventuali sospetti, ha dichiarato apertamente di non possedere beni personali, né immobili né automobili. Ha inoltre reso noto l’ammontare delle somme presenti sul proprio conto, suddivise tra:

  • dinari iracheni
  • dollari statunitensi
  • euro

Secondo quanto spiegato, si tratta di denaro accumulato durante oltre 52 anni di ministero sacerdotale, oltre a una quota derivante dalla vendita della casa di famiglia a Mosul.

Questa scelta di trasparenza è stata interpretata come un tentativo di rafforzare la credibilità della leadership ecclesiastica in un momento delicato.

Quale futuro per la Chiesa cattolica caldea

Le dimissioni del Patriarca Louis Raphael Sako segnano una fase di passaggio per la Chiesa caldea, una comunità che rappresenta una delle più antiche tradizioni cristiane del Medio Oriente.

Negli ultimi decenni i cristiani iracheni hanno affrontato:

  • persecuzioni religiose
  • migrazioni forzate
  • drastico calo della popolazione cristiana

Il prossimo patriarca dovrà quindi confrontarsi con sfide cruciali: ricostruire le comunità locali, rafforzare il dialogo interreligioso e sostenere il ritorno dei cristiani nelle loro terre storiche.

La decisione finale sulle dimissioni di Sako e sull’eventuale nomina di un successore spetterà ora a Papa Leone XIV, che dovrà valutare tempi e modalità della transizione alla guida della Chiesa caldea.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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