Bancarotta e falso in bilancio: la Procura avvia gli interrogatori sul crack del trasporto pubblico
La vicenda legata al dissesto di AMT Genova, l’azienda municipalizzata che gestisce il trasporto pubblico locale, entra in una fase decisiva. La Procura di Genova ha notificato i primi avvisi a comparire nell’ambito dell’inchiesta che mira a fare luce sulle responsabilità legate al grave squilibrio finanziario dell’azienda.
Chi sono i primi indagati nel caso AMT
Sono tre gli ex consiglieri di amministrazione di AMT convocati per essere interrogati nei prossimi giorni da pm e Guardia di Finanza:
- Manuela Bruzzone
- Enzo Sivori
- Sabina Alzona
I tre, assistiti dagli avvocati Andrea Andrei e Massimo Boggio, risultano indagati per bancarotta, con l’aggravante del falso in bilancio e dell’aggravamento del dissesto, fattispecie previste dal Codice della crisi d’impresa.
L’inchiesta della Procura: dall’esposto al licenziamento
L’indagine, coordinata dal pm Marcello Maresca insieme al procuratore capo Nicola Piacente, è partita nel mese di novembre, dopo la pubblicazione di diversi articoli di stampa che riportavano le accuse mosse dal nuovo Consiglio di amministrazione di AMT nei confronti dell’ex presidente Ilaria Gavuglio.
Contestazioni che hanno successivamente portato al licenziamento dell’ex presidente, aprendo un nuovo fronte giudiziario sulla gestione economico-finanziaria dell’azienda negli anni precedenti.
La relazione del Comune e il coinvolgimento della Corte dei Conti
Il Comune di Genova, il 29 novembre, ha depositato in Procura una relazione dettagliata contenente la ricostruzione delle presunte anomalie gestionali. Il documento è stato consegnato dal vicesindaco Alessandro Terrile e dal segretario generale Pasquale Criscuolo, ed è stato firmato dalla sindaca Silvia Salis.
Le stesse carte sono state trasmesse anche alla Corte dei Conti, una scelta definita strategica per evitare possibili accuse di inerzia amministrativa, che avrebbero potuto aggravare ulteriormente il quadro giudiziario.
I controlli della Guardia di Finanza e il buco da 200 milioni
Nel frattempo, la Guardia di Finanza ha acquisito i bilanci di AMT dal 2020 al 2023, con l’ultimo esercizio regolarmente approvato. Proprio sulla base di questi numeri, la Procura aveva chiesto il fallimento di AMT a dicembre, evidenziando un disavanzo stimato in circa 200 milioni di euro.
Richiesta che non è stata accolta, grazie alla decisione della giudice Chiara Monteleone, che ha autorizzato l’accesso alla composizione negoziata della crisi, una procedura che consente all’azienda di sospendere le azioni dei creditori e tentare un risanamento.
Le prossime scadenze: bilancio 2024 e composizione negoziata
La fase attuale resta particolarmente delicata. Oggi è prevista l’approvazione del bilancio consolidato 2024, mentre il 21 febbraio scadrà la prima delle due tranche concesse dal tribunale nell’ambito della composizione negoziata della crisi.
Passaggi chiave che potrebbero incidere non solo sul futuro di AMT Genova, ma anche sugli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria e sulle eventuali responsabilità penali e contabili degli ex vertici.
Presunzione di innocenza
È importante ricordare che, nel sistema penale italiano, vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Come sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, nessuno può essere considerato colpevole fino a condanna passata in giudicato.