L'atto finale di una stagione straordinaria è arrivato. I Crusaders Cagliari sono pronti a scendere sul prato dello stadio Paolo Mazza di Ferrara per contendersi il titolo di Campioni d'Italia nel XXVI Nine Bowl, in programma domenica 5 luglio contro gli Honey Badgers Formigine. La sfida decisiva della 9FL rappresenta il culmine del fine settimana tricolore estense, che sabato 4 luglio ospiterà anche gli incontri valevoli per l'Italian Bowl tra Guelfi Firenze e Panthers Parma e per il Silver Bowl tra Seamen Milano e Thunders Trento.
Per il sodalizio crociato l'incrocio emiliano assume un sapore di rivalsa del tutto particolare: proprio a Ferrara si chiuse l'ultimo capitolo delle finali cagliaritane nel 2011, quando le Aquile padrone di casa strapparono lo scudetto ai sardi per un solo punto di scarto. Al contempo, i Guelfi Firenze, impegnati nella giornata del sabato, rievocano le suggestioni del primissimo scontro tricolore disputato dai rosso-argento nel 2003 all'Artemio Franchi.
UN GRUPPO UNITO, TRA NUOVI INNESTI E PILASTRI STORICI
La marcia d'avvicinamento a questo traguardo mette in luce importanti scelte di vita e forti passioni sportive. È il caso di Lorenzo Piva che, dopo il successo ottenuto a Castelfranco, si è trasferito nell'isola per motivi di studio e sentimentali; si appresta ora a disputare la sua seconda finale consecutiva. Il cammino stagionale rappresenta un esordio vincente per l'head coach newyorkese Joseph Anthony Tricario, abile nel gestire al meglio l’organico.
Il valore di questo traguardo è custodito dalla longevità sportiva del nucleo storico. Per il defensive back Gianfranco Farris e il capitano Stefano Murgia si tratta infatti della quinta finale in carriera da vivere sul terreno di gioco. Un traguardo condiviso, seppur dalla panchina come allenatori, anche dai veterani Matia Pisu, Sergio Andrea Meloni e Walter Serra, uniti alla squadra in questa spedizione emiliana.
Una citazione particolare la merita l'uomo di linea ancora in attività Mauro "Nepots" Gandini. Il veterano rosso-argento, nato nel 1978, ha iniziato a giocare a football a quasi quattordici anni, militando come offensive lineman e per anni nel ruolo di centro, senza disdegnare alcune stagioni da fullback. Gandini ha vestito la maglia dei crociati fino allo scudetto del 2004, saltando così le successive finali del 2010 e 2011 prima di riprendere l'attività nel 2014. Proprio oggi, giovedì 2 luglio 2026, disputa il suo ultimo allenamento di rifinitura della carriera. Quelli sul prato di Ferrara rappresenteranno gli scampoli conclusivi di una lunghissima attività agonistica giunta ormai al capolinea: il limite anagrafico imposto dai regolamenti della Fidaf, fissato al compimento dei 48 anni, lo costringerà al pensionamento sportivo definitivo al fischio finale del match di domenica.
IL FATTORE CAMPO E IL LEGAME CON IL TERRITORIO
Punto di riferimento per il movimento è il Crusaders American Football Field, un impianto d'avanguardia nato grazie al supporto della municipalità di Cagliari. Il terreno di gioco è diventato un prezioso punto di riferimento cittadino per sedute d'allenamento, riunioni strategiche e momenti di aggregazione con gli appassionati, agevolati dalle iniziative di food e beverage organizzate durante gli incontri casalinghi. Il legame profondo con il territorio è testimoniato anche da servizi concreti come l'istituzione di una fermata dedicata della linea CTM proprio davanti all'ingresso della struttura.
L'attenzione mediatica attorno al club sardo continua a essere alimentata dai successi di "Noi Crusaders - 30 anni di football americano in Sardegna", il docufilm diretto dal regista Stefano Sernagiotto con l’ imprescindibile mano storica di Battista Battino (ex giocatore, impavido sommozzatore di archivi, fotografo e web desiner). L'opera, che ha collezionato oltre trenta riconoscimenti in tutto il mondo, ha ottenuto l'ennesimo prestigioso sigillo internazionale in Francia, venendo premiata a Cannes in occasione dei Lifetime Achievement Awards 2026 come miglior documentario sportivo dell'anno.
LA SOLIDARIETÀ DEI PARTNER E LA RISPOSTA DELLA COMUNITÀ
Il raggiungimento dell'atto conclusivo è stato sostenuto con determinazione da una rete di partner commerciali storici che include CRAI, Steva, DivaSalotti, Sa Baracca, Agenzia Funebre Leonori e McWatt, marchi che hanno seguito da vicino l'evoluzione del campionato.
L'ultima fondamentale spinta per garantire la presenza dell'intero organico a Ferrara è arrivata da una straordinaria risposta della comunità: la raccolta fondi promossa dalla società ha infatti raggiunto la cifra di oltre 10.000 euro. Ogni singolo contributo ha permesso di abbattere l'ostacolo logistico della trasferta insulare, offrendo a tutti gli atleti la possibilità di giocare la partita più importante dell'anno dopo dodici mesi di lavoro
LE PAROLE DEL PRESIDENTE EMANUELE GARZIA
L'entusiasmo della dirigenza si riflette nel bilancio tracciato dal presidente Emanuele Garzia, orgoglioso dell'evoluzione vissuta dal club: "Il clima di profonda soddisfazione, unito a una meticolosa preparazione tecnica e logistica, pone le basi per affrontare la finale da veri protagonisti. Ci apprestiamo a vivere questo evento a Ferrara come il culmine naturale di un progetto di crescita durato cinque anni. Non siamo di fronte a un traguardo casuale, bensì al frutto di un cammino pianificato, iniziato con l'arrivo di Tim Tobin e consolidatosi sotto la guida di coach Joseph Anthony Tricario. Attualmente i ragazzi mostrano un'ottima concentrazione, rispondendo con precisione alle sollecitazioni del nostro staff".
L'attenzione del massimo dirigente si concentra poi sulle ultime, frenetiche tappe organizzative: "La pianificazione della trasferta ha letteralmente trasformato la dirigenza in un'agenzia di viaggi, impegnata a coordinare risorse e spostamenti del gruppo. La reazione di tifosi, amici e parenti è stata eccezionale, confermando il valore sociale che la nostra società sportiva ha saputo consolidare nel tempo. Grazie al successo della raccolta fondi, abbiamo garantito la partecipazione a tutti i ragazzi che hanno sudato per questo obiettivo. Nessuno verrà escluso dal momento conclusivo. La coesione totale tra squadra, dirigenza e sostenitori costituisce il vero scudetto di questo quinquennio. Ora il nostro programma prevede gli ultimi allenamenti di rifinitura a Cagliari per limare i dettagli tattici, dopodiché sabato muoveremo l'intera delegazione. Saremo presenti sulle tribune del Paolo Mazza già nel pomeriggio per assistere alle sfide dell'Italian Bowl, un'ottima occasione per fare spogliatoio prima di scendere in campo".
9FL - NINE FOOTBALL LEAGUE 2026 FIDAF
NINE BOWL
FERRARA – Stadio Mazza – Corso Piave, 26 - 05/07/2026 - Ore 15:30
HONEY BADGERS FORMIGINE
CRUSADERS CAGLIARI
Il campionato 9FL 2026 giunge all'atto conclusivo portando allo Stadio Paolo Mazza di Ferrara le due uniche formazioni rimaste imbattute in Italia. Il verdetto arriva dopo un percorso netto di 8 vittorie e 0 sconfitte per entrambe le squadre, costruito sulle sei sfide di stagione regolare e confermato nei successivi turni di playoff .
L'ATTACCO: LA VERSATILITÀ DI PIVA E LA COSTANZA DI GOLDONI
Le statistiche offensive delle otto gare disputate evidenziano due filosofie vincenti, differenti ma ugualmente efficaci.
I Crusaders Cagliari hanno trovato il proprio perno nel quarterback Lorenzo Piva. La sua capacità di diversificare le soluzioni ha rappresentato la chiave di volta del torneo: incisivo nel gioco aereo durante la stagione regolare – con il picco dei 6 passaggi da touchdown contro i Mavericks Roma –, Piva ha saputo trasformarsi in un corridore aggiunto nei playoff. Le sue tre mete personali contro Verona in semifinale e le 139 yard guadagnate a terra nella finale della South Conference contro Piacenza dimostrano come il regista di stanza in Sardegna sia stato il motore costante di un reparto capace di adattarsi alle diverse difese.
Gli Honey Badgers Formigine hanno risposto con un piano di gioco opposto, basato sulla fisicità e sul controllo delle linee centrali. Il punto di riferimento assoluto di questa identità è il running back Enrico Goldoni. Il suo rendimento non ha conosciuto flessioni nel corso dell'anno: dalle 180 yard corse a metà marzo nella prima fase, fino alle 148 yard con 3 touchdown messe a segno nella semifinale, Goldoni è rimasto il riferimento fisso di un attacco che ha avanzato un down alla volta, riducendo al minimo l'uso dei lanci.
LA DIFESA: LA SOLIDITÀ DI SPIGA E LA PENETRAZIONE DI QUARTIERI
Se gli attacchi hanno garantito i punti necessari, la continuità dei reparti difensivi lungo le otto tappe spiega l'imbattibilità delle due finaliste.
Nelle file dei Crusaders, la certezza risponde al nome di Federico Spiga. Il difensore sardo ha mantenuto una costanza di rendimento elevata nel tamponare i varchi centrali, partendo dalle buone prove di inizio campionato fino a raggiungere il picco di 12 placcaggi nella semifinale contro Verona. La sua presenza è risultata fondamentale per dare stabilità a un gruppo che nell'ultimo turno contro i Wolverines ha limitato le corse di Piacenza a sole 39 yard totali.
Il pacchetto difensivo di Formigine ha mostrato per tutta la stagione una forte propensione a aggredire i portatori di palla dietro la linea di scrimmage, guidato dal linebacker Gilbert Quartieri. Le statistiche complessive lo indicano come l'elemento più continuo della squadra, capace di collezionare 29.5 placcaggi totali di cui ben 15.5 con perdita di terreno per gli attacchi avversari. Questa costante pressione ha gettato le basi per l'alto numero di palloni recuperati dall'organico emiliano nell'arco del torneo.
LO SGUARDO D'INSIEME SULLA FINALE
Il Nine Bowl XXVI si preannuncia come un confronto tattico basato sui punti di forza tradizionali dei due club. I Crusaders cercheranno di imporre il controllo del ritmo, forti degli oltre 34 minuti di possesso palla registrati nell'ultima finale di Conference. Gli Honey Badgers proveranno invece a sfruttare la propria aggressività difensiva per forzare palle perse e innescare le ripartenze pesanti del proprio running game. La disciplina sui falli e la copertura dei ritorni speciali saranno i dettagli decisivi tra due formazioni che non hanno ancora conosciuto la sconfitta.
AMARCORD SCUDETTO: LE PRIME QUATTRO FINALI DEI CRUSADERS
1. 2003 – L'ALBA DEL MITO ALL'ARTEMIO FRANCHI
Fu il battesimo del fuoco. Dopo una cavalcata incredibile nei playoff, culminata con l'epica semifinale vinta contro i Bengals Brescia ribaltando ogni pronostico, i Crusaders si ritrovarono a giocare nel tempio del calcio fiorentino. Davanti a una cornice di pubblico imponente, l'amarezza per la sconfitta contro i fortissimi padroni di casa dei Guelfi passò in secondo piano rispetto alla consapevolezza di aver scritto la prima, memorabile pagina del football sardo ad alti livelli.
Il primo approdo dei Crusaders Cagliari alla finale scudetto del torneo a nove si consuma a Firenze, dove i padroni di casa dei Guelfi si impongono per 38-6 grazie a un attacco a terra devastante. I toscani sbloccano il match nel quarto iniziale con una corsa da 8 yard di Mannatrizio, seguita dalla trasformazione su azione di Cosi per l'8-0. Nel secondo periodo arriva la fiammata d'orgoglio isolana: un fumble recuperato in endzone da Giovanni Murru permette ai crociati di accorciare le distanze sull'8-6. Sarà l'unico squillo rosso-argento. I fiorentini riprendono il controllo prima dell'intervallo, allungando con una corsa da 26 yard di Calusi, trasformata da Cosi, e con un passaggio da 11 yard di Arcangeli per Petroni, autore anche dei successivi due punti addizionali per il 24-6. Nella seconda metà di gara i padroni di casa chiudono i giochi sfruttando le praterie centrali: nel terzo quarto Mannatrizio vola in meta dopo una corsa di 27-yard con Petroni a sigillare la trasformazione, mentre nell'ultimo periodo Cosi stampa il definitivo 38-6 con una spaccata da 33 yards. Le statistiche premiano comunque il gioco aereo sardo: il quarterback Paul Frick chiude con 12 completi su 24 lanci per 131-yard complessive, trovando in Murru (5 ricezioni per 59 yard) e Matia Pisu (un acuto da 45 yard) i bersagli principali, supportati dalle prese di Aldo Palmas, Luca Giraldi, Stefano Murgia e Gianfranco Farris. In difesa, i Crusaders sporcano la prestazione del regista di casa Arcangeli strappando tre intercetti con Antonino, Farris e Murgia, e limitano i danni sui calci grazie ai quattro punt di Concu per 137-yard totali e ai kickoff return di Gianluca Fois e Farris. Il running game sardo, guidato dalle 21 yard di Palmas e dai tentativi di Fois, Frick, Mauro Gandini, Sergio Andrea Meloni e Marongiu, sbatte però contro un muro invalicabile.
Il ricordo di quel battesimo del fuoco è ancora vivido nelle parole del regista rosso-argento Sergio Andrea Meloni: "La sfida di Firenze resta impressa nella mia mente e in quella di chiunque fosse in campo: rappresentò il nostro primo traguardo importante, sebbene l'esito fu amaro. I Guelfi misero in piedi un'organizzazione splendida all'Artemio Franchi, impianto abituato alla Serie A calcistica. L'atmosfera del pre-gara ricalcava la NFL, tra sfilate storiche in costume, sbandieratori, fucilieri e colpi di cannone a salve. Curarono ogni dettaglio, inclusa la presentazione dei titolari con i nostri volti proiettati sul maxischermo. Giocare su un terreno tracciato alla perfezione, davanti a seimila spettatori e con molti tifosi arrivati direttamente da Cagliari, regalò un'emozione unica, mai più provata nel corso della mia carriera. Purtroppo i nostri avversari si dimostrarono superiori in ogni reparto: più fisici, più tecnici e decisamente più abituati a quel livello. Il punteggio rispecchiò fedelmente il divario visto in campo"
2. 2004 – LA PRIMA STORICA STELLA D'ITALIA
La redenzione immediata. Ad appena un anno dalla delusione di Firenze, i Crociati guidati in sideline da coach Giuseppe Marongiu e in campo da un gruppo granitico non lasciarono scampo ai liguri. In un impianto intimo ma ribollente di passione rosso-argento, Cagliari dominò i Red Jackets dall'inizio alla fine, portando in Sardegna il primo scudetto di football a 9 della sua storia. Fu la consacrazione di una generazione d'oro.
I Crusaders Cagliari conquistano lo scudetto sabato 22 maggio 2004 allo stadio Irio Valdrighi di Castiglione della Pescaia. Nel II Ninebowl di NFL Italia, l'atto conclusivo del torneo a nove giocatori, i rosso-argento affrontano i Red Jackets Sarzana. La compagine ligure arriva all'appuntamento dopo aver vinto il girone della North Western Conference superando i Rhinos Milano a Novara, affidandosi alla regia di Diego Secchi e alla guida del veterano Luca Baldassari. I sardi, determinati a riscattare la sconfitta subita l'anno precedente a Firenze contro i Guelfi, si presentano alla sfida decisiva dopo aver dominato la Central Southern Conference, dove hanno superato lo sbarramento cruciale contro i blasonati Barbari Roma Nord. Sul terreno toscano, i crociati impongono fin dai primi snap una netta superiorità fisica e tattica che neutralizza il gioco d'attacco dei rivali, mantenendo il controllo per tutti i quattro quarti e chiudendo la sfida sul definitivo 30-8. La vittoria, che vede in sideline la guida tecnica dell'head coach Giuseppe Marongiu, porta per la prima volta il titolo italiano in Sardegna.
Stefano Murgia, all'epoca giovane atleta della retroguardia sarda, rievoca le memorie e la tensione di un trionfo indimenticabile: "Il periodo precedente la finale fu caratterizzato da una concentrazione estrema e da un entusiasmo crescente durante gli allenamenti. Eravamo consapevoli della forza dei Red Jackets, una formazione nota per un attacco prima di tutto concentrato sulla corsa e su un gioco progressivo. Per arginare la loro strategia, lo staff tecnico implementò soluzioni tattiche specifiche. Ricordo in particolare un’ intuizione dei Coach di difesa attraverso degli adattamenti volti a rimpinguare l’impiego sia degli uomini di linea, sia dei linebacker; si rivelarono una mossa decisiva per bloccare efficacemente i loro schemi sul terreno di gioco. Riuscimmo a indirizzare il match con successo fin dalle battute iniziali. Non posso dimenticare l’apporto prezioso del coach d’attacco Alberto Toscano che lesse molto bene la partita adottando delle misure strategiche che ci spinsero verso la vittoria. Oltre all'aspetto puramente agonistico, il ricordo più bello è impresso nelle emozioni legate alla splendida cornice di pubblico, tra il viaggio in bus con i tifosi al seguito, gli striscioni e un clima di festa pazzesco. Il momento finale resta impresso al fischio di chiusura: la gioia incontenibile tra tutti i compagni e l'immagine del capitano Massimiliano Antonino che solleva il trofeo al cielo, prima dei festeggiamenti ufficiali proseguiti a Cagliari. Sono i passaggi più intensi della mia vita sportiva".
3. 2010 – IL MIRACOLO NEL BUIO DI PALERMO
La finale più pazza e sofferta. Sotto nel punteggio e flagellati dagli infortuni (tra cui la lussazione alla spalla del quarterback Sam Meloni), i sardi sembravano spacciati. Poi il blackout totale dei riflettori del Velodromo, la sosta forzata e la magia tattica di coach Giacomo Clarkson. Al ritorno della luce, il kickoff return da 75 iarde di Farris e la spinta d'orgoglio di Simone Moccia e Mattia Contu regalarono il secondo titolo nazionale in una notte indimenticabile.
Il secondo titolo nazionale dei Crusaders Cagliari, conquistato al Velodromo Borsellino contro gli Islanders Venezia per 24-14, resta una delle pagine più epiche della franchigia sarda. La sfida inizia in salita su un campo ai limiti della praticabilità: i rosso-argento perdono prima la colonna difensiva Marco "Mister Muscolo" Melis e subito dopo il quarterback titolare Sergio Andrea "Sam" Meloni, costretto in panchina da una dolorosa lussazione alla spalla. Approfittando del disorientamento sardo, Venezia affonda il colpo con una corsa in meta di Marcello Bertocchi, che poi finalizza la trasformazione da due punti imbeccato da Stefano Nerozzi su passaggio di Nicola Scaramuzza, fissando lo 0-8. Sul momento più buio, l'impianto d'illuminazione dello stadio si spegne, costringendo le squadre a rientrare negli spogliatoi. Durante il blackout, l'ex giocatore Nicola Polese mette a disposizione le sue competenze da ingegnere elettrico direttamente nella cabina elettrica per risolvere il guasto, mentre l'head coach Giacomo Clarkson sfrutta la sosta per riorganizzare mentalmente la squadra senza stravolgere la tattica. Al ritorno dei riflettori, la reazione isolana è immediata: Gianfranco "Gespa" Farris raccoglie il kick-off e, protetto da blocchi perfetti, corre per 75 iarde fino alla meta della riscossa. Simone "Cioccia" Moccia, subentrato stabilmente in cabina di regia al posto di Meloni, firma prima i due punti addizionali del pareggio e, poco dopo, pesca con un lancio millimetrico Luca "Smigol" Giraldi per il touchdown del sorpasso. Andrea "Cavallo" Lianas sigla l'ulteriore trasformazione portando il parziale sul 16-8. Nel secondo tempo gli Islanders sfruttano un calo di lucidità dei sardi e accorciano le distanze sul 16-14 con un'meta di Scaramuzza su passaggio di Stefano Degiorgi. La paura di perdere si fa sentire, specialmente quando Mattia "Scheggia" Contu fallisce una meta colossale. Il riscatto di Contu arriva però pochi minuti dopo, grazie a un'epica corsa da 81 iarde che spacca la difesa veneta, sigillata dai due punti addizionali di Matia "Air" Pisu per il definitivo 24-14. Sotto una pioggerellina estiva e sulle note del tradizionale "Trallalero", scoppia la festa sarda: Fabio Tortosa, responsabile del campionato a nove della Fidaf, annuncia sul campo la convocazione in Nazionale di Pisu da parte del CT Brock Olivo, mentre Farris viene premiato come MVP. I festeggiamenti dei campioni d'Italia si protraggono fino a notte fonda al pub palermitano Villa Giuditta, aperto eccezionalmente per ospitare il trionfo crociato.
L'MVP Gianfranco "Gespa" Farris – che insieme al capitano Stefano Murgia condivide il primato assoluto di aver giocato tutte le quattro finali societarie del passato e si appresta a disputare la quinta a Ferrara – rivive quegli attimi intensi. Una longevità sportiva speculare la loro, sebbene con percorsi differenti: Farris ha esordito due anni prima del proprio capitano ma ha poi affrontato una pausa agonistica di sette stagioni, mentre Murgia ha portato avanti la propria carriera senza mai fermarsi.
"La sfida del 2010 è stata la più complicata, dura ed emozionante della mia vita, persino più di quando ho indossato la maglia della Nazionale. Sapevo di dover marcare il ricevitore più forte del torneo – dopo Pisu, s'intende – ma non immaginavo mi avrebbe fatto faticare così tanto. Subito dopo la loro prima meta si interruppe la corrente. Risolse tutto in pochi minuti il nostro attuale coach Polese, intervenendo in una cabina elettrica della zona; in quel campionato viaggiava con noi come sostenitore sugli spalti del Velodromo Borsellino. Al rientro, sul loro calcio d'inizio, la palla restò corta: la recuperai e i ragazzi mi aprirono i varchi per correre in endzone e pareggiare. Intervento tecnico a parte, il ricordo più vivido riguarda proprio il mio capitano. Nel momento di massima pressione avvertii la fiducia totale del gruppo e in particolare di Stefano Murgia. Nonostante le mille difficoltà nel contenere quel ricevitore, mi spronò a tenere duro; fu allora che riuscii a deviare il lancio decisivo, impedendo a Venezia il touchdown del sorpasso. Credo sia stata quell'azione, più del ritorno in meta, a farmi vincere il premio di migliore in campo. Purtroppo non esistono riprese video, ma la rivedo chiaramente nella mia testa ogni volta che ci ripenso. Poi ci fu la coppa alzata al cielo da Sam e la festa tutti insieme. Una giornata fantastica".
Da quella notte di luci spente e intuizioni elettriche è passato molto tempo: oggi Nicola Polese guida la difesa dei Crusaders nel ruolo di Defensive Coordinator ed è pronto a schierare i suoi ragazzi dalla sideline del 'Paolo Mazza' di Ferrara per l'assalto al nuovo tricolore il prossimo 5 luglio.
4. 2011 – LA BEFFA DEL SINGOLO PUNTO
L'ultimo capitolo prima del lungo digiuno. I campioni in carica del Cagliari arrivarono all'atto finale per difendere il titolo contro gli estensi. Fu una battaglia difensiva logorante, decisa da episodi millimetrici. Il tabellone alla fine recitò un crudele -1 di scarto che premiò le Aquile Ferrara. Quella sconfitta rimase per quindici anni un cerchio rimasto aperto. Un cerchio che il 5 luglio, proprio a Ferrara, i Crusaders avranno la possibilità di chiudere definitivamente.
I Crusaders Cagliari cedono lo scudetto alle Aquile Ferrara nel Nine Bowl 2011, disputato allo stadio Speroni di Busto Arsizio, perdendo il titolo per un solo punto di scarto: 13-12. Il primo tempo si chiude in parità sul 6-6: gli emiliani sbloccano il match con un lancio di Mirco Cirelli per la meta di Matteo Ghironi, ma i sardi replicano immediatamente grazie a un ritorno di kick-off di Matia "Air" Pisu, bravo a sfruttare i blocchi dei compagni. Nella ripresa il gioco si accende. L'attacco sardo guadagna costantemente terreno a terra grazie alle penetrazioni di Federico Azuni e dei gemelli Alessandro e Andrea Delussu, trovando il vantaggio a poco più di tre minuti dal termine: il quarterback Simone "Cioccia" Moccia pesca Luca "Smigol" Giraldi, che supera la retroguardia avversaria per una meta da 70 yard che vale il 12-6. La reazione ferrarese è immediata e sfrutta un fallo sardo sul successivo calcio d'inizio, che regala un'ottima posizione sul terreno di gioco agli avversari. Gli emiliani colpiscono la difesa isolana con uno screen pass finalizzato da Marco Papa; sul 12-12, la trasformazione su calcio di Roberto De Marco rompe l'equilibrio fissando il sorpasso. Nel convulso assalto finale, un intercetto del ferrarese Ghironi, premiato come MVP, chiude la contesa e interrompe una striscia di diciassette vittorie consecutive dei crociati.
Nel dopo gara, la cabina di regia dell'attacco analizza gli episodi chiave. Il coordinatore del reparto, Riccardo Frau, evidenzia come la stanchezza della semifinale di Palermo, disputata solo una settimana prima, abbia pesato sulla lucidità del gruppo: pur avendo quasi doppiato le yard totali delle Aquile, la squadra ha pagato molti piccoli sbagli. Pesa enormemente l'assenza del kicker titolare, rimasto a Cagliari per motivi di lavoro: nell'ultimo drive, l'idea iniziale di tentare il field goal del possibile controsorpasso sbatte contro la sfortuna. In sideline ci sarebbe Marco "Mister Muscolo" Melis, reduce da una memorabile giocata balistica proprio nella semifinale palermitana, ma le sue condizioni fisiche precarie lo costringono a dare forfait. Senza uno specialista al cento per cento, il regista è così costretto a tentare un'azione alla mano alla disperata, intercettata dalla retroguardia emiliana. Il ricevitore Luca Giraldi sottolinea le settanta yard di penalità accumulate per falli evitabili e la difficoltà nel contenere lo screen pass avversario, riconoscendo la superiorità fisica della linea e dei linebacker emiliani. Nonostante l'amarezza, il bilancio societario resta positivo: Frau rimarca il valore degli schemi adottati e l'inserimento dei giovani dell'under 21, base solida per il futuro del club. Il presidente Emanuele Garzia chiude la stagione annunciando i progetti legati alle giovanili e il potenziale ritorno al football a undici.
A mente fredda, l’head coach di allora, Giacomo Clarkson, analizza l'andamento di quella finale rievocando le passate tappe del club con sincera umiltà: "Nel football alla fine chi fa meno errori vince. Non siamo perfetti e purtroppo a Busto Arsizio abbiamo pagato caro due disattenzioni precise, una in attacco e una in difesa, che hanno compromesso un piano di gioco strutturato e logico in ogni chiamata. Fino all'ultimo secondo ero convinto che i ragazzi potessero farcela, perché la partita è stata interpretata bene. Spesso sento dire che la vittoria del 2010 a Palermo contro gli Islanders sia stata solo un miracolo casuale, frutto di episodi fortunati in una notte finita molto tardi. Credo sia ingiusto per il lavoro svolto: anche in quel frangente così teso cercammo semplicemente di correggere l'inerzia con alcuni accorgimenti tattici che fortunatamente hanno pagato, permettendo al gruppo di svoltare. Non c'è stata nessuna magia, solo la capacità di applicarsi nel momento del bisogno. Paradossalmente, conservo una forte emozione proprio per quell'annata culminata con la sconfitta, per via dell'intensità espressa sul campo in ogni partita, inclusa la battaglia ai supplementari contro i Cardinals".
Clarkson osserva infine il cammino di maturazione che unisce quel passato all'attualità dei crociati: "Vedo un cambiamento profondo nel modello societario. Abbiamo archiviato definitivamente la nostra fase eroica, quella delle origini, gestita sull'onda dell'istinto, dell'individualità e delle forti emozioni. Oggi la società ha strutturato una vera e propria falange organizzativa, professionale e attenta al marketing. Questo passaggio era un segno di crescita necessario. La nuova generazione è un gruppo giovane, allegro e volenteroso, capace di mantenere intatto l'entusiasmo pur muovendosi dentro un ambiente sano, più strutturato rispetto ai nostri tempi".
I CRUSADERS 2026
DIFESA
Riccardo Melis (numero maglia 1, ruolo defensive back), Michele Zedda (6, defensive back), Michele Obinu (7, defensive back), Giuseppe Carta (9, cornerback), William Badas (11, defensive back), Michele Meloni (19 defensive back), Roberto Agnesa (21, defensive back), Karim Farouk Omar (24, defensive back), Samuel Delaconi (25, defensive back), Fabio Matta (28, defensive back), Gianfranco Farris (32, defensive back), Riccardo Tocco (33, defensive back)).
Jacopo Felice Rubechini (3, linebacker), Stefano Murgia (8, linebacker), Giacomo Usai (34, linebacker). Giuseppe D’Angelo (45, linebacker), Federico Spiga (54, linebacker), Davide Francesco Zedda (62, linebacker), Francesco Floris (63, linebacker), Federico Serra (85, linebacker), Michele Porceddu (92, linebacker),
Luca Pacinotti (13, defensive lineman), Calemme Antonio (47, defensive lineman), Paolo Hadi Sitzia (75, defensive lineman), Emil Nabil Mokhtar Ashak (64, defensive lineman), Mohamed Ashref Alsrar (95, defensive lineman), Alexander Teall Skye (98, defensive lineman), Riccardo Loddo (99, defensive lineman)
ATTACCO
Lorenzo Pastorino (5, running back), Federico Saba (20, running back), Riccardo Pili (22, running back), Francesco Loche (23, running back), Davide Anedda (40, runningback).
Luigi Alessandro Pisu (60, offensive lineman), Nicola Fadda (66, offensive lineman), Marcello Mele (68, offensive lineman), Jonathan Fabrizio Deiana (69, offensive lineman), Niccolò Cancedda (70, offensive lineman), Ivano Pili (77, offensive lineman), David Israel Moquillaza Pumarayme (78, offensive lineman), Mauro Gandini (79, offensive lineman).
Antonio Ghiani (7, wide receiver), Filippo Dedoni (9, tight end), Federico Dessì (14, wide receiver), Michele Valentino Scano (18, wide receiver), Siro Lauchlan Thomas Meloni (80, wide receiver), Filippo Pitzeri (81, wide receiver), Edoardo Stara (94, tight end), Massimiliano Mandas (88 wide receiver).
Lorenzo Piva (10, quarterback),
COACHES
Head coach: Joseph Antony Tricario
Offensive Coordinator: Joseph Antony Tricario
Defensive Coordinator: Nicola Polese
Special Teams - Wide Received coach: Matia Pisu
Defensive Line coach: Antonio Nicolli
Running Back – Wide Received coach: Efisio Melis
Offensive Lineman coach: Walter Serra
Defensive Back Coach: Andrea Antonino
DIRIGENZA
Presidente: Emanuele Garzia
Vice presidente: Sergio Andrea Meloni
Vice presidente: Giuseppe Marongiu
Dirigente: Antonio Nicolli
Dirigente/Fotografo: Giulia Congia
Dirigente/Magazziniere: Matia Pisu
Dirigente: Stefano Murgia
MEDICO
Marcello Saba
FISIOTERAPISTA
Stefano Coni
SCORER
Alessandro Picciau:
Aldo Palmas:
STAFF SOCIETARIO
Battista Battino: Fotografo/Grafico
Aldo Luchi: Catena
Mimmo Trudu: Catena
Roberto Zedda: Catena
Alberto Cannas: Addetto alle riprese
CALENDARIO 9FL - NINE FOOTBALL LEAGUE 2026 GIRONE C
| 15 marzo 2026 | Legionari Roma – Gladiatori Roma | 07 - 06 |
| 15 marzo 2026 | Mavericks Roma - Crusaders Cagliari | 00 - 55 |
| 28 marzo 2026 | Gladiatori Roma – Mavericks Roma | 50 - 00 |
| 29 marzo 2026 | Crusaders Cagliari – Legionari Roma | 41 - 06 |
| 19 aprile 2026 | Gladiatori Roma – Crusaders Cagliari | 20 - 41 |
| 19 aprile 2026 | Legionari Roma – Mavericks Roma | 13 - 40 |
| 02 maggio 2026 | Crusaders Cagliari – Mavericks Roma | 26 - 06 |
| 02 maggio 2026 | Gladiatori Roma – Legionari Roma | 34 - 07 |
| 16 maggio 2026 | Mavericks Roma – Gladiatori Roma | 26 – 13 |
| 17 maggio 2026 | Legionari Roma – Crusaders Cagliari | 00 - 42 |
| 23 maggio 2026 | MavericksRoma – Legionari Roma | 46 - 00 |
| 24 maggio 2026 | Crusaders Cagliari – Gladiatori Roma | 48 - 00 |
CLASSIFICA: CRUSADERS 6-0; MAVERICKS 3-3; GLADIATORI 2-4; LEGIONARI 1-5;
SEMIFINALI - NORTH CONFERENCE
| 13/06/2026 | Crusaders Cagliari – Redskins Verona | 26 - 14 |
| 13/06/2026 | Muli Trieste – Wolverines Piacenza | 35 - 40 |
SEMIFINALI - SOUTH CONFERENCE
| 13/06/2026 | Honey Badgers Formigine - Tfu Pisa | 28 - 14 |
| 13/06/2026 | Navy Seals Bari – Chiefs Ravenna | 10 - 21 |
FINALE - NORTH CONFERENCE
| 20/06/2026 | Crusaders Cagliari – Wolverines Piacenza | 24 -21 |
FINALE - SOUTH CONFERENCE
| 13/06/2026 | Honey Badgers Formigine – Chiefs Ravenna | 21 - 14 |
NINE BOWL
| 05/07/2026 | Honey Badgers Formigine – Crusaders Cagliari | 15:30 |
Foto Katia Boero
E' possibile seguire i Crusaders su Facebook Instagram e nella pagina web www.crusaders-cagliari.it