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Donna curata con erbe muore

Puglia

CORIGLIANO D’OTRANTO ( LECCE ), 12 GENNAIO 2012 – Scattata oggi una denuncia contro ignoti con l’accusa di esercizio abusivo dell’arte medica e omicidio colposo, per la morte di una donna di 45 anni di Corigliano d’Otranto ( Lecce ) avvenuta lo scorso 16 dicembre causa un tumore al seno curato da tempo con erbe, radici, olii naturali prescritti da un’erborista di un comune limitrofo.[MORE] L’erborista è già nota alle forze dell’ordine perché già in passato segnalata per esercizio abusivo della professione medica anche se, dobbiamo precisare, al momento non risulta formalmente indagata.


 L’avvocato della famiglia ha dichiarato che la donna si trovava in un precario equilibrio psicofisico e che, in proposito, presenterà al magistrato che si occupa delle indagini una perizia fatta da uno psicopatologo forense in cui emerge come la vittima si trovava in un completo stato di plagio che non le ha permesso di valutare in maniera consapevole il suo reale stato di salute. La tesi del legale viene avvalorata dalla decisione della 45enne di continuare a curare il tumore al seno in maniera naturale seguendo scrupolosamente quanto prescritto dall’erborista senza seguire il protocollo oncologico nemmeno quando una seconda ecografia aveva mostrato un progressivo peggioramento della malattia. Verrà presentato agli inquirenti anche un diario, scritto proprio dalla donna, in cui lei stessa ha raccontato il decorso della malattia e dalla lettura del quale si può ulteriormente capire lo stato di plagio in cui si trovava.


 Molti nel nostro paese si affidano a quella che convenzionalmente viene definita “ medicina alternativa “ e che non trova riconoscimento negli ambienti scientifici ufficiali. Molte delle cure che rientrano in questa definizione non sono state “ scientificamente provate “ e la loro non provata efficacia può seriamente compromettere la salute di chi vi si sottopone con conseguenze estreme come nel caso della signora di Lecce. Ma vi sono molti che accusano gli ambienti scientifici di ostacolare o addirittura boicottare terapie alternative solo per difendere interessi meramente economici e non per tutelare la salute dei malati. Scalpore suscitò qualche anno fa la vicenda del medico Luigi di Bella ( Linguaglossa,17 luglio 1912 – Modena, 1 luglio 2003 ) e della sua controversa cura contro il cancro, il cosiddetto “ Metodo di Bella “ a cui negli anni tra il 1997 e il 1998 si rivolsero un gran numero di persone malate di cancro, alla ricerca di una efficace terapia in grado di sconfiggere la malattia. La cura di Bella fu sottoposta a sperimentazione dal Ministero della Salute nel 1999 e ne fu sancita la sostanziale inattività, cioè l’inefficacia terapeutica. Il medico difese i principi della propria cura fino alla morte e anche oggi c’è chi sostiene di essere guarito grazie al trattamento messo a punto dal Dottor Di Bella.
Daniela Dragoni