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Doping, duro sfogo di Magnini in conferenza stampa: "Squalificato per supposizioni"

ROMA, 25 MAGGIO - A distanza di dieci giorni dalla sentenza del Tribunale Nazionale Antidoping, che ha confermato la squalifica per quattro anni dalle competizioni decisa in primo grado, Filippo Magnini è tornato a parlare. Lo ha fatto ieri, in una conferenza stampa in cui ha raccontato la sua verità su quanto accadutogli. 

“Da troppo tempo ormai mi sento un appestato: tengo gli occhi bassi, quando mi chiedono di posare per una fotografia penso che non abbiano saputo cosa mi è successo. So di non avere fatto nulla di male, non merito tutto questo e sono qui per dimostrarlo”, ha detto il nuotatore trentasettenne, per due volte campione del mondo nello stile libero. La giustizia sportiva ritiene Magnini responsabile del tentativo di utilizzo di sostanze dopanti. Il collegio di secondo grado ha confermato lo stop quadriennale deciso il 6 novembre 2018, nell’ambito di un procedimento iniziato un anno e mezzo prima, nel maggio 2017.  

Il nuotatore ha mostrato in conferenza diverse confezioni di integratori, “perfettamente legali”, che avrebbe assunto proprio nel periodo in cui la procura ritiene si siano svolti i fatti. Il farmaco incriminato è la somatotropina, ormone GH responsabile della crescita, che Magnini avrebbe tentato di assumere con l'aiuto del medico Guido Porcellini. 

Porcellini è stato squalificato per trent’anni ed è ora sottoposto a procedimento penale a Pesaro. Per Magnini, invece, l'ultima speranza è di ribaltare il verdetto di appello con un ricorso al Tas di Losanna. “Non smetto di lottare e vi assicuro che andrò fino in fondo”, ha dichiarato il nuotatore, che ha poi rivolto pesanti accuse ai giudici sportivi, dichiarando di essere stato “allontanato dal nuoto in base a supposizioni, senza tenere conto dei fatti”. “Nuotatori di tutto il mondo mi hanno espresso solidarietà, mentre chi non lo ha fatto è il Coni, e questo mi fa male”, ha concluso Magnini.

Claudio Canzone

Fonte foto: huffingtonpost.it