Un insolito caso di spaccio di droga è stato scoperto a Procida, in provincia di Napoli, dove i carabinieri hanno arrestato due uomini con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La vicenda, riportata dall'Adnkronos, ha rivelato un metodo criminale che sfrutta il servizio postale per far arrivare la droga sull'isola.
Il controllo e la scoperta
Tutto ha avuto inizio quando i militari della stazione locale, percorrendo via Vittorio Emanuele, hanno notato un uomo uscire dal centro di smistamento postale. Si trattava di un 26enne, già noto alle forze dell'ordine, che aveva tra le mani una scatola ancora imballata. Insospettiti, i carabinieri lo hanno fermato per un controllo. Sul pacco era indicato un nome con un indirizzo, ma non corrispondeva a quello del giovane. L'uomo ha tentato di giustificarsi sostenendo che un amico gli aveva chiesto di ritirarlo, ma l'indirizzo di residenza riportato era proprio quello del centro di smistamento postale, un dettaglio che ha insospettito ulteriormente gli investigatori.
La perquisizione e il ritrovamento
A quel punto è scattata la perquisizione. All'interno della scatola è stato trovato un panetto di hashish del peso di 102 grammi. La perquisizione è stata poi estesa all'abitazione del 26enne, dove i militari hanno rinvenuto una dose della stessa sostanza. Ma le indagini non si sono fermate qui: i carabinieri hanno perquisito anche l'abitazione di un altro uomo, Davide Spinelli, 35enne anch'egli già noto alle forze dell'ordine. In casa di Spinelli sono stati sequestrati 121 grammi di hashish e la somma di 6.820 euro in contanti, probabile provento dell'attività di spaccio.
Arresti e conseguenze
Entrambi gli uomini sono stati arrestati e dovranno ora rispondere delle accuse. L'operazione ha permesso di smantellare un canale di rifornimento di droga che utilizzava il servizio postale per eludere i controlli, un metodo sempre più diffuso ma non privo di rischi per chi lo adopera. Le forze dell'ordine continuano le indagini per verificare eventuali ulteriori complici o collegamenti con altre piazze di spaccio.