Editoriale

Economia ecologica, le "regole della casa" per mettere d'accordo ambiente ed Uomo

Piombino, 19 giugno 2012 -  Economia e inquinamento. Economia e ingiustizia sociale. Economia e oltraggio del paesaggio. Una serie di cattive frequentazioni ha contraddistinto la scienza economica che - come ci ricorda l’etimologia ellenica.- dovrebbe occuparsi delle “regole della casa”.

Ecologia, eticità, giustizia sociale, sostenibilità ad ambientale, salubrità, sobrietà, sembrano però negli ultimi tempi essere divenute frequentazioni non più occasionali dell’economia, che possono accompagnarla verso mete più rassicuranti per il genere umano e l’ambiente circostante.

La sensibilità di cittadini, amministratori pubblici e studiosi sembra di recente sempre più sintonizzata sulle istanze che provengono dalla natura. Cosa c’è di meglio allora che celebrare questa "nuova frontiera" con un Festival? Un festival dell’economia ecologica. A inizio giugno a Piombino, in Toscana, l’economia ecologica è stata l’oggetto di cinque giorni di eventi, lectio magistralis, convegni, riuniti sotto l’insegna del “Quanto Basta” Festival dell’economia ecologica, evento cui Infooggi ha dedicato adeguato spazio.[MORE]

L'economia ecologica è un approccio alla teoria economica che si basa su di un forte legame con l’ equilibrio dell'ecosistema e delle persone. Rifarsi a criteri puramente economici consuma, di fatto, oltremodo la natura, esaurendo le risorse e danneggiando l’ambiente. Inoltre spesso si tratta di un consumo ingiusto perché penalizza fasce della popolazione che rimangono estranee alla distribuzione economica della ricchezza.

Sempre più avvertita, è quindi l’esigenza di nuove regole condivise per rendere concreto il trapasso da un’economia “miope” - basata sul profitto a costo di sacrificare altri beni primari - a un’economia di condivisione. Un’economia incentrata sull’equilibrio tra l’ecosistema naturale e il benessere dei singoli individui. La sconfitta della crisi economica passa anche attraverso un’economia innovativa e consapevole.

Piombino, sede del Festival dell’economia ecologia, è apparsa di per sé emblematica di come le frequentazioni dell’Economia siano state per lungo tempo sbagliate nei posti giusti. La cittadina toscana si è identificata ed è stata vista per decenni come una città fabbrica. L’economia non aveva ancora indossato gli “occhiali” dell’economia ecologica e la sua miopia non le aveva consentito di vedere la singolare bellezza dei luoghi.

Scorci mozzafiato sull’isola d’Elba, suggestive mura leonardesche, vestigia etrusche…Tutto ciò era a lungo passato in secondo piano, nella cittadina toscana, sino a scomparire agli occhi dei più. Ciò, per lasciare uno spazio assorbente al “mostro”- fabbrica che tuttora sbuffa con sempre meno convinzione produttiva alle porte della città, producendo un acciaio che nel 21mo secolo sembra interessare i mercati molto meno delle bellezze turisticamente “spendibili”.

Ora non è più così, e i cinque giorni dei Festival dell’Economia ecologica, in una cornice storico-paesaggistica di grande impatto, sono stati l’esempio più incisivo di come l’equilibrio economico e quello dell’ecosistema vadano volentieri e felicemente a braccetto

Raffaele Basile