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Elena Ceste: ipotesi avvelenamento spiegherebbe il mistero degli abiti

ASTI, 25 AGOSTO 2014 - Per quale ragione gli abiti di Elena Ceste, non utilizzati il giorno della scomparsa (24 Gennaio) secondo le autorità, sarebbero stati abbandonati in cortile? La spiegazione potrebbe essere trovata se si considerasse l'ipotesi secondo cui la donna sarebbe stata avvelenata.

Ricordando che il marito, Michele Buoninconti, non è indagato, se si valuta la possibilità che qualcuno che conosceva Elena Ceste sia entrato nell'abitazione di Costigliole d'Asti e le abbia offerto qualunque cosa di avvelenato da bere o da mangiare, si potrebbe spiegare l'assenza di sangue nel cortile di casa.[MORE]

Scomparsa di Elena Ceste: ipotesi avvelenamento per spiegare mistero degli abiti

Esistono sostanze letali, come il solfato di tallio, che sono totalmente inodore ed insapore. Queste possono essere facilmente reperite sebbene non commercializzate. Alcuni veleni di questo tipo, infatti, vengono spesso utilizzati nelle campagne, per sterminare topi o altri animali indesiderati.

Considerando, dunque, che Elena Ceste abbia ingerito qualcosa di avvelenato, si può calcolare che l'insorgere dei sintomi potrebbe combacerebbe con l'assenza di Michele Buoninconti dall'abitazione, quella mattina. Infine, perchè fare in modo che le autorità credessero che gli abiti abbandonati in cortile fossero quelli indossati da Elena Ceste quel giorno?

Perchè sugli abiti realmente indossati dalla donna, probabilmente, vi saranno stati segni di rigurgito, come è tipico quando avviene la morte per avvelenamento. Se l'ipotesi risultasse veritiera, questi vestiti saranno stati occultati e, probabilmente, distrutti. Era però necessario depistare le forze dell'ordine affinchè brandelli di stoffa non venissero associati -almeno nell'immediato- alla scomparsa di Elena Ceste.

Qualora il corpo della donna fosse stato occultato sotto terra, o nelle acque di qualche fiume, è stato indubbiamente abbandonato senza alcun abito, questo perchè, come è noto, i vestiti aiutano nel riconoscimento della salma. 

Se l'ipotesi avvelenamento venisse considerata dagli inquirenti, si spiegherebbe il dilemma degli abiti, che possono essere considerati come un depistaggio da parte di chi ha compiuto il fatto. L'unico punto da chiarire, resterebbe l'identità dell'eventuale assassino.

(Foto da video.mediaset.it)

Teoria di Alessia Malachiti