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Elezioni - Berlusconi: "Nel mio programma via tasse su casa, auto e successioni"

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COLOGNO MONZESE, 19 GENNAIO – Silvio Berlusconi, ospite nello studio di Mattino Cinque, programma trasmesso dalla rete televisiva dello stesso leader di Forza Italia, ha esposto alcuni tra i punti che reputa più salienti del programma firmato ieri a Palazzo Grazioli congiuntamente agli altri leader della coalizione di destra, Salvini e Meloni.

“Sono molto soddisfatto: è un programma lungamente approfondito ed ho cominciato a prepararlo io stesso”, ha esordito l’ex-Premier. Berlusconi ha promesso che, con il suo partito al Governo, non ci sarebbero più tasse sulla prima casa né sulle auto, non sarebbero tassate le successioni né le donazioni e che verrebbe abrogata anche l’Irap, grazie alla nuova “flat-tax”, da lui definita una “rivoluzione globale, che porterà l’economia a crescere e creare nuovi posti di lavoro”. La flat tax in questione (una tassa “forfettaria”, corrispondente ad un sistema fiscale proporzionale, con aliquota unica, ma non progressivo, come invece è stabilito dalla nostra Carta Costituzionale) è uno degli storici cavalli di battaglia dei partiti di centro-destra e lo stesso Berlusconi ha ricordato che ne avrebbe voluto l’introduzione già nel 1994 con il Ministro Martino, senza riuscire però a riscuotere sufficiente consenso presso gli alleati politici dell’epoca.

Il leader azzurro ha poi annunciato altre due proposte di riforma, da lui stesso avanzate: egli avrebbe intenzione di modificare il sistema penale in modo tale da impedire qualsiasi appello del Pubblico Ministero alle sentenze di proscioglimento (oltre a quello volto ad ottenere soltanto una diversa formula, com’è previsto oggi); la coalizione di destra, inoltre, propone di abrogare o comunque modificare anche l’art. 67 della Costituzione, introducendo il principio del vincolo di mandato per impedire ai Parlamentari di cambiare gruppo durante la legislatura.

A proposito dei futuri risultati elettorali, Berlusconi ha così parlato, mostrandosi ottimista sulle percentuali del suo partito: “Che il 4 marzo non ci possa essere una maggioranza per formare il prossimo governo è uno scenario non reale, perché tutto dice che saremo noi i vincitori: secondo i sondaggi siamo già al 40%, ma soprattutto lo sento dall’entusiasmo della gente”. Per quanto riguarda il futuro Premier, invece, il Cav. ha provato a tracciare un identikit auspicando che si tratti di “qualcuno che nella sua vita si è posto dei traguardi importanti, rischiosi, difficili da raggiungere, ma è riuscito a raggiungerli tutti. Qualcuno come, mi viene in mente, Silvio Berlusconi, che ha sempre avuto questa regola di vita: porsi obiettivi che suscitavano l’ilarità degli altri, ma poi li ha raggiunti” – mostrando di non aver rinunciato alla speranza di tornare a Palazzo Chigi, Corte di Strasburgo permettendo.

 

Francesco Gagliardi

 

Fonte immagine: polisblog.it

Francesco Gagliardi

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