Estero

Emirati Arabi attiveranno la prima centrale nucleare Golfo Persico entro il 2020

FIRENZE, 9 GENNAIO 2017 - La corsa verso l'atomo dei paesi del Golfo Persico diventa sempre più spedita. L'Emirates Nuclear Energy Corporation (Enec) ha fatto sapere che la costruzione della centrale nucleare di Barakah, che sarà la prima a sorgere sul territorio degli Emirati Arabi Uniti nonchè sull'intera area del Golfo Persico, è stata completata al 75% e prevede che i lavori per la messa in opera verranno conclusi entro il 2020. [MORE]

L'Enec ha spiegato che l'impianto, composto da quattro reattori, sarà in grado di produrre 5,6 gigawatt che serviranno a soddisfare circa il 24% del fabbisogno energetico del Paese, nonchè a ridurre le emissioni di anidride carbonica di 12 milioni di tonnellate all'anno.

I lavori, per un valore di 20 miliardi di dollari, sono stati affidati ad un consorzio di imprese sudcoreane guidate da Kepco. Le stesse aziende stanno anche realizzando il programma nucleare saudita. Riad, infatti, è in procinto di rendere nota l'area dove sorgerà la sua prima centrale.

Le ragioni che spingono gli Emirati Arabi e l'Arabia Saudita ad adottare l'energia nucleare per il soddisfacimento della domanda interna sono varie e vanno dal risparmio energetico, alla riduzione delle emissioni in atmosfera, dalla necessità di riservare il petrolio alle esportazioni alle considerazioni di carattere geopolitico.

Sotto questo aspetto, in particolare, i Paesi del Golfo hanno la necessità di non restare indietro rispetto all'Iran, che ha già un ambizioso programma nucleare attivo, e alla Turchia, che ha rilanciato il progetto di costruzione della centrale di Akkuyu in seguito al miglioramento delle relazioni con Mosca. Sarà proprio Mosca, infatti, a fornire ad Ankara le tecnologie nucleari necessarie per la costruzione del nuovo impianto attraverso la russa Rosatom, la stessa azienda che sta lavorando all'ampliamento del programma iraniano.

Daniele Basili

immagine da easyviaggio.com