Il Wti sale a 85,59 dollari e il Brent raggiunge 91,63 dollari mentre quasi 3 milioni di italiani dichiarano di aver subito una frode o un tentativo di raggiro legato alle forniture di luce e gas
Quotazioni del petrolio in rialzo sui mercati
Il prezzo del petrolio apre la giornata in territorio positivo. Il Wti con consegna a settembre viene scambiato a 85,59 dollari al barile, registrando un incremento dello 0,77%.
Andamento simile per il Brent con consegna a ottobre, che sale dello 0,67% e raggiunge quota 91,63 dollari al barile.
La crescita delle quotazioni del greggio viene osservata con attenzione perché può produrre effetti non soltanto sui carburanti, ma anche sui costi di trasporto, sulla produzione industriale e, più in generale, sull’andamento dell’inflazione. L’impatto sui consumatori, tuttavia, non è sempre immediato e dipende da diversi fattori, tra cui il cambio euro dollaro, le imposte e le strategie commerciali adottate dagli operatori.
Truffe sulle bollette luce e gas coinvolti 2,9 milioni di italiani
Accanto alle oscillazioni dei mercati energetici resta alta l’attenzione sulle truffe relative alle bollette di luce e gas. Secondo un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research, nell’ultimo anno circa 2,9 milioni di italiani sarebbero stati vittime di una frode o di un tentativo di truffa.
Il danno economico complessivo viene stimato in quasi 650 milioni di euro. Il dato mostra quanto il settore delle forniture energetiche continui a rappresentare un terreno favorevole per operatori disonesti, capaci di sfruttare la ricerca di offerte convenienti e il timore di improvvisi aumenti delle tariffe.
Rispetto alla precedente rilevazione, quando gli italiani coinvolti erano circa 4 milioni, il numero delle vittime sarebbe diminuito del 27%. Un miglioramento significativo, attribuito anche alle campagne di informazione e prevenzione, che non consente però di abbassare la guardia.
Finti call center e false email sono i canali più utilizzati
I finti call center rappresentano il principale strumento impiegato per mettere in atto i raggiri. Secondo l’indagine, il 68,2% delle truffe sarebbe stato portato a termine tramite telefonate effettuate da persone che si presentavano come incaricati di un fornitore energetico.
Al secondo posto si trovano le email fraudolente, utilizzate nel 24,9% dei casi. Seguono le visite porta a porta, indicate dal 12,9% delle vittime.
I criminali ricorrono anche a strumenti più recenti, come le app di messaggistica istantanea, coinvolte nel 9,5% degli episodi, e i social network, utilizzati nel 6% dei casi. Le modalità cambiano, ma l’obiettivo rimane lo stesso: ottenere dati personali, informazioni sulla fornitura o il consenso necessario per attivare un contratto non richiesto.
Le vittime non sono soltanto le persone anziane
L’indagine restituisce un quadro diverso dallo stereotipo secondo cui sarebbero soprattutto gli anziani a cadere nei raggiri. Le fasce maggiormente esposte risultano infatti quelle degli under 44.
A fronte di una media nazionale del 7%, l’incidenza raggiunge il 9,2% tra i 25 e i 34 anni e sale al 10,1% nella fascia compresa tra 35 e 44 anni.
Anche il livello di istruzione non sembra garantire una protezione automatica. Le persone con un titolo di studio universitario presenterebbero un’incidenza superiore al doppio della media. I truffatori, infatti, utilizzano tecniche sempre più credibili, facendo leva sulla fretta, sulla convenienza economica e sulla presunta necessità di intervenire immediatamente sul contratto.
Quasi sei vittime su dieci non denunciano
Uno degli aspetti più delicati riguarda la mancata segnalazione degli episodi. Il 59,2% delle vittime dichiara di non aver presentato denuncia.
Le motivazioni sono sia economiche sia psicologiche. Il 36,1% ritiene che il danno subito sia troppo contenuto per procedere, mentre il 22,7% pensa di non avere concrete possibilità di recuperare il denaro perso.
Il 16,8% ammette invece di essersi sentito ingenuo per essere caduto nella trappola. Un ulteriore 4,2% preferisce non parlarne per evitare che i familiari vengano a conoscenza dell’accaduto.
La mancata denuncia, però, rende più difficile individuare gli autori delle frodi e ricostruire la reale portata del fenomeno. Segnalare rapidamente l’accaduto può inoltre contribuire a limitare i danni e a impedire che altre persone vengano raggirate con lo stesso sistema.
Come riconoscere una possibile truffa energetica
Facile.it e Consumerismo No Profit hanno elaborato alcune indicazioni utili per ridurre il rischio di cadere in una truffa sulle bollette.
Verificare sempre l’identità dell’interlocutore
Chi propone un contratto deve fornire informazioni sufficienti per consentire al consumatore di verificare la propria identità e l’effettivo rapporto con l’azienda rappresentata.
È opportuno diffidare di chi si presenta a casa senza appuntamento, chiede di entrare o pretende pagamenti in contanti. In caso di dubbi, è preferibile interrompere la conversazione e contattare direttamente il fornitore attraverso i recapiti ufficiali presenti sul sito o sulla bolletta.
Non decidere sotto pressione
Uno degli espedienti più comuni consiste nel comunicare un imminente aumento delle tariffe, la scadenza di un’offerta o addirittura il presunto fallimento del fornitore.
Davanti a messaggi di questo tipo è importante non agire con fretta. Ogni proposta dovrebbe essere richiesta in forma scritta, in modo da poter verificare costi, condizioni, durata e identità dell’operatore.
Prima di accettare è possibile consultare i canali ufficiali dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente e controllare che la società sia regolarmente autorizzata a operare.
Proteggere i codici POD e PDR
Il codice POD identifica la fornitura di energia elettrica, mentre il codice PDR riguarda quella del gas. Entrambi restano associati all’utenza anche quando viene cambiato il fornitore.
Queste informazioni devono essere comunicate soltanto quando si è realmente intenzionati a sottoscrivere un nuovo contratto con un operatore verificato. Se una persona si presenta come rappresentante del fornitore attuale e chiede il POD o il PDR, è consigliabile interrompere il contatto e richiamare direttamente il servizio clienti ufficiale.
Prestare attenzione durante le telefonate
Nel corso di una chiamata commerciale non bisogna fornire con leggerezza dati personali, informazioni bancarie o codici presenti in bolletta. È inoltre opportuno chiedere sempre una copia scritta dell’offerta e leggere attentamente le condizioni prima di esprimere qualsiasi consenso.
Una proposta particolarmente conveniente, accompagnata dalla richiesta di decidere immediatamente, rappresenta un possibile segnale di allarme.
Conservare messaggi e documenti ricevuti
Email, numeri di telefono, registrazioni disponibili, messaggi e copie dei contratti possono essere utili per ricostruire l’accaduto. Conservare questi elementi facilita la presentazione di un reclamo e l’eventuale segnalazione alle autorità competenti.
Cosa fare dopo l’attivazione di un contratto non richiesto
Chi scopre di aver sottoscritto un contratto attraverso informazioni ingannevoli deve contattare immediatamente l’operatore e inviare un reclamo formale, chiedendo copia della documentazione e delle prove del consenso.
Se la firma non appartiene all’intestatario o il consenso è stato ottenuto in modo scorretto, il contratto può essere contestato attraverso i canali previsti. È inoltre possibile rivolgersi alle autorità competenti o a un’associazione di tutela dei consumatori.
Per i contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali può essere previsto il diritto di ripensamento, generalmente esercitabile entro 14 giorni, salvo le condizioni e le eccezioni stabilite dalla normativa applicabile. Per questo è fondamentale intervenire rapidamente, senza ignorare comunicazioni o bollette ricevute dal nuovo operatore.
Informazione e prevenzione restano le difese principali
La diminuzione del numero delle vittime rappresenta un segnale positivo, ma le frodi energetiche continuano a evolversi. I truffatori adattano le proprie tecniche alle preoccupazioni economiche delle famiglie e alla crescente diffusione dei servizi digitali.
Verificare l’identità di chi propone un’offerta, proteggere i dati presenti in bolletta e non accettare contratti sotto pressione sono comportamenti essenziali. In presenza di un sospetto raggiro, denunciare e chiedere assistenza consente non soltanto di tutelare i propri diritti, ma anche di contribuire al contrasto di un fenomeno che continua a coinvolgere milioni di consumatori.