Erranze di Calabresitudine

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09 AGOSTO 2015 - Il sud è il paradiso nelle smentite vesti dell’inferno... SUD come un ...

09 AGOSTO 2015 - Il sud è il paradiso nelle smentite vesti dell’inferno... SUD come un fico d’india da sbucciare, che prima d'essere gustato deve essere ben ripulito. E' un polmone verde, un posto mistico e rilucente, misterioso ma contraddittoriamente cristallino, che porterebbe l’esotismo nel cuore del mondo se solo fosse integro, ma è dolente ed emaciato.

E' un luogo senza tempo e con troppa storia che ha attraversato i millenni, "non senso" dell'abbandono e delle contraddizioni ove l'impossibile talvolta accade, ed il possibile spesso resta sospeso, è il "non luogo" delle "disarmonie discordanti" in cui nonostante tutto si osserva, ci si dispera e si piange, ma si continua a scommettere nell'irrealizzabile: Un’occasione da cogliere, vivere, valorizzare, che nel dibattito tra intellettuali, adesso è diventato una delle rare occasioni che TUTTI dovremmo cominciare a fare nostro, per riconoscerne attraverso i mali, tutto il potenziale e la ricchezza, ma non prima di aver guardato dritto negli occhi il tema della QUESTIONE MERIDIONALE, che è tema nazionale "irridento".  

NOI CALABRESI ad esempio possiamo solo tentare di riappropriarci dell'identità "dispersa", quella che ci hanno depredato, per diventare comunità intorno ai nostri territori: alla montagna così come alle coste, smettendo di essere i carnefici di noi stessi.... Il SUD è un patrimonio comune sul quale RAGIONARE insieme, lo è forse di più la Calabria Non dobbiamo solo godere delle sue bellezze, abbiamo l'obbligo civile di dedicare IDEE, DENARO, ed ENERGIE a un utilizzo in chiave inequivocabilmente economica, per SVILUPPARE programmi che lo mantengano integro questo sud, per rendere ad esempio ai calabresi le risorse necessarie a restarci in questa Calabria. Molto è stato fatto, ancora di più e meglio si ha da fare e si stenta ancora a farlo, per superare il possibile: CULTURA, Turismo, agricoltura biologica, sviluppo energetico, uso del legno a quello dell’acqua, l’allevamento compatibile al ripopolamento umano razionale e produttivo e miliardi di altre cose ben ponderabili... Migliaia di chilometri quadrati di montagne e di coste completamente abbandonati, dimenticati, violentati, vilipesi e oltraggiati che dovranno essere recuperati a una funzione Culturale, economica e sociale.

Vorremmo tutti un'altra Calabria possibile, desideriamo progetti e concretezze, che non siano merce di scambio con politiche elettorali e voti di scambio; per ideare e attuare insieme a chi vuole bene a questa terra, ma ama i calabresi, un nuovo processo Identitario che finalmente dia una risposta alle domande: Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo? Vorrei scavare nel profondo, della dimensione della calabresitudine, per cercare il confronto, la metafora, non figurata ma reale, della ricerca perenne ed inesauribile dell’approdo ultimo e finalmente definitivo della nostra serenità: è questa la CALABRESITUDINE.

Angela Maria Spina

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