Etnicamente: concluse le iniziative

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PENTONE 29 AGOSTO - Si sono conclusi nel migliore dei modi, con tanta gente e le belle interpretazioni di Carmine Torchia, i due giorni di “Etnicamente”, il Festival antropologico che il Centro “InvictaPalestina ha dedicato anche quest’anno alla questione palestinese. [MORE]

Due giorni di convegni, incontri, riflessioni “condite” da tanta buona musica e allegre compagnie. Se l’anno scorso per la I edizione la partecipazione è stata certamente sorprendente, l’edizione 2011 ha mantenuto questo standard con tanti pentonesi che hanno partecipato agli incontri offrendo accoglienza prima di tutto nonché ascolto interessato. Le location scelte sono state anche questa volta quella della sede del Centro “InvictaPalestina”, Piazza Madonna delle Grazie, la Sala Consiliare e poi Piazzale della Musica laddove si sono svolte le appendici musicali. Gli organizzatori avevano previsto e sono riusciti a realizzare degli spazi gestiti in autonomia da ogni singola associazione locale che si alternavano con le altre iniziative realizzate invece dagli stessi. In particolare la giornata di domenica ha visto gli interventi di Anna Pascuzzo che insieme al Comitato Civico “L’arco” ha discusso di accoglienza e integrazione nella nostra regione riuscendo a proporre delle riflessioni coinvolgenti e appassionanti; in serata la Carpe Diem si è esibita in un recital il cui spunto è stato il diario di Vittorio Arrigoni e poi spazio a diversi gruppi musicali che hanno fatto da battistrada all’esibizione di Carmine Torchia. Il cantautore sersalese ha dimostrato ancora una volta tutta la sua bravura canora, ma soprattutto quella di paroliere perfettamente incastrato nei problemi sociali e culturali di questo tempo. Rosario Citriniti, il factotum del Centro e organizzatore del Festival, può dirsi certamente soddisfatto non solo della buona riuscita della manifestazione, ma anche perché i temi trattati hanno fatto breccia nelle menti e nei cuori dei tanti presenti che hanno imparato a conoscere una realtà che è più vicina di quanto si può pensare e che trova delle similitudine nella nostra Calabria, anch’essa terra problematica di confine.

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Scritto da Vincenzo Marino

Giornalista di InfoOggi

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