Euro 2032 prende forma con 13 città candidate e cinque sedi italiane da scegliere

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La FIGC ha trasmesso alla UEFA i dossier di 14 stadi mentre Bari Palermo Genova Salerno e Verona restano in corsa per ospitare le partite

Il percorso verso Euro 2032 entra in una nuova fase. Il 30 settembre 2026 la FIGC ha inviato alla UEFA la documentazione relativa a 13 città e 14 stadi, selezionati per proseguire nell’iter di candidatura delle sedi italiane.

La scelta degli impianti che ospiteranno effettivamente le partite deve ancora essere completata. Prima arriveranno le verifiche europee sui dossier, poi la Federazione indicherà le cinque sedi italiane del torneo, organizzato insieme alla Turchia.

Quali sono le città candidate per Euro 2032

Il quadro trasmesso alla UEFA comprende Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona.

Il numero degli stadi supera quello delle città perché Roma partecipa con due proposte: lo Stadio Olimpico e il progetto del nuovo stadio di Pietralata. Per Napoli, la candidatura riguarda lo Stadio Diego Armando Maradona.

La presenza nell’elenco rappresenta un passaggio significativo, ma non garantisce l’assegnazione delle gare. Ogni proposta dovrà superare la valutazione prevista dal processo di selezione.

Barbera Ferraris Bentegodi San Nicola e Arechi in corsa

Tra gli impianti richiamati nel quadro delle candidature figurano cinque stadi centrali per le rispettive città e per il calcio dei club:

  • Renzo Barbera di Palermo, casa del Palermo.
  • Luigi Ferraris di Genova, utilizzato da Genoa e Sampdoria.
  • Marcantonio Bentegodi di Verona, impianto di riferimento dell’Hellas Verona.
  • San Nicola di Bari, sede delle partite del Bari.
  • Arechi di Salerno, casa della Salernitana.

Per questi territori, la prospettiva europea può diventare un’occasione per affrontare il tema della riqualificazione degli stadi e dei servizi che li circondano. L’interesse riguarda sia la possibilità di ospitare un grande evento sia l’esperienza quotidiana di chi frequenta gli impianti durante il campionato.

Il Ferraris, inoltre, esprime una candidatura cittadina che coinvolge un’infrastruttura condivisa da due club. È quindi più preciso parlare di Genova candidata a Euro 2032 anziché attribuire la candidatura soltanto alla Sampdoria.

Cosa valuterà la UEFA prima della scelta definitiva

Le verifiche riguarderanno 11 aree tematiche e 120 requisiti operativi. Tra gli aspetti indicati figurano la compatibilità delle infrastrutture, l’accessibilità, i servizi per i tifosi, la sicurezza, la sostenibilità, l’ospitalità e gli spazi destinati a media e broadcaster.

Ospitare un Europeo richiede dunque una valutazione che va oltre il terreno di gioco e la capienza delle tribune. Un impianto deve consentire al pubblico di accedere e muoversi agevolmente, offrire servizi adeguati e sostenere le esigenze organizzative di una competizione internazionale.

Per comprendere il valore delle candidature, sarà utile osservare come ciascun progetto tradurrà questi obiettivi in interventi concreti. Accessi, percorsi, spazi e servizi incidono direttamente sulla qualità dell’esperienza allo stadio.

Una prospettiva di sviluppo per il calcio italiano

La preparazione di Euro 2032 può contribuire a dare continuità al dibattito sull’ammodernamento delle infrastrutture calcistiche italiane. La stessa FIGC ha previsto di proseguire il confronto con amministrazioni e soggetti coinvolti anche oltre le sedi che saranno selezionate, sostenendo programmi di sviluppo e possibili candidature per altri eventi.

La sfida, per le città interessate, sarà trasformare il lavoro sui dossier in una prospettiva duratura. Stadi più funzionali e accessibili possono offrire benefici anche dopo il torneo, a vantaggio dei club, dei tifosi e dei territori.

Al momento, il dato da cui partire resta chiaro: 13 città sono ancora in corsa e cinque saranno scelte per ospitare le gare in Italia. Il prossimo passaggio decisivo sarà l’esito delle verifiche UEFA.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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