MILANO, 4 AGOSTO 2014 - L’Expo nei piani delle organizzazioni criminali. Questo quanto emerge dalla quinta relazione presentata dal presidente del Comitato antimafia del Comune di Milano, Nando Dalla Chiesa.
«Nei cantieri che sono di Expo e delle opere funzionali all’esposizione abbiamo rilevato – afferma Dalla Chiesa – segni di presenza mafiosa così come abbiamo rilevato la capacità delle organizzazioni criminali di inserirsi in opere anche appaltate direttamente da Expo. C’è una situazione che deve essere controllata meglio». Un vero e proprio allarme quello lanciato dal presidente del Comitato antimafia del Comune di Milano, che non può cadere nel vuoto.
D’altronde, non è un caso se la terza relazione, redatta nello scorso aprile, fu allora mantenuta nel riserbo e consegnata soltanto alla direzione distrettuale antimafia della Procura, a differenza di quanto è accaduto oggi con delle comunicazioni pubbliche a riguardo. «Una relazione presentata con una certa urgenza – ha aggiunto infatti Dalla Chiesa – e che riporta episodi rilevanti dalle polizie locali dei Comuni interessati dai lavori legati ad Expo e che sono già state segnalate all’autorità competente».
Entrando a stretto giro sui punti dolenti della questione, Dalla Chiesa ha spiegato come «i segni di presenza mafiosa riscontrati dal Comitato vanno dalla presenza di padroncini calabresi che provengono da località dell’area milanese e calabrese, note come luoghi di presenza di ‘ndrangheta. Oppure ancora – ha continuato – quelle di ditte che operano senza alcun titolo in alcuni siti o appalti che vengono assegnati a imprese guidate da pregiudicati». Dunque, si tratta di elementi tangibili della costante capacità da parte delle organizzazioni criminali di inserirsi nella gestione delle opere inerenti all’Esposizione universale. «Noi – ha sempre spiegato Dalla Chiesa – i segni della presenza mafiosa li abbiamo riscontrati, ci sono appalti Expo assegnati a imprese guidate da pregiudicati». E nel dimostrare come nulla sia lasciato al caso, Dalla Chiesa ha ancora aggiunto: «la ‘ndrangheta ha programmato la sua presenza in Expo anche facendo salire imprese dalla Calabria, noi dobbiamo chiudere i varchi facendo i controlli che devono essere fatti».
Altro aspetto da non sottovalutare è il settore riguardante il turismo: «I clan della ‘ndrangheta e provenienti dalla Campania – ha evidenziato Dalla Chiesa – si stanno organizzando per affittare appartamenti in zone appetibili della città per poi subaffittarle ai turisti in visita per Expo senza essere visti e registrati». Un’operazione questa che non può che incalzare ancora di più il Comune di Milano ad «offrire un turismo sicuro e di non far finire i turisti senza saperlo nelle mani di malintenzionati».[MORE]
Naturalmente è intervenuto anche il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che ha affermato: «Per Expo 2015 sono molto tranquillo, se riusciremo a lavorare bene insieme con tutte le istituzioni coinvolte, come abbiamo fatto finora, riusciremo a contrastare quello che è ancora un obiettivo della mafia cioè infiltrarsi dove ci sono soldi e possibilità di guadagno. Milano è forte – ha aggiunto Pisapia – ed è capace di contrastare questi tentativi di infiltrazione, questo è un invito a non abbassare la guardia».
(Immagine da www.newsandcom.it)
Giovanni Maria Elia