AVEZZANO (AQ), 29 NOVEMBRE 2013 - È stato nominato Fake Job il maxi blitz iniziato alle prime ore dell’alba di questa mattina che ha già portato alla cattura di undici indagati. Cinquanta agenti di polizia hanno operato nel territorio aquilano per smascherare i datori di lavoro che promettevano un’occupazione agli extracomunitari che, invece, giunti sul territorio si ritrovavano senza alcuna mansione.
Sfruttando i regolari flussi migratori, questi falsi datori promettevano ai pakistani, ai bengalesi , ai marocchini un visto regolare di soggiorno e un posto all’interno della loro azienda agricola, ma una volta giunti nella zona marsicana, questi stranieri avrebbero dovuto pagare 7000 euro agli intermediari o ai datori senza l’ottenimento del lavoro promesso, ma solo con la possibilità di permanenza nel suolo italiano. [MORE]
L’esistenza di questi “Fake Job” era già stata individuata nel 2009 quando una giovane donna aveva sporto denuncia presso l’Ambasciata di Islamabad in Pakistan e da allora sono partite le indagini che, oggi, hanno portato all’esecuzione di undici misure di custodia cautelare, su richiesta del pm de L’Aquila Davide Mancini e disposte dal gip Marco Billi, ai danni di cinque datori di lavoro in aziende agricole e sei intermediari.
Secondo le prime ricostruzioni, dalla denuncia della donna ad oggi ci sarebbero state 259 richieste per visti d’ingresso in Italia con finalità di assunzione, 250 extracomunitari sono, invece, stati le vittime dell’organizzazione, mentre i guadagni per la stessa sarebbero stati di 175mila euro.
Erica Benedettelli
[immagine da notizie.tiscali.it]