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Far parlare la propria storia

Far parlare la propria storia
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La storia del singolo lascia sempre una traccia per gli altri. Da ciò si evince l’importanza di quanto ognuno riesca a costruire per il benessere comune. Ci sono persone che a un certo punto si devono nascondere; altre che a testa alta possono camminare in ogni luogo; altre ancora che vengono reclamate per riprendere un cammino interrotto. Quello che si è, nonché quello che si è fatto, sono due lasciapassare inimitabili per il cuore e la mente di una comunità. Ogni cosa che non ha avuto una solida radice di riferimento, pur se in apparenza appetibile e luccicante, è destinata nel tempo ad attivare risultati di bassa fattura e di indubbia moralità. Nessun settore resta immune, dalla vita privata a quella pubblica; dalla finanza alle istituzioni governative; dai giovani agli anziani; dalla famiglia alla società nel suo insieme; dalla fede ad una visione soprannaturale della vita.



La differenza nel servire e migliorare la qualità del comportamento umano, presuppone una profondità d’animo cristianamente ancorata alla verità della Parola che ogni cosa preannunzia. Una predisposizione all’ascolto del Signore che non si esaurisce nelle ritualità quotidiane dei fedeli osservanti, ma che si amplia e si impasta con una visione globale della realtà attorno. Chi è nella grazia non si ferma al dettaglio, ma servendosi della saggezza divina affonda i suoi occhi e la sua mente in un contesto aperto, comprendente ogni parte del tutto scrutato. La storia nel suo insieme non vista solo con gli occhi umani, ma soprattutto con quelli del Signore. Chi segue Cristo non può non muoversi in questa direzione.

Il cristiano, se privo della forza necessaria ad alimentare nell’altro il senso della verità e della speranza, è un falso cristiano; un perdente; un falso amico del Messia; un uomo venduto pienamente al sistema che lo controlla e lo guida a sua insaputa. La storia stessa di chi dice di nutrirsi di Cristo deve ineluttabilmente essere differente da qualsiasi altra storia. Il rischio è quello di non essere creduti, perché è nella differenza palpabile che si conferma la reale natura della Parola. Sono i gesti, lo stile di vita, i risultati quotidiani e di lungo respiro, che mostrano agli altri la presenza di Dio nella vita di una persona. Quando si è nella Parola ogni cosa fatta parla della stella polare che ha redento il mondo deviato e ridimensionato dal peccato.

Un cristiano vero ha la responsabilità quotidiana di annunciare e far vedere la grazia del Signore, pronta a posarsi sul cammino di chiunque si apra al cielo. Lo deve fare dalla sua postazione lavorativa, professionale, politica, imprenditoriale, familiare, ecc. La mancata fede che arrugginisce giorno dopo giorno gli ingranaggi vitali del mondo, non è altro che la mancata volontà del credente di farsi parte attiva del vangelo con opere, pensieri e testimonianze, per rinnovare e qualificare l’umanità. Ognuno chiaramente devo contribuire per la sua parte. Se l’altro non vede Cristo dalla storia personale del cristiano è spinto ad amplificare la sua visione anti Cristo, che lo ha accompagnato nella sua concezione delle cose. Una sconfitta per chi vuole con la sua storia aiutare qualcuno a

Egidio Chiarella

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