La donna era riuscita a contattare il 112 mentre si trovava nel bagagliaio dell’auto. Federico Vella si è poi tolto la vita davanti agli agenti. Autopsia e filmati dovranno chiarire gli ultimi passaggi della vicenda
Un nuovo femminicidio in Toscana scuote Firenze e l’intero Paese. Lorena Isceri, originaria del Salento e residente nel capoluogo toscano, sarebbe stata sequestrata dall’ex compagno Federico Vella e successivamente gettata da un viadotto dell’autostrada A1, nella zona di Barberino del Mugello.
Subito dopo, il trentaseienne si sarebbe tolto la vita lanciandosi dallo stesso ponte. I corpi sono stati individuati nel terreno sottostante, a poca distanza l’uno dall’altro.
La dinamica è ancora oggetto di accertamenti. Le informazioni diffuse nelle prime ore presentano alcune divergenze, anche sull’età della vittima, indicata da diverse fonti come 45 o 47 anni. Restano invece centrali l’ipotesi investigativa del sequestro della donna, la richiesta di aiuto al 112 e il successivo ritrovamento dei due corpi. (Ansa.it)
L’agguato nel garage e il sequestro
Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, Vella avrebbe atteso l’ex compagna nel garage della sua abitazione, nella zona di Rifredi a Firenze. Qui l’avrebbe aggredita e costretta a entrare nel bagagliaio della propria automobile.
L’uomo si sarebbe quindi allontanato in direzione dell’autostrada. Al momento non è stato chiarito quale fosse la destinazione prevista né se il gesto fosse stato pianificato in ogni sua fase.
Nel portabagagli sarebbe rimasto anche uno zaino contenente un telefono. Proprio quel dispositivo avrebbe permesso a Lorena di cercare disperatamente aiuto mentre si trovava ancora prigioniera.
La richiesta di aiuto al 112
La donna sarebbe riuscita a chiamare il Numero unico di emergenza 112 e a contattare anche un amico. La telefonata ha fatto scattare immediatamente le ricerche dell’automobile da parte della sala operativa della Questura di Firenze.
Accortosi della chiamata, Vella avrebbe fermato la vettura e sottratto il cellulare alla donna. Una pattuglia della Polizia stradale di Pian del Voglio è stata quindi indirizzata verso il tratto autostradale nel quale era stata localizzata l’auto. (tg.la7.it)
La tragedia sul viadotto dell’A1
L’automobile è stata raggiunta lungo la carreggiata nord dell’A1 Panoramica, in prossimità del collegamento con la Direttissima. Quando gli agenti sono arrivati, l’uomo si trovava sul margine del viadotto.
I poliziotti avrebbero provato ad avvicinarsi e a convincerlo ad allontanarsi dal vuoto. Il trentaseienne, dopo aver pronunciato alcune frasi, si sarebbe però lasciato cadere.
Durante le successive operazioni di ricerca, i soccorritori hanno trovato prima il corpo dell’uomo e poi quello di Lorena. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, il personale sanitario, la Squadra mobile di Firenze e il pubblico ministero incaricato degli accertamenti.
La tragedia ha comportato la temporanea chiusura del tratto della A1 Panoramica tra il bivio con la Direttissima e Roncobilaccio, necessaria per consentire i rilievi e le operazioni di soccorso. (Corriere.it)
Autopsia e immagini al centro delle indagini
Uno degli aspetti ancora da chiarire riguarda il momento esatto della morte della donna. L’autopsia dovrà stabilire se Lorena fosse ancora viva quando è precipitata oppure se fosse già stata uccisa.
Elementi importanti potrebbero arrivare dalle telecamere presenti sull’autostrada e dalle registrazioni effettuate dalla body cam degli agenti intervenuti. Le immagini saranno esaminate per ricostruire la successione degli eventi e verificare quanto accaduto prima dell’arrivo della pattuglia.
Le indagini dovranno inoltre accertare le modalità dell’aggressione iniziale, la durata del sequestro e gli spostamenti compiuti dall’automobile.
I messaggi pubblicati sui social
Poco prima della tragedia, Federico Vella avrebbe pubblicato su Instagram un messaggio di addio. Nelle settimane precedenti aveva condiviso anche immagini legate alla relazione terminata e frasi nelle quali manifestava la difficoltà ad accettare la separazione.
Questi contenuti saranno valutati dagli investigatori insieme agli altri elementi acquisiti. I messaggi, tuttavia, non possono essere considerati una giustificazione né trasformare il femminicidio di Lorena Isceri in una storia di amore finito tragicamente: al centro della vicenda restano il sequestro, la violenza e l’uccisione di una donna che aveva cercato di salvarsi.
Un caso ancora in fase di ricostruzione
Quella emersa finora è una ricostruzione preliminare, destinata a essere completata dagli esami medico-legali, dai filmati e dalle testimonianze. Soltanto questi accertamenti potranno definire con certezza la dinamica e la cronologia del femminicidio avvenuto sull’A1.
In caso di violenza, minacce o persecuzioni è possibile rivolgersi al 1522, il servizio pubblico gratuito attivo 24 ore su 24, oppure chiamare immediatamente il 112 quando esiste un pericolo concreto e urgente.