Festival d’Autunno, al Castello Normanno di Squillace l’incanto di una sera con le Ebbanesis

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Un’alchimia musicale vissuta nell’incanto di una location che sembrava amplificare ogni emozione. Ieri sera, nella prima serata della sessione estiva della XXIII edizione del Festival d’Autunno, ideato e diretto da Antonietta Santacroce, il Castello Normanno di Squillace ha accolto le Ebbanesis in Ebbanepolis. Un travolgente viaggio musicale da Napoli ai grandi classici internazionali, immergendosi nello spazio aperto che costituisce il cuore vitale dell’edificio dove la pietra antica e il cielo sopra Squillace sono diventati parte integrante del suono. La magia dell’incontro tra la musica napoletana e quella internazionale si è propagata con naturalezza, creando i presupposti di un totale coinvolgimento del pubblico.

La forza ipnotica di un duo fuori dal comune

In un concerto ammaliante, Viviana Cangiano e Serena Pisa hanno messo in mostra una forza goliardica tipicamente napoletana che si manifesta non solo nella voce, ma nel modo in cui dominano il palco. Le contaminazioni che portano nella musica si riflettono anche sul piano visivo: si legge, tra le righe di ogni gesto, la loro formazione teatrale, ma soprattutto si avverte un legame solido, un’amicizia che diventa linguaggio scenico, una professionalità che, tra le nuove generazioni musicali e teatrali, difficilmente si incontra.

Tradizione, invenzione e reinvenzione continua

Il segreto del loro successo risiede nella capacità di invenzione continua. Viviana e Serena intrecciano folk e pop, swing e rock, tenendo i piedi ben piantati nella tradizione musicale e teatrale napoletana. La loro cifra stilistica, così originale, non può essere ridotta al mero fenomeno mediatico: è evidente la continua ricerca verso la sperimentazione e la reinvenzione.

Da brividi l’introduzione del concerto, con un appassionato tributo a Pino Daniele e alla città di Napoli. Saglie Saglie ha subito evocato l’odore dei vicoli e della vita che scorre attraverso essi, un viaggio che dalle radici della tradizione si è spinto verso territori inattesi. Le riscritture delle Ebbanesis non sono semplici omaggi, ma metamorfosi che trasformano brani celebri in nuove perle musicali: Bohemian Rhapsody diventa un racconto napoletano, Attenti al lupo si trasforma in Accort’ ’o lupo, storia di un basso napoletano, mentre Il valzer del moscerino si reinventa come ’O valzer d’’o muscatiello, restituendo alla canzone dello Zecchino d’Oro una vitalità nuova e sorprendente.

Ebbanepolis: un ponte tra Napoli e il mondo

Ebbanepolis conferma che il duo non è semplicemente un fenomeno mediatico, ma un progetto artistico in continuo movimento, capace di far dialogare Napoli con il resto del mondo senza perdere identità. Le traduzioni in napoletano non sono esercizi di stile, ma atti poetici che ricontestualizzano i brani, portandoli nei vicoli, nei bassi e nelle atmosfere della città.

Alcune canzoni si intrecciano con la tradizione classica, come Michelle dei Beatles che si fonde con Passione di Roberto Murolo, o Killing me softly, di Roberta Flack, che parla di una voce ascoltata da lontano trova una perfetta connessione con Voce ‘e notte, sempre di Murolo, dove la voce diventa protagonista. Altre vengono semplicemente tradotte con cura maniacale per la metrica e la musicalità, come La solitudine di Laura Pausini, che in napoletano assume una sfumatura ironica senza perdere eleganza. È un lavoro di cesello che rende ogni brano una nuova storia da raccontare.

La magia di una serata costruita solo su voce e chitarra

Dal punto di vista musicale, la serata ha mostrato con chiarezza quanto le Ebbanesis sappiano sostenere un concerto affidandosi soltanto alle loro voci e alla chitarra di Serena. Con mezzi essenziali riescono a creare una tessitura sonora sorprendentemente ampia, capace di riempire lo spazio e di guidare il pubblico attraverso atmosfere sempre diverse. La loro intesa permette di passare con naturalezza da momenti di intensa dolcezza a passaggi più ritmati, mantenendo sempre viva l’attenzione e trasformando ogni brano in un piccolo racconto condiviso. Il pubblico ha seguito questo percorso con entusiasmo, lasciandosi coinvolgere da una presenza scenica che non ha mai perso autenticità.

Una teatralità naturale, mai costruita

Oltre alla qualità vocale e musicale, il concerto ha offerto momenti di intensa teatralità. Viviana e Serena hanno interagito con il pubblico, scherzando tra di loro, giocato con le pause, con gli sguardi, con le inflessioni del loro dialetto. La teatralità che emerge non è un artificio, ma una componente della loro identità artistica. Sono attrici-cantanti, e questo si avverte in ogni gesto e in ogni frase detta tra un brano e l’altro. La loro comicità è accattivante e mai invadente. È un modo di stare sul palco che appartiene solo alle due artiste.

Il miracolo di un pubblico fedele e partecipe

Il rapporto con il pubblico è un capitolo a parte. Le Ebbanesis sanno coinvolgere e divertire con il loro progetto vitale e ricco di sorprese. Il finale ha mostrato questa loro peculiarità con la performance de la Tammurriata Nera, la coinvolgente ‘A rumba de’ scugnizzi e la conclusiva Puortace a Sanremo, immancabile brano dedicato a Stefano De Martino, con cui si sono fatte conoscere dal grande pubblico, che al termine ha tributato loro un lungo e sincero applauso.

I prossimi appuntamenti del Festival d’Autunno

Venerdì 11 settembre, alle ore 21, La suggestiva cornice dell’Anfiteatro Villa Pertini ospiterà la Prima Nazionale di Marylin. Il mito compie 100 anni, commissionata dal Festival d’Autunno e prodotta da La Corelli. Nel diario musicale e teatrale ideato in occasione del centenario dalla nascita della diva hollywoodiana, verrà raccontata la figura, tra le più affascinanti e contraddittorie del Novecento, nello scontro costante tra la maschera imposta dallo star system e la voce della donna nascosta dietro l’immagine pubblica, Norma Jeane Mortenson Baker.

I biglietti del Festival

I biglietti per l’intero palinsesto del Festival d’Autunno sono in vendita online su www.festivaldautunno.com e nelle rivendite fisiche Ticketone. Il programma propone appuntamenti di altissimo valore culturale e in esclusiva per la Calabria, con nomi come Massimo RanieriVinicio Capossela e Pierpaolo CapovillaGonzalo RubalcabaBiagio IzzoDee Dee Bridgewater, Malika Ayane. Per favorire la partecipazione dei più giovani, il Festival ha previsto una riduzione su abbonamenti e biglietti dedicata agli Under 30, pensata per rendere più accessibile un cartellone che unisce generazioni diverse attraverso la cultura. Gli ultimi abbonamenti rimasti potranno essere sottoscritti fino al 15 settembre.

Giuseppe Panella

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Scritto da Giuseppe Panella

Giornalista di InfoOggi

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