“Ciclone Harry, la situazione che si è determinata a seguito del danneggiamento della già insufficiente rete stradale e, soprattutto, dell’interruzione del traffico ferroviario nella Sicilia orientale, sta producendo effetti gravi e immediati sull’economia regionale e rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi, colpendo in modo trasversale interi comparti produttivi”. Così Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia, che spiega: “Le difficoltà nei collegamenti stanno determinando un inevitabile aumento dei costi di approvvigionamento per le imprese dell’Isola. Il passaggio forzato e improvviso dal trasporto su ferro a quello su gomma, in assenza di valide alternative infrastrutturali, rappresenta un pesante aggravio economico, che ricade in particolare sulla Sicilia orientale, dove si concentrano le principali zone industriali e i più importanti poli produttivi strategici per l’economia regionale. E questa condizione - ancora Pistorio - rischia di compromettere seriamente la competitività delle imprese siciliane, già penalizzate da storici ritardi infrastrutturali, e di produrre effetti diretti e rilevanti sull’occupazione. Le cosiddette economie trainanti della Sicilia orientale rischiano infatti di trasformarsi rapidamente in aree di crisi, con conseguenze pesanti sull’intero tessuto produttivo regionale. Particolarmente critica è la questione del trasferimento delle merci e dei manufatti siciliani verso i mercati del continente. L’aumento dei costi logistici e i rallentamenti nei collegamenti rischiano di isolare ulteriormente la Sicilia, rendendo meno competitivi i prodotti dell’Isola e scaricando su imprese e lavoratori il prezzo di inefficienze infrastrutturali, che non possono più essere considerate eventi straordinari, ma il risultato di anni di mancata programmazione e di investimenti insufficienti”.
Non solo. “A questo quadro - prosegue Pistorio - si aggiungono le inaccettabili passerelle mediatiche e gli inutili selfie nei luoghi del disastro, che offendono le comunità colpite e non producono alcuna risposta concreta ai problemi reali del territorio. È altresì grave la colpevole inerzia delle istituzioni regionali e statali che, nonostante le ripetute segnalazioni dell’Ordine dei Geologi, hanno ignorato per anni i rischi strutturali e idrogeologici ampiamente denunciati. Di fronte a questo scenario non sono più accettabili interventi tampone o soluzioni emergenziali. È necessaria un’azione immediata e strutturale. Occorre procedere con urgenza alla ricostruzione delle reti viaria e ferroviaria danneggiate, garantendo tempi certi e risorse adeguate. Allo stesso tempo è indispensabile avviare un piano straordinario di messa in sicurezza dell’intero territorio regionale, accompagnato dalla realizzazione di una rete infrastrutturale primaria e secondaria moderna, efficiente e in grado di rispondere alle esigenze sociali ed economiche della Sicilia. Oltre a ciò, è imprescindibile attivare immediatamente adeguati ammortizzatori sociali a tutela di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, che rischiano interruzioni, sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa. Non è accettabile che, ancora una volta, il costo delle carenze infrastrutturali venga scaricato sull’occupazione e sui redditi”.
Il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia conclude: “La Sicilia non può continuare a pagare il prezzo di scelte sbagliate, ritardi cronici e mancanza di visione. È necessario un impegno chiaro e vincolante da parte dei Governi nazionale e regionale, fondato su risorse certe, tempi definiti e un confronto costante con le parti sociali”.